Economia
Prezzo dell’olio di oliva al 27 gennaio: crolla la quotazione dell’olio vergine di oliva
Mentre i prezzi dell’olio extravergine di oliva restano stabili in Italia, a 7,2 euro/kg secondo la CCIAA di Bari, e in Spagna, a 4,2 euro/kg secondo PoolRed, si registra il crollo della quotazione del vergine in Andalusia e la sua prima quotazione a Bari
27 gennaio 2026 | 13:00 | T N
Gli operatori commerciali mostrano tranquillità e stabilità in queste settimane, uno scenario che probabilmente non cambierà significativamente fino alla fine di febbraio, quando si saprà realmente la disponibilità di olio di oliva della Spagna. Le previsioni più aggiornate indicano livelli di 1,25-1,3 milioni di tonnellate, quindi più bassi di 100 mila tonnellate rispetto all’anno scorso ma senza nessuna preoccupazione per le disponibilità per il mercato.
Mentre gli ultimi dati aggiornati dell’Italia continuano a indicare 281 mila tonnellate al 21 gennaio (Sian), la situazione in Tunisia appare complessa con una produzione massima stimata a 350 mila tonnellate.
Nel complesso, quindi, la produzione mediterranea di olio di oliva sarà in diminuzione rispetto all’anno passato, senza però generare allarmismo, anche se è possibile un riallineamento delle quotazioni verso l’alto dalla tarda primavera quando i dati di mercato e i trend di consumi della prima parte dell’anno saranno più certi.
Intanto, la notizia della settimana è che gli italiani hanno smesso di comprare olio vergine di oliva sul mercato spagnolo. Gli approvvigionamenti sono fatti per le prossime settimane e così il prezzo è crollato a 3,7 euro/kg secondo PoolRed al 27 gennaio.

Questo mentre l’olio extravergine di oliva spagnolo di qualità commerciale continua il suo periodo di stabilità a 4,2 euro/kg, ma soprattutto sono elevati gli scambi di olio di migliore qualità, a quotazioni però di 4,8-5 euro/kg, in linea con il mercato greco. La media di rifornimento delle aziende olearie italiane sul mercato spagnolo dell’extravergine è 4,4-4,6 euro/kg.
Il lampante continua a essere quotato 3,5 euro/kg alla fine di gennaio.
Complessivamente, quindi, abbiamo che gli imbottigliatori nazionali hanno acquistato olio vergine di oliva a 3,7-3,8 euro/kg e olio extravergine di oliva a 4,4-4,6 euro/kg. Blend di olio vergine/extravergine, a seconda delle percentuali, potranno uscire a scaffale nei supermercati italiani a 4,49-4,99 euro/litro (o meno). Per del vero olio extravergine di oliva, pure di qualità non eccelsa, sarà invece impossibile spendere meno di 5,99 euro/litro.
L’olio extravergine di oliva italiano, invece, mantiene la sua stabilità con la quotazione alla Camera di Commercio di Bari al 27 gennaio a 6,8-7,4 euro/kg, il che significa una media di 7,2 euro/kg, ma soprattutto prezzi di 7,7 euro/kg per il Dop/Igp e di 8 euro/kg per il biologico.

Compare anche il vergine di oliva italiano sulla borsa di Bari a 6,4 euro/kg, una quotazione in linea con qualche prezzo dato nelle settimane passate dagli imbottigliatori. E se fosse che sia stato comprato del vergine di oliva per extravergine per far abbassare così le quotazioni nazionali? Una produzione di “sole” 40 mila tonnellate in più rispetto all’anno scorso non giustifica un crollo delle quotazioni del 30% a meno di manovre speculative poco limpide.
Dopo gli scossoni di inizio campagna olearia, quindi, il mercato si sta avviando verso una relativa stabilità che potrà essere rotta solo dai dati di mercato della primavera.
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