Economia
Prezzi folli per i fertilizzanti ma le quotazioni dei cereali restano basse
La crisi del Golfo Persico ha colpito, il mercato globale dei fertilizzanti, con conseguenti timori per i possibili impatti sulle prossime semine. Nessuna tensione, invece sui prezzi dei principali cereali nazionali
26 marzo 2026 | 09:00 | C. S.
Nonostante l’aumento delle quotazioni dei fertilizzanti, al momento non si registrano tensioni sui prezzi dei principali cereali nazionali. È questo il quadro che emerge dall’ultima analisi pubblicata da BMTI sul mercato dei cereali in Italia dove ha continuato a prevalere l’ampia disponibilità di prodotto sia a livello nazionale che internazionale. A febbraio i prezzi hanno mostrato dei ribassi mensili sia per i grani (-2,2% per il grano duro, -1,2% per il grano tenero) che per il mais (-1,2%). Scenario immutato anche ad inizio marzo, salvo un momentaneo aumento per il mais, dettato dalle dinamiche registrate sui mercati esteri. I prezzi nazionali restano su livelli inferiori rispetto allo scorso anno, con ribassi che a febbraio hanno raggiunto il -9% per il mais, il -12% per il grano tenero fino ad arrivare al -16% per il grano duro.
La crisi del Golfo Persico ha colpito, invece, il mercato globale dei fertilizzanti, con conseguenti timori per i possibili impatti sulle prossime semine. I rincari hanno interessato in particolare l’urea, per effetto sia dei rialzi di energia e gas, che sono i due principali input produttivi, che delle criticità negli approvvigionamenti attraverso lo stretto di Hormuz. Occorre ricordare che Qatar e Iran sono due produttori ed esportatori chiave a livello globale. I futures (ovvero contratti standardizzati negoziati in Borsa in cui viene fissato oggi il prezzo per comprare o vendere una determinata merce in una data futura) quotati al CME (FOB Middle Coast) sono aumentati del +37% tra il 27 febbraio e il 19 marzo. Di simile entità la crescita nel mercato italiano, con i prezzi rilevati dalle Borse Merci ed analizzati da BMTI che sono aumentati del +36%. Consistente anche il rialzo del solfato di ammonio, con un +20% nei listini delle Borse Merci. Nella produzione di questo fertilizzante interviene l’acido solforico che, a sua volta, si ottiene dallo zolfo, materia prima di cui l’Iran è uno dei principali esportatori mondiali. L’aumento delle quotazioni dello zolfo ha determinato un rincaro dell’acido solforico e, di conseguenza, ha spinto al rialzo anche i prezzi del solfato di ammonio. In aumento del +13% anche il nitrato di ammonio.
Pur a fronte dei rialzi delle ultime settimane, le quotazioni dei fertilizzanti azotati restano comunque lontane dai picchi che si raggiunsero nel 2022 a seguito dell’inizio del conflitto russo – ucraino, con il valore attuale dell’urea inferiore di circa il -30% e quello del solfato di ammonio di circa il -47%.
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