Economia

Boom dei consumi e dell’export di olio di oliva: si torna ai livelli dei 2020

Boom dei consumi e dell’export di olio di oliva: si torna ai livelli dei 2020

I prezzi dell’olio extravergine di oliva ai minimi e i consumi si impennano da gennaio, tornando sui livelli di un quinquennio fa e nella media degli ultimi cinque anni

31 marzo 2025 | 16:00 | Graziano Alderighi

Il mercato dell’olio di oliva va a gonfie vele, con vendite sia all’interno dei confini europei sia all’estero che sono ai massimi livelli da molti anni secondo i datu ufficiali della Commissione europea.

Un trend che si è iniziato a manifestare da dicembre ma che ha sviluppato i suoi effetti soprattutto da gennaio con un export da 57 mila tonnellate dall’Europa verso i Paesi terzi, molto vicino ai valori di 58 mila tonnellate del gennaio 2020 e di 59 mila tonnellate del gennaio 2021.

Lo scarso export cumulato ottobre-gennaio nella campagna olearia 2024/25 (200 mila tonnellate) risente soprattutto delle dinamiche di scarse vendite a ottobre (47 mila tonnellate) e novembre (45 mila tonnellate). Nel periodo ottobre 2019-gennaio 2020 le vendite cumulate furono di 240 mila tonnellate di cui 69 mila tonnellate a ottobre e 60 mila tonnellate a novembre. Nel periodo ottobre 2020-gennaio 2021 le vendite cumulate furono di 274 mila tonnellate, di cui 77 mila a ottobre e 72 a novembre.

E’ quindi evidente che il 2025 dovrebbe vedere flussi di export molo elevati, che fanno prevedere che la stima di un consumo globale che aumenti solo del 10% appare sottostimata, probabilmente raggiungendo il 20-25%.

Anche sul fronte del commercio interno dell’Unione europea, infatti, le dinamiche commerciali appaiono molto positive con un commercio intracomunitario a dicembre per 93 mila tonnellate, praticamente un dato in media con il dicembre 2019 (89 mila) e il dicembre 2020 (96 mila).

La dinamica dei flussi commerciali appare quindi molto chiara con un’impennata degli scambi che coincide con l’abbassamento del prezzo dell’olio extravergine di oliva sia in Spagna sia in Grecia, dimezzato rispetto a un anno fa.

Solo l’Italia riesce a mantenere un valore unitario dell’olio extravergine di oliva invariato rispetto a un anno fa.

La tentazione del mercato di tornare a vedere l'olio extravergine di oliva come una commodity è quindi molto forte.

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