Economia
Missione della Grande Distribuzione è offrire il miglior olio extra vergine di oliva al minor prezzo possibile
Il mercato dell’olio extra vergine di oliva passa dalla Grande Distribuzione ma sempre meno dai grandi marchi oleari. Sono le private label a vincere: “non siamo pronti per un mercato dell’olio di qualità” ha affermato Luca Braccesi, direttore acquisti di Unicoop Firenze
24 novembre 2023 | Alberto Grimelli
Dalla Grande Distribuzione passa gran parte dell’olio di oliva che gli italiani consumano e quindi è un canale di acquisto di cui non si può fare a meno, guardando al grande mercato dell’olio extra vergine di oliva.
Le ultime due campagne olearie, con il calo della produzione che ha fatto schizzare in alto i prezzi, sta certamente modificando la percezione che il consumatore ha dell’olio extra vergine di oliva.
Crescono i prezzi e diminuiscono i consumi che si orientano verso prodotti premium, prima di tutto l’italiano, che al contrario del comunitario riesce a tenere i volumi di vendita del passato nella Grande Distribuzione, almeno in Toscana.
Cambia il mercato dell’olio extra vergine di oliva ma “non siamo pronti per un mercato dell’olio di oliva di qualità” ha affermato Luca Braccesi, direttore acquisti di Unicoop Firenze nel corso dell’appuntamento I Sapori dell’Olio di Terre dell’Etruria.
Unicoop Firenze è una cooperativa di consumo e nasce dalla volontà di offrire i migliori prodotti al miglior prezzo possibile. Nessun compromesso sulla qualità ma al prezzo più basso del mercato.
“Tale filosofia vale anche per l’olio extra vergine di oliva e oggi i consumatori ci premiano – ha affermato Braccesi – fidandosi del marchio Fior Fiore e delle nostre offerte. Prima di tutte quella sull’olio nuovo su cui siamo leader in Italia per volume di vendite.”
I dolori vengono pensando all’olio extra vergine di oliva certificato, come quello Igp Toscano, che rappresenta una minima percentuale delle vendite nei supermercati Coop della Toscana. Insomma i Toscani non comprano il Toscano.
“Non è un caso che più del 50% dell’olio Igp Toscano vada a finire all’estero – ha dichiarato Christian Sbardella, direttore marketing dell’Olio Igp Toscano – occorre avvicinare al consumo di un olio di qualità facendolo assaggiare, spiegandolo e illustrandolo anche sul territorio. Le operazioni come la menzione Bolgheri per l’Igp Toscano servono proprio a questo.”
Il rischio, se non si agisce sulla cultura del territorio, è che si faccia la fine dell’Aceto Balsamico Tradizionale la cui produzione per più del 90% va all’estero e quando i turisti vengono in Italia non trovano le prelibatezze che comprano nei supermercati esteri.
“Auspichiamo maggiore interazione e cooperazione tra le coop toscane, tra quelle di consumo, come Unicoop Firenze, e quelle della produzione, come Terre dell’Etruria – ha concluso Massimo Carlotti, presidente di Terre dell’Etruria – poiché il mondo della produzione ha fatto e sta facendo grandi investimenti per migliorare qualità e sostenibilità, ma serve il supporto della Grande Distribuzione poiché senza la terza gamba della sostenibilità, il reddito per le imprese agricole, si impoverisce tutto il territorio, con ricadute negative anche per il turismo.”
Per una volta, paradossalmente, il mondo agricolo è più avanti di quello del commercio che si è adagiato sugli allori delle vendite promozionali e dell’olio extra vergine di oliva a 2,99 euro. Oggi che il mercato è cambiato la Grande Distribuzione si trova ad affrontare queste mutazioni con strumenti vecchi e senza una chiara visione del futuro.
Il mercato dell’olio extra vergine di oliva nella Grande Distribuzione naviga a vista, sapendo che le condizioni stanno mutando ma sperando, nel recondito, che tutto torni alla normalità dalla prossima campagna olearia.
Potrebbero interessarti
Economia
Olio d’oliva, prezzi ancora in calo a marzo: mercato fermo e scorte in forte aumento
Il comparto oleario continua la fase di ridimensionamento iniziata negli ultimi mesi. I ribassi rallentano ma restano costanti, mentre la domanda debole e l’aumento delle giacenze spingono il mercato verso una nuova fase di equilibrio
17 maggio 2026 | 10:00
Economia
Brusca frenata dei consumi di olio di oliva in Europa
L'ultimo mese che ha visto un incremento delle vendite di oli di oliva entro i confini comunitari è stato ottobre 2025. Da allora la discesa, poi il tonfo di gennaio 2026. Anche l'extravergine soffre. Importazioni italiane di 156 mila tonnellate in quattro mesi
15 maggio 2026 | 16:00 | Alberto Grimelli
Economia
Il prezzo dell’olio di olivo al 12 maggio: il deodorato fa cadere i prezzi dell’extravergine
Tensione in Spagna e Italia sul fronte dei prezzi rispettivamente a 4,15 e 6,3 euro/kg. Gli alti volumi di deodorato nella penisola iberica nelle ultime settimane impediscono un riallineamento delle quotazioni. Inizia la guerra dei numeri sulla prossima campagna olearia
12 maggio 2026 | 16:00
Economia
Siccità, PAC e redditività agricola: il precario equilibrio economico delle aziende cerealicole italiane
L’aumento della frequenza degli eventi siccitosi sta modificando profondamente la struttura economica dell’agricoltura italiana. Le aree del Nord risultano oggi le più esposte alla pressione idrica, mentre la nuova architettura degli aiuti europei favorisce colture meno intensive
12 maggio 2026 | 13:00
Economia
L’aumento degli oli vegetali fa incrementare l’indice dei prezzi alimentari mondiali
L’indice dei prezzi dei cereali della FAO è aumentato dello 0,8% rispetto a marzo, riflettendo i prezzi più elevati nei principali cereali. L'influenza delle interruzioni di forniture legate alla crisi dello Stretto di Hormuz
10 maggio 2026 | 11:00
Economia
Crolla l’export di olio di oliva dall’Unione europea
Gennaio e febbraio 2026 i mesi più bui con un calo delle esportazioni di olio di oliva dalla UE di 18 mila tonnellate. Una diminuzione che avviene ben prima della guerra con l’Iran e tutte le relative conseguenze sul commercio mondiale. Ecco cosa sta accadendo
08 maggio 2026 | 12:00