Economia

Il fatturato del vino italiano si ferma a 13,3 miliardi di euro

Il fatturato del vino italiano si ferma a 13,3 miliardi di euro

L’export di vino è e resta la chiave di volta per rendere sostenibile il settore ma la crescita delle vendite all'estero va a compensare solo in parte l’ammanco generato dal mercato interno

07 dicembre 2023 | C. S.

Volge al termine il 2023 e anche per Italia del Vino è tempo di bilanci rispetto all’anno che sta per concludersi e di progetti per quello a venire. Come rilevano i dati ufficiali, il mercato del vino sta vivendo un periodo non particolarmente favorevole. Si assiste a una riduzione dei consumi di vino in tutto il mondo, Italia compresa. Nel 2023 il fatturato dell’industria vinicola italiana è atteso al primo calo dal 2020: i conti chiuderanno in passivo del 2.9%, a 13.3 miliardi di euro, di cui 7.65 sul lato export (-2.2%) e 5.61 sul versante del mercato nazionale (-4%).

Calo che si registra dopo un biennio di crescita (+26% nel 2021 post-Covid e +6.6% nel 2022, su cui hanno fortemente impattato i costi di energia e materie oltre che la dinamica inflazionistica).

Nel mondo si consumano circa 280 milioni di ettolitri di vino. Oltre la metà di questi volumi è fatta in una manciata di Paesi, con in testa gli Stati Uniti (14%), seguiti da Francia (10%), Italia e Germania (7%), quindi Cina (6%) e Regno Unito (5%). Poi Canada (2%) e Giappone (1%). I Paesi monitorati costituiscono l’ossatura dell’export italiano di vino: il 64% a valore, con in testa gli Usa (24%), seguiti da Germania (15%), UK (10%), Canada (6%), Francia (4%), Giappone (3%), con fanalino di coda la Cina (1,5% di quota), Paese a cui da più di un decennio si è guardato con molta attenzione, ma che negli ultimi tre anni ha rallentato fortemente i ritmi di importazione e anche di consumo.

In un contesto generale che vede – tra i Paesi su cui l’Italia è più esposta – solo gli Usa e il Canada in crescita in termini di consumi, mentre dinamiche negative coinvolgono più o meno pesantemente UK, Germania, Giappone e Francia, per il nostro Paese sono previsti scenari di relativa stabilità, con elementi di preoccupazione dettati dall’erosione dei consumi nazionali (-1.2 milioni di ettolitri al 2039, ricordando che il mercato nazionale vale la metà del totale).

L’export risulta ancora e sempre di più la chiave di volta per rendere sostenibile il settore, anche se le proiezioni da qui al 2039 rispetto alla media 2010/19 vedono una crescita di 1,8 milioni di ettolitri (attorno quindi a 22.5-23 milioni), che va a compensare solo in parte l’ammanco generato dal mercato interno, con un saldo positivo di poco più di mezzo milione di ettolitri.

L’evoluzione attesa, intesa come incrocio di dati demografici e di attitudine al consumo, indica che il mondo che consuma vino in futuro non costruirà più la sua crescita sul volume, ma molto più probabilmente sul valore espresso dalle bottiglie di vino. Una componente – quella del valore – che ha più declinazioni: il benessere fisico e spirituale, la sostenibilità ambientale ed etica, il consumo “sociale”, in cui il vino entra sempre di più in competizione serrata con altre bevande.

“Unire le forze mostrando al mondo un fronte comune e coeso – spiega il Presidente Roberta Corrà – è fondamentale per comunicare efficacemente l’eccellenza enoica italiana anche e soprattutto in ottica export. Per il 2024 Italia del Vino ha in programma di fare sistema nelle due principali fiere internazionali di settore: Vinexpo Parigi e Prowein Dusseldorf, con una partecipazione collettiva delle aziende del Consorzio. Continueremo poi a investire in progetti di ricerca e sviluppo, concentrandosi sull’innovazione tecnologica e sulla digitalizzazione, in linea con gli obiettivi indicati dall’Unione Europea. In questo periodo storico in cui la tecnologia e la digitalizzazione giocano un ruolo sempre più cruciale, investimenti di questo tipo possono contribuire significativamente a migliorare la competitività e la sostenibilità del settore vinicolo italiano, all’interno di uno scenario internazionale che appare sempre più complesso e sfidante”.

Potrebbero interessarti

Economia

Olio extravergine d'oliva, il commercio intra-Ue rallenta ma resta sopra la media quinquennale

Nei primi otto mesi della campagna 2025/26 gli scambi di extravergine tra i Paesi dell’Unione scendono del 6,8% rispetto allo stesso periodo della campagna precedente. Francia, Germania e Portogallo sono i principali mercati dopo Italia e Spagna. L’Italia riduce i propri acquisti intra-Ue

16 settembre 2026 | 11:00 | Alberto Grimelli

Economia

Prezzi dell’olio di oliva al 15 settembre: l’extravergine nazionale stabilmente sotto i 5 euro/kg

Scende a poco più di 10 centesimi il differenziale di prezzo tra olio extravergine e vergine di oliva in Spagna, col lampante poco distante. In Puglia e Calabria la soglia dei 5 euro/kg appare un miraggio, anche per i contratti di olio novello, che rischiano di segnare il mercato

15 settembre 2026 | 16:15

Economia

Nel primo semestre 2026 in rialzo le esportazioni italiane di ortofrutta

Per la frutta fresca, principale voce del nostro export, i volumi si sono ridotti dello 0,8%, mentre il valore esportato è cresciuto del 3,1% rispetto ai primi sei mesi del 2025. Molto vivace è stato il settore della frutta secca

15 settembre 2026 | 10:00

Economia

Export del vino italiano, semestre in rosso: -6,2% a 3,6 miliardi di euro

Il vino italiano continua a risentire della frenata della domanda internazionale. Nei primi sei mesi dell’anno le esportazioni calano del 6,2% in valore e del 4% nei volumi, mentre il prezzo medio all’export scende del 2,3%. Tengono gli spumanti, mentre soffrono ancora i vini fermi imbottigliati

12 settembre 2026 | 12:00

Economia

Grana Padano, vendite in Italia in forte crescita: a luglio +11,9%

Il Grana Padano accelera sul mercato italiano. La quota, insieme al Trentingrana, arriva al 48,6%. Nei primi sette mesi dell’anno l’incremento sale al 14,5%, mentre arretrano Parmigiano Reggiano e formaggi similari. Il Sud Italia si conferma l’area più dinamica

12 settembre 2026 | 10:00

Economia

Consulenti Tecnici d'Ufficio, finalmente si adeguano le tariffe

La decisione del TAR Lazio consentirà un adeguamento delle tariffe dei consulenti tecnici d’ufficio, ferme al 2002, superiore al 60%, permettendo un recupero dell’inflazione

11 settembre 2026 | 12:00 | Roberto Accossu