Economia

IL SUCCESSO COMMERCIALE CON L’OLIO DI OLIVA. LA VIA DEL MARKETING

Esce a firma di Luigi Caricato una monografia su “Professione oliandolo. Investire in marketing e comunicazione”. L’olivicoltore e il frantoiano dovranno confrontarsi con i mutamenti epocali e diventare imprenditori

21 febbraio 2004 | Maria Carla Squeo

A pubblicare la monografia è l’Editrice Unione Italiana Vini. Il titolo chiarisce sin da subito il contenuto: Professione oliandolo. Investire in marketing e comunicazione. Il volumetto, di 64 fitte pagine, con illustrazioni a colori, è uscito quale supplemento al numero 5 del 9 febbraio scorso del settimanale “Il Corriere Vinicolo”, diretto da Marco Mancini. La monografia è disponibile anche al di fuori del circuito degli abbonati e la si può richiedere direttamente all’editore (promozione.sviluppo@uiv.it) al costo di 10 euro.



E’ un titolo di cui si sentiva la necessità, viste le molte attenzioni riguardanti un comparto tra i più vitali, seppure in costante contraddizione tra dati entusiastici e riscontri alquanto negativi e preoccupanti. Già, perché tutti ne parlano e ne scrivono, ma accanto alle comprensibili celebrazioni a vantaggio del prodotto olio di oliva vi è il malumore degli addetti ai lavori. In tanti si lamentano di sopportare notevoli costi, migliorando la qualità delle produzioni, ma guadagnandoci ben poco, a malapena rispetto ai notevoli sforzi finanziari compiuti. Ovvero, l’idea generale è che si riesca a vendere con difficoltà, a parte la difficile congiuntura economica. Ed è vero, non lo si può negare; ma va anche detto che mai, negli ultimi anni, tante e costanti attenzioni sia riuscito effettivamente a guadagnare il prodotto olio di oliva. Quindi, morale della favola: non ci si può lamentare. I consumi crescono nel mondo, soprattutto in aree non strettamente legate alla tradizione, segno evidente che occorre solo saper piazzare il prodotto. Nient’altro.

Ecco dunque in soccorso il libro di Luigi Caricato, scritto con linguaggio semplice e diretto, discorsivo, con taglio espressamente giornalistico. Una vera esortazione le due pagine introduttive, dal significativo titolo “Educarsi per educare”. Qui il messaggio è esplicito: si aprono nuovi mercati, nuovi scenari, non si può giungere impreparati; il nuovo imperativo da seguire: investire in marketing e comunicazione; il frantoiano e lo stesso olivicoltore dovrà vestire i panni dell’imprenditore affinché concepisca un approccio nuovo e diverso, orientato alla vendita e al successo commerciale.

Il primo capitolo ha per titolo “L’imperativo di oggi: rendersi visibili e comunicare” e sottintende la filosofia che muove l’autore. I consensi si guadagnano con scelte attente e sagge, non improvvisate. Le attenzioni verso il consumatore non devono essere solo di facciata, ma concretizzarsi in progetti oculati e funzionali.

Il secondo capitolo riguarda le nuove generazioni in campo, ritenute una “forza trainante” sulla quale scommettere. Quindi non si poteva certo trascurare le luci e le ombre dell’Unione europea, perché le politiche sull’olio di oliva vanno pure comprese nella loro complessità, prima di giungere a conclusioni affrettate e superficiali. Le soluzioni ci sono, occorre però sensibilizzare le parti in causa. Spesso i produttori affidano ad altri il proprio futuro, con spiacevoli sorprese quando poi tutto è già deciso e non lo si può più modificare.

Il terzo capitolo guarda all’olio italiano nell’ambito dei mercati internazionali, con una attenzione alla grande Cina come terra di conquista. Mentre il quarto capitolo si sofferma sui gusti del consumatore e su di un mercato in continua evoluzione. Da qui peraltro il ruolo niente affatto secondario della psicologia per avviare un marketing di successo. E infine, più esplicito, il quinto capitolo “Affrontare il mercato armati di marketing e comunicazione” con utili chiarimenti e testimonianze raccolte sul campo, con i pareri di chi per mestiere si occupa proprio del lancio commerciale di prodotti di alta gamma nel settore agroalimentare.



Luigi Caricato, Profesione oliandolo. Investire in marketing e comunicazione, Editrice Unione Italiana Vini, Milano 2004, pp. 64, euro 10; promozione.sviluppo@uiv.it

Potrebbero interessarti

Economia

L’export agroalimentare europeo tocca quota 238,4 miliardi di euro

Nel 2025 il commercio agroalimentare ha rappresentato il 9% delle esportazioni totali dell’UE e il 7,5% delle importazioni, contribuendo per il 37% all’avanzo commerciale complessivo europeo. Un peso rilevante che conferma il ruolo strategico dell’agroalimentare nell’economia del continente

16 marzo 2026 | 16:00

Economia

Prezzi agricoli in calo nel quarto trimestre 2025

Tra i beni e i servizi consumati in agricoltura, i prezzi dei fertilizzanti e degli ammendanti nell'UE sono aumentati del 7,9% nell'ultima parte dell'anno, Nel quarto trimestre del 2025, il prezzo medio della produzione agricola è diminuito in 15 paesi dell'UE

16 marzo 2026 | 09:00

Economia

Caro petrolio sull'ortofrutta: nessun rincaro diretto

Ottime notizie arrivano per le fragole, grazie a una settimana di bel tempo che ha favorito la maturazione delle coltivazioni nel sud Italia. Continua regolare la produzione del finocchio, con prezzi all’ingrosso stabili

15 marzo 2026 | 13:00

Economia

Il vino italiano perde 300 milioni di export

La performance a valore è stata fortemente condizionata dai dazi statunitensi e dalle dinamiche da essi innescate nel secondo semestre, come la svalutazione del dollaro: il mercato Usa si contrae di 178 milioni di euro

12 marzo 2026 | 09:00

Economia

Il prezzo dell’olio di oliva all’11 marzo: in picchiata l’extravergine spagnolo, l’industria lo boicotta

Il mercato italiano continua a veleggiare nell’assoluta stabilità mentre sulle montagne russe è quello spagnolo, con la quotazione dell’extravergine che crolla a 4,2 euro/kg e il lampante sempre più vicino a 3 euro/kg. L’industria vince il braccio di ferro con la produzione

11 marzo 2026 | 11:00

Economia

L'agriturismo si trasforma, sempre più servizi per i turisti

A crescere non è soltanto il numero delle strutture, ma anche il valore economico del comparto, che segna un incremento del 3,3%, a testimonianza della vitalità del turismo rurale nel Paese. Oltre all’ospitalità, il settore si distingue sempre più per la varietà dei servizi offerti

10 marzo 2026 | 09:00