Economia
Il ruolo della sostenibilità nella filiera alimentare del Terzo Millennio
Pur salvaguardando il budget familiare il consumatore italiano non rinuncia al suo sistema valoriale. Il 70% degli italiani nel corso del 2021 ha acquistato da aziende attive sul piano della tutela dell’ambiente
29 aprile 2022 | C. S.
La difficile congiuntura internazionale, l’aumento dei costi energetici e delle materie prime, i nuovi modelli valoriali e di consumo che si stanno delineando tra gli italiani richiedono una revisione del ruolo e dell’approccio alla sostenibilità nella filiera agroalimentare, con particolare attenzione alle scelte che riguardano il packaging dei prodotti.
Sono queste le conclusioni evidenziate in occasione della presentazione dell’Osservatorio Packaging di Largo Consumo realizzato da Nomisma in collaborazione con SpinLife e illustrato a MARCA 2022, presso BolognaFiere.
L’evento è stato introdotto dalla ricerca presentata da Silvia Zucconi, Responsabile della Business Unit Market Intelligence di Nomisma, e intitolata “Il ruolo della sostenibilità alla luce dei nuovi scenari evolutivi: sostenibilità tra la crisi del mercato delle materie prime e il conflitto ucraino”.
Gli italiani e la sostenibilità: una scelta responsabile anche negli acquisti alimentari, che coinvolge il packaging

I carrelli degli italiani non saranno solamente sinonimo di qualità ma anche di sostenibilità. Il 59% della popolazione, oggi, presta più attenzione ai temi green rispetto al 2019.
“Sostenibilità che per gli italiani significa soprattutto fare scelte di responsabilità verso le generazioni future (43%), che contrastino gli sprechi e che anzi portino un risparmio e un vantaggio economico (30%) – come testimonia il fatto che l’89% degli italiani compie quotidianamente scelte sostenibili contenendo gli sprechi idrici ed energetici”.
Per l’84% degli italiani la sostenibilità passa soprattutto per le scelte di acquisto alimentari.
Acquistare un prodotto sostenibile significa – in prima battuta – comprare un prodotto realizzato tramite un utilizzo responsabile delle risorse e con un basso impatto ambientale, che riduca e minimizzi cioè le emissioni di CO2 (70%), il consumo idrico (65%) ed energetico (63%).
“Ma la sostenibilità alimentare dipende anche dal packaging, che contribuisce a definire un prodotto sostenibile soprattutto quando è riciclabile (62%), realizzato con materiali sostenibili (59%), senza overpackaging (46%) e plastic free (41%). Molto importante, infine, nella definizione di sostenibilità anche la presenza del marchio BIO (57%)”.
I driver di scelta del prodotto alimentare e il sistema valoriale del consumatore italiano
La presenza di caratteristiche di sostenibilità rappresenta tuttora un buon motivo per scegliere un prodotto alimentare al posto di un altro. Il 34% degli italiani indica la sostenibilità ambientale tra i principali driver di scelta di un prodotto alimentare e il 28% sceglie anche in base alla sostenibilità del packaging. Tra gli altri motivi che spingono i consumatori a mettere nel carrello un prodotto alimentare si possono citare la presenza di offerte e promozioni (38%) e l’italianità delle materie prime (40%).
Pur salvaguardando il budget familiare il consumatore italiano non rinuncia al suo sistema valoriale – che diventa una bussola a cui affidare le scelte di consumo al punto che il 70% degli italiani nel corso del 2021 ha acquistato da aziende attive sul piano della tutela dell’ambiente e il 63% da imprese con cui si condividono i medesimi valori.
L’importanza della comunicazione nel packaging per valutare la sostenibilità di un prodotto

Per gli italiani è molto importante avere tutte le informazioni necessarie per valutare la sostenibilità di un prodotto alimentare (e non) prima di acquistarlo.
La relazione di Nomisma ha indagato anche il ruolo della comunicazione on pack, svelando che il 64% dei consumatori vorrebbe saperne di più e addirittura il 26% non ritiene sufficienti le informazioni di cui dispone.
“Informazioni per valutare la sostenibilità che, per il 75% degli italiani, sono lette sull’etichetta del prodotto” – ha concluso Silvia Zucconi.
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