Economia
Il prezzo dell’olio di oliva al 17 dicembre: l’extravergine italiano decolla, quello spagnolo affonda
Il mercato all’ingrosso dell’olio extravergine di oliva italiano si è affrancato, quest’anno, da quello spagnolo. Il trend delle quotazioni in Italia continua a crescere, avvicinandosi ai 10 euro/kg, mentre in Spagna e Tunisia precipita sotto i 4 euro/kg
17 dicembre 2024 | 16:00 | Graziano Alderighi
Quest’anno si è spezzato, speriamo definitivamente, il legame tra i prezzi dell’olio italiano e quelli delle altre piazze, principalmente europee ma anche nord africane, tunisina in particolare.
Tradizionalmente il differenziale di prezzo tra olio extravergine di oliva italiano e spagnolo era di 1-2,5 euro/kg, a seconda degli andamenti delle produzioni di carica e scarica nei due Paesi. Oggi il differenziale di prezzo ha sfondato quota 5 euro/kg e si avvicina a 6 euro/kg.
La responsabilità è dell’aumento del prezzo dell’olio italiano sulle piazze di Puglia, Calabria e Sicilia, dai 9,5 euro/kg in su, a fronte del crollo di quello spagnolo e tunisino, il primo ormai sulla soglia dei 4 euro/kg e il secondo a 3,5 euro/kg.
Vediamo dunque nel dettaglio come si sta muovendo il mercato italiano dell’olio extravergine di oliva. A Bari, secondo il Borsino dell’Olio di Teatro Naturale al 16 dicembre, il prezzo era di 9,3 euro/kg. Quotazione di 9,5 euro/kg secondo Ismea Mercati al 9 dicembre, mentre secondo la CCIAA di Bari, al 17 dicembre, la quotazione oscilla da 8,8 a 9,5 euro/kg.

Situazione analoga, con prezzi in crescita, in Calabria con gli oli DOP Lamezia e Bruzio rispettivamente a 9,9 e 9,6 euro/kg, in crescita del 3-4% rispetto alla settimana precedente.
Anche in Sicilia il prezzo sta aumentando, ma questo non fa più notizia visto che è in costante crescita da novembre. A Palermo il DOP Val di Mazara è quotato 10,23 euro/kg al 9 dicembre secondo Ismea Mercati, mentre l’olio extravergine di oliva non certificato a 9,9 euro/kg al 10 dicembre, in crescita del 2%.
Se in Italia gli scambi commerciali appaiono sostenuti e tali da poter mantenere questo trend dei prezzi, in Spagna l’andamento è opposto, provocando la dura reazione del mondo agricolo.
La produzione sarà di 1,3 milioni di tonnellate secondo il Ministero dell’agricoltura iberico, quindi un’annata media, ma il prezzo dell’olio extravergine di oliva in Spagna è sceso a 4 euro/kg secondo PoolRed al 17 dicembre e 3,9 euro/kg secondo il Borsino dell’Olio di Teatro Naturale al 16 dicembre. Si registrano anche offerte e contratti a 3,7 euro/kg o meno.

Intanto in Tunisia la speculazione, che trae origine dalla Spagna, sta colpendo duro con vendite anche a 3,2-3,3 euro/kg e la prospettiva di una discesa persino inferiore ai 3 euro/kg a gennaio.
Una situazione di mercato insostenibile nel medio termine poiché i quantitativi di produzione non sono coerenti con i prezzi di mercato attuali. A fonte di prezzi a scaffale di 3,99 euro/litro o meno, infatti, i consumi sarebbero destinati ad aumentare sensibilmente, senza una disponibilità di prodotto che li possa soddisfare.
E’ in corso, insomma, un braccio di ferro tra industria dell’olio e mondo agricolo spagnolo. E, al momento, ha la meglio il mondo industriale che ha pienamente raggiunto lo scopo di far comprendere la sua potenza e la sua capacità di influenzare il mercato e i prezzi. Una logica e una dinamica ben conosciuta in Italia, che portò a scontri crescenti negli anni 1990 e 2000, fino alla normalizzazione degli ultimi anni.
Intanto, però, il mondo dell’olio spagnolo deve fare i conti con un prezzo dell’olio insostenibile, non congruo con i costi di produzione, e differenziali di prezzo minimi tra olio extravergine di oliva, olio vergine di oliva e olio lampante.
L’olio vergine di oliva in Spagna è infatti quotato 3,55 euro/kg secondo PoolRed al 17 dicembre.
L’olio lampante, invece, in Spagna è quotato 3,5 euro/kg secondo PoolRed al 17 dicembre.
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