Economia

Cresce la fiducia dei consumatori mondiali nelle private label alimentari

Cresce la fiducia dei consumatori mondiali nelle private label alimentari

In Svizzera un cibo su due al supermercato è una private label, in Italia uno su tre. I consumatori credono vi sia poca differenza di qualità tra marchi privati e industriali

29 agosto 2024 | T N

il Kearney 2024 Private Label Report, una collaborazione tra Kearney e NielsenIQ (NIQ), registra la progressiva crescita di importanza, e anche di fiducia, delle private label del cibo a livello internazionale, a partire dagli Stati Uniti.

Gli alimenti e le bevande sono all'avanguardia, con il 30% dei consumatori che valuta la qualità del marchio privato come superiore a quella dei marchi nazionali. Il 55% degli acquirenti ha classificato i marchi dei negozi come avere una qualità simile alle controparti nazionali del marchio nel settore alimentare e delle bevande.

Gli Stati Uniti sono indistro rispetto all’Europa in penetrazione di etichette private in particolare rispetto al 52% per la Svizzera, al 46% per il Regno Unito, il 37% per la Germania, il 34% per i Paesi Bassi, il 33% per la Francia e il 31% per l’Italia. Solo il Canada fa peggio col 19% di penetrazione delle private label del food.

I risultati mostrano che, nella maggior parte delle categorie, i consumatori credono vi sia poca differenza tra marchi privati e nazionali in termini di qualità, secondo il rapporto Kearney-NIQ.

Tra le categorie alimentari per il 2023, il pane ha detenuto la più grande quota di private label al 56,7% in dollari (in calo dell’1% su anno) e del 42,4% in unità (in aumento dell’1%).

Le altre categoria con almeno il 10% di penetrazione sono il lattiero-caseario al 34,6% in dollari (+ 2,5%) e il 37% in unità (+3,1%), carne al 24% in dollari (+2,9%) e 24,8% in unità (+ 1,6%), i surgelati al 23,7% in dollari (+1,8%) e al 23,9% in unità di produzione (7%).

Rispetto al mercato maturo del private label del Regno Unito, i marchi dei negozi statunitensi hanno il maggior potenziale di crescita nelle categorie alimentari come carne, alimenti preparati, snack salati, verdure, frutta, formaggio, dolci, biscotti e cracker, frutti di mare, pane e pasta / car, Kearny-NIQ ha detto.

“Gli Stati Uniti sono in ritardo rispetto ai paesi europei nella penetrazione del private label, segnalando una grande opportunità per i rivenditori di generi alimentari”, ha detto Black. “L’etichetta privata può generare un margine significativo per i rivenditori statunitensi. Le aziende devono prestare attenzione alle crescenti offerte di private label – rapidamente adottate dalla Generazione Z e dai consumatori a reddito più elevato – prima che sia troppo tardi.

Potrebbero interessarti

Economia

Prezzi alimentari mondiali in rialzo ad agosto: il clima torna a far paura

L’indice FAO dei prezzi alimentari sale a 133,3 punti, con un aumento dell’1,9% in un solo mese e del 2,5% rispetto a un anno fa. Cereali, oli vegetali, lattiero-caseari e soprattutto zucchero registrano aumenti, mentre caldo, siccità, El Niño, tensioni geopolitiche e difficoltà logistiche tornano a pesare sulle prospettive dell’offerta

08 settembre 2026 | 16:00

Economia

Prezzi dell’olio di oliva al 8 settembre: scende l’extravergine in Italia, bene solo il lampante in Spagna

Quotazioni stabili per l’olio extravergine di oliva in Puglia mentre in calo è quello siciliano, appena sotto i 7 euro/kg. Partono anche le contrattazioni delle olive in funzione della resa al frantoio. Mentre in Spagna alte contrattazioni solo per il lampante a 3,15 euro/kg con l’extravergine a 3,45 euro/kg

08 settembre 2026 | 15:00

Economia

Assicurazioni contro le catastrofi naturali in agricoltura, premi in crescita del 13% nel 2024

Le coperture contro terremoti, alluvioni, tempeste e grandinate hanno raggiunto 3,1 miliardi di euro. La componente climatica rappresenta l’88% della raccolta nat-cat, mentre resta forte la concentrazione geografica e dimensionale del mercato

08 settembre 2026 | 10:00

Economia

Il mercato britannico dell’olio d’oliva: opportunità e strategie per i produttori italiani

Il Regno Unito si conferma un mercato strategico per l’olio d’oliva, totalmente dipendente dalle importazioni e in crescita nel segmento premium. I consumatori inglesi, sempre più attenti alla qualità, all’origine e alla sostenibilità, offrono spazi concreti per l'Italia

04 settembre 2026 | 09:00

Economia

Olio d’oliva, l’export Ue rallenta: nei primi sei mesi calo del 13%

Le esportazioni europee di olio d’oliva e olive da tavola valgono 2,812 miliardi di euro tra gennaio e giugno 2026, in diminuzione del 13% su base annua. A pesare sono il calo dei prezzi e la riduzione dei volumi verso alcuni dei principali mercati, a partire dagli Stati Uniti

03 settembre 2026 | 12:00

Economia

Ecco perchè il prezzo dell'olio extravergine di oliva spagnolo resta inchiodato a 3,5 euro/kg: lo scenario da 1,6 milioni di tonnellate di produzione

Il dato più preoccupante per il produttore spagnolo è dunque che il mercato sembra già comportarsi come se la Spagna fosse diretta verso una campagna da 1,5-1,6 milioni di tonnellate, mentre la produzione effettivamente realizzata nell'ultima campagna è stata di soli 1,30 milioni

01 settembre 2026 | 16:30