Economia

Diminuisce il fuori casa, boom dei prodotti salutistici e già pronti

Gli italiani tendono a rinunciare alla colazione al bar ma per frutta e verdura le famiglie italiane spendono 10 miliardi di euro. Crescono i private label

11 aprile 2009 | R. T.

La crisi cambia le abitudini dei consumatori. Che fanno sempre più attenzione a quello che comprano e rendono la spesa “scientifica”. Lo rivela una ricerca Nielsen commissionata da Fedagri-Confcooperative sui comportamenti e le abitudini di acquisto dei consumatori, secondo la quale gli italiani cercano soprattutto promozioni sui prodotti alimentari che acquistano abitualmente, in alternativa si indirizzano verso prodotti di marche più economiche e commerciali, tendendo a cambiare punto vendita alla ricerca di un miglior rapporto-qualità prezzo.

Questi comportamenti emergono da alcuni indicatori quali l’aumento dei prodotti alimentari a “marca privata” (quelli delle insegne dei supermercati), il cui trend è cresciuto (+26%) e la crescente preferenza accordata al discount, che se pur non è il canale preferito dagli italiani (8,6% contro il 67% di supermercati e ipermercati), ha registrato un trend positivo nel 2008 del +16%.

Gli italiani tendono a rinunciare alla colazione al bar e a consumare meno pasti fuori casa: lo rileva il paniere degli alimentari maggiormente acquistati nel 2008, in cui gli unici prodotti in crescita risultano essere gli alimenti per la prima colazione (confetture, burro, miele, fette biscottate) insieme ai prodotti ad alto contenuto di servizio (primi piatti già pronti, surgelati, salse e condimenti pronti, ecc.). In crescita anche l’acquisto di prodotti legati alla sfera salutistica e al benessere (prodotti light, integrali, probiotici, ad alta digeribilità, arricchiti di omega 3, ecc.), segno che molti consumatori prestano sempre più attenzione alla salute e alla prevenzione dell’obesità.

E la buona frutta e verdura, parte integrante del regime alimentare della dieta mediterranea? Per fortuna non è scomparsa dalle nostre tavole. L’indagine Nielsen ha rilevato che le famiglie italiane spendono complessivamente 10 miliardi di euro per acquistare prodotti ortofrutticoli freschi e trasformati (bevande, passate, surgelati, ortaggi in scatola, ecc). In particolare, la frutta fresca è al terzo posto nella classifica dei prodotti più consumati dagli italiani (3.959milioni di euro), dopo carne e formaggi e si caratterizza anche per una elevata ripetizione d’acquisto (è acquistata mediamente ogni settimana).

Se è vero che oltre il 60% di frutta e verdura viene acquistata nel canale moderno (supermercati e ipermercati), importante resta il canale tradizionale, il mercato rionale, al quale si rivolgono la metà delle famiglie italiane e che è frequentato mediamente una volta al mese, al quale si sta aggiungendo il canale diretto, ossia l’acquisto direttamente dal produttore, pur rimanendo un fenomeno di nicchia (vale l’1%, con 4 atti di acquisto annuali).

Come cogliere le opportunità connesse ai nuovi comportamenti di consumo delle famiglie? “Occorre puntare – commenta Davide Vernocchi, Presidente del settore ortofrutticolo di Fedagri-Confcooperative – sulla distintività dei prodotti freschi e trasformati e sulla forza dei nostri brand, che sono patrimonio dell’agroalimentare italiano. Occorre anche crescere in termini di recupero dei prezzi all’interno della catena del valore e proseguire sulla strada del rapporto con il territorio, punto di forza del modello imprenditoriale cooperativo: le oltre 500 cooperative nostre aderenti lavorano quasi esclusivamente (86%) il prodotto conferito dai propri soci, fatturando 4.600 milioni di euro”.

Fonte: Fedagri

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