Economia
Il mercato del vino fatica in Italia e all'estero
Al netto delle vendite di vino sfuso, venduto a prezzi bassi, il responso sui volumi commercializzati oltreconfine è negativo in particolare per i vini imbottigliati e le denominazioni d'origine
18 luglio 2023 | C. S.
Export sempre più su un piano inclinato, mercato interno in lieve ma non sufficiente miglioramento. È la sintesi dell’analisi dell’Osservatorio Uiv-Ismea, che ha elaborato i nuovi dati Istat sulle esportazioni di vino nel primo quadrimestre e le vendite nella Grande distribuzione in Italia nel primo semestre, su base Osservatorio consumi ISMEA-Nielsen-IQ. Nel primo quadrimestre, le performance del vino italiano nel mondo segnano un calo tendenziale dello 0,7% nei volumi e un +2% nei valori (export attestato a 2,36 miliardi di euro). Il semestre nella Gdo italiana si chiude invece con una contrazione del 3,9% sul fronte dei volumi accompagnato da un +3,5% nei valori (a 1,38 miliardi di euro). Entrambe le performance - rilevano ISMEA e Unione italiana vini (Uiv) – evidenziano le difficoltà di un 2023 in cui il surplus dei costi di produzione influisce in media per il 10% sul prodotto finito a fronte di incrementi dei prezzi di vendita molto più bassi, sia nelle piazze estere che interne.
Inoltre, l’Osservatorio rileva una tendenza al ribasso – specchio della congiuntura – dei prodotti commercializzati, sia sul mercato estero che su quello italiano. Al netto delle vendite di vino sfuso – venduto comunque a prezzi bassi –, il responso sui volumi commercializzati oltreconfine sarebbe infatti ben più negativo (-3,5%), con i vini imbottigliati a -4,2% e le Dop, in particolare, a -6,9%.

Nel mese di aprile il vino italiano peggiora i conti con l’estero in alcune sue piazze strategiche. In particolare, rispetto allo stesso mese del 2022, calano bruscamente i volumi richiesti dal top buyer statunitense e dalla Svizzera (entrambi a -14,8%), si ferma la Germania (-0,3%) mentre recupera parte del gap il Regno Unito (+9,2). Ne consegue – secondo l’Osservatorio Uiv-Ismea - che il risultato tendenziale del quadrimestre veda i volumi in calo dello 0,7% con i valori (2,36 miliardi di euro) a +2% (nel trimestre segnava +3,8%). In generale, si dimezza la crescita del prezzo medio (+2%) mentre rimane alta quella degli spumanti (+9%), che cedono il 3% e con il Prosecco a -5,9% ma a +5,1% in valore; tra i segmenti in maggior sofferenza si segnalano i Dop fermi imbottigliati che chiudono il quadrimestre in negativo sia sul fronte dei volumi (-6,6% con i Rossi a -8,7%) che dei valori (-0,5%). In crescita in doppia cifra gli sfusi (grazie anche a vendite “sottocosto”, -9% il prezzo medio), con buoni incrementi anche per vini comuni e varietali. Giù i Bianchi e i Rossi veneti, quelli toscani e siciliani.
Gli Stati Uniti scendono quest’anno in terreno negativo nei volumi (-3,8%), con i valori ancora in luce verde ma che passano dal +10,8% del trimestre al +4% nel quadrimestre. Rallenta anche il secondo buyer di vino italiano, la Germania (+4,6% i volumi, +2,7% i valori), mentre chiude il podio il Regno Unito che limita i danni di un avvio d’anno problematico, complice la forte contrazione del Prosecco (-20%), fissando i volumi a -8,4% e i valori a -2,6%. In controtendenza, rispetto a Svizzera a -9,9% e Canada -26,8%, ancora una volta la Francia, che incrementa i quantitativi di vino tricolore del 20%. Nell’area orientale, la Russia - che risale del 57,4% - la Lettonia e la Polonia compensano i cali di Giappone, Cina e Corea del Sud tra il 20% e il 40%.
Tra gli scaffali della grande distribuzione italiana, seppur con segni di miglioramento, come il parziale recupero delle Dop che però non permette di invertire il segno negativo, la tendenza al ribasso si conferma per esempio nei trend delle bollicine, dove prosegue la corsa degli spumanti low cost (+8,6% volume) che fissano il prezzo a 4,6 euro/litro, quasi il 40% in meno della media del Prosecco. Per lo spumante del Nord-Est più venduto al mondo, che ha alzato i propri listini in coerenza con la crescita dei costi delle materie prime, il semestre si chiude con un -5,8% in termini volumici in particolare per effetto del brusco stop della Docg.
Potrebbero interessarti
Economia
Alcol, consumi globali verso un declino strutturale, volumi dimezzati entro il 2050
Nuove abitudini di consumo e normative più severe spingono la crescita delle bevande low e no alcohol, mentre l'intelligenza artificiale viene indicata come leva strategica per la competitività
22 luglio 2026 | 10:00
Economia
Prezzi dell’olio di oliva al 21 luglio: ancora giù l’extravergine in Italia e in Spagna
L’olio extravergine d’oliva in Spagna tocca i 3,45 euro/kg, 3,15 euro/kg il vergine e 2,98 euro/kg per il lampante. Anche in Italia a Foggia il prezzo dell’extravergine scende a 4,55 euro/kg, in calo del 6,2% in una sola settimana. Solo operazioni spot sui mercati mentre si attendono le prospettive produttive 2026/2027
21 luglio 2026 | 14:00
Economia
A scaffale tornano a crescere i volumi di olio extravergine di oliva italiano ma la crisi della filiera continua
L'Osservatorio Sol Expo-Teatro Naturale rileva un'inversione di tendenza nelle vendite di olio italiano tra aprile e giugno 2026, mentre l'olio comunitario perde quote. I consumatori continuano a privilegiare il prodotto nazionale ma ancora non basta a rilanciare l'intera filiera. Sol Expo in programma a Veronafiere dal 28 febbraio al 2 marzo 2026
21 luglio 2026 | 10:43
Economia
Il caldo condiziona i raccolti di ortofrutta e i prezzi scendono
A fronte di consumi più contratti, il caldo torrido gioca un ruolo a doppio taglio sulle coltivazioni, poiché da un lato accelera la maturazione aumentando l'offerta di frutta ma, dall’altro, rischia in molti casi di velocizzare il deperimento del prodotto
21 luglio 2026 | 09:00
Economia
Arancia Rossa di Sicilia IGP: oltre 24 milioni di chili in commercio
Importanti numeri di mercato per la stagione di raccolta appena passata, ora si guarda al futuro con entusiasmo. Nell’ultimo raccolto crescono anche l’e-commerce e la vendita diretta. Gerardo Diana (Presidente Consorzio): “Una stagione complessa, ma la filiera ha reagito con forza e responsabilità”. L’IGP fa la differenza in valore per la produzione
20 luglio 2026 | 14:15
Economia
Migliora il PIL agroalimentare ma si vede un rallentamento sui mercati esteri
Secondo il CREA l'economia italiana continua a espandersi grazie ai consumi e agli investimenti. L'industria alimentare tiene meglio del manifatturiero, mentre frenano export e import. Cresce però la fiducia nel settore agroalimentare
20 luglio 2026 | 14:00