Economia

Olio Dop e Igp. Annata difficile e certificazioni in diminuzione

Ancorata al 2% la quota di olio extra vergine d’oliva a denominazione d’origine rispetto alla produzione nazionale. Rispetto alla campagna precedente si stima una flessione del 6%

21 novembre 2009 | R. T.

Dieci mila tonnellate di olio extra vergine di oliva certificato DOP nel 2009/2010.
Nel 2009/2010 produrremo il 6% in meno rispetto alle 11 mila tonnellate certificate nel 2008.

E’ quanto emerge da un’indagine Unaprol-Federdop che vorrebbe mettere in luce come il calo del prodotto certificato dovrebbe essere comunque inferiore al calo della produzione nazionale.

Resta tuttavia un dato inequivocabile. Nonostante anni di promozione la quota degli extra vergini a denominazioni d’origine resta ancorata al 2% della produzione nazionale.

Se non fosse poi per due o tre Dop/Igp che dominano la scena la quarantina di denominazioni d’origine italiane sarebbero davvero una goccia nell’oceano.

Igp Toscano e Terra di Bari quest’anno si contendono lo scettro delle maggiori quantità di olio certificato.
Colpa della scarsa produzione toscana (-30%) che probabilmente farà scendere anche la quantità di olio Igp (-10%).
In controtendenza Terra di Bari che potrebbe portare i volumi oltre le 2.300 tonnellate (+10%).

Le due designazioni di origine appena citate, insieme alla Dop Valli Trapanesi, sono le uniche Dop a superare le 2 mila tonnellate di prodotto certificato e rappresentano il 71% del panorama totale delle Dop/Igp italiane.

Certificazione in calo per la Dop Valli Trapanasi e per la Val di Mazara. Leggera la flessione per la Dop Umbria, più consistente quella attesa per la Dop Sabina.

In controtendenza, rispetto alla media nazionale, come per l’intera produzione della regione, è la Dop Riviera Ligure per la quale l’incremento atteso è di oltre il 10%.

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