Economia

Agli italiani piace la sostenibilità ma a rischio greenwashing sono 12 mila referenze nella GDO

Agli italiani piace la sostenibilità ma a rischio greenwashing sono 12 mila referenze nella GDO

Oltre 128 mila prodotti presenti nella grande distribuzione italiana riportano almeno un claim ambientale. Secondo la diciannovesima edizione dell’Osservatorio Immagino di GS1 Italy, il paniere vale più di 53,4 miliardi di euro

20 ottobre 2026 | 12:00 | C. S.

L’85,1% dei prodotti venduti in ipermercati, supermercati e negozi a libero servizio in Italia presenta in etichetta almeno un’indicazione relativa alla sostenibilità ambientale. È quanto emerge dalla diciannovesima edizione dell’Osservatorio Immagino di GS1 Italy, che ha analizzato oltre 128 mila referenze con claim ambientali presenti sulle confezioni.

Nel 2025, il paniere esaminato ha superato i 53,4 miliardi di euro di vendite, registrando una crescita annua del 2% a valore e dell’1% a volume. A sostenere il trend è stata soprattutto l’espansione dell’offerta a scaffale, che ha contribuito per 1,6 punti percentuali, con il ruolo trainante delle marche del distributore e dei produttori follower.

Raccolta differenziata e riciclabilità tra i claim più diffusi

Le indicazioni più presenti sulle confezioni sono quelle che forniscono informazioni pratiche, come le modalità di raccolta differenziata, l’uso e la conservazione dei prodotti. Questa categoria interessa oltre 120 mila referenze, con vendite superiori a 52 miliardi di euro.

Ampia anche la diffusione delle dichiarazioni riferite a specifiche caratteristiche ambientali, come il contenuto di materiali di origine biologica e la riciclabilità dell’imballaggio. I claim di questo tipo compaiono su oltre 107 mila prodotti, che sviluppano un sell-out di 49,8 miliardi di euro.

Crescono i disciplinari di filiera

L’area più dinamica è quella dei disciplinari di filiera applicati all’agricoltura e all’allevamento. Le indicazioni interessano 15.190 prodotti, per un valore di vendita superiore a 7,4 miliardi di euro, in aumento del 2,5%.

I claim basati su studi di analisi del ciclo di vita (LCA) e sull’impronta ambientale mantengono invece un valore delle vendite stabile a 1,1 miliardi di euro, ma registrano una crescita dei volumi dell’1,6%.

Greenwashing, sotto esame le dichiarazioni generiche

Particolare attenzione è riservata alle dichiarazioni ambientali generiche, sulle quali interviene la nuova disciplina europea contro il greenwashing. Secondo l’Osservatorio Immagino, questa tipologia riguarda l’8% dei prodotti rilevati: 12.126 referenze, con oltre 7,2 miliardi di euro di vendite.

Il paniere risulta sostanzialmente stabile, con una flessione dello 0,1% a valore e un incremento dello 0,3% a volume.

Il dato assume rilievo alla luce della direttiva europea 2024/825, che rafforza la tutela dei consumatori contro le pratiche commerciali ingannevoli e le dichiarazioni ambientali fuorvianti. Le nuove disposizioni sono entrate in vigore il 27 marzo 2024 e dovranno essere applicate dagli Stati membri dal 27 settembre 2026.

Per le imprese, la sfida sarà quindi rendere le dichiarazioni ambientali sempre più precise, verificabili e supportate da elementi concreti, evitando messaggi generici che possano indurre il consumatore a sovrastimare le prestazioni ambientali di un prodotto.

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