Economia
Testa a testa Italia-Francia nell'export vitivinicolo verso gli Stati Uniti
Secondo l’analisi dell’Osservatorio Vinitaly-Nomisma Wine Monitor, le statistiche degli ultimi mesi stanno evidenziando un forte rilancio degli ordini di vino italiano e francese in due Paesi chiave del mercato: Cina e Usa
18 giugno 2021 | C. S.
Si annuncia uno standing positivo sui mercati internazionali per le 186 imprese del vino selezionate a OperaWine, al via domani a Verona assieme a 300 tra operatori e buyer provenienti da 13 Paesi. L’evento realizzato da Vinitaly con Wine Spectator, la testata americana di riferimento per il business globale di vino, è l’inizio di una lunga e graduale ripartenza di Vinitaly in Italia e nel mondo. E con le fiere riparte la domanda, lo scorso anno in flessione anche nel mercato principale, gli Usa, e nel gigante emergente, la Cina.
AD APRILE RIFIORISCE IL MERCATO ITALIANO: +26% NEGLI USA E +98% IN CINA
Secondo l’analisi dell’Osservatorio Vinitaly-Nomisma Wine Monitor su base doganale, le statistiche degli ultimi mesi stanno evidenziando un forte rilancio degli ordini di vino italiano e francese nei 2 Paesi chiave del mercato. Nel mese di aprile, negli Stati Uniti l’import di vino è cresciuto mediamente a valore del 20%, con Italia (+26%) e Francia (+51%) che segnano una crescita ben oltre la media. Aprile, ma non solo, molto positivo anche per la domanda cinese, che nel mese registra un autentico boom a valore di ordini dal Belpaese (+98%) che oggi – dopo l’uscita di scena degli australiani – è diventato il terzo Paese fornitore nel Dragone.
CINA: CROLLO AUSTRALIANO FA VOLARE I COMPETITOR. CORRONO BOLLICINE E VINI PREMIUM
Analizzando i risultati doganali del primo quadrimestre, in Cina il crollo australiano (-80% a valore sul pari periodo 2020) ha determinato crescite a doppia cifra di tutti i competitor, con l’import italiano a +22%. Meno della Francia (+41%), protagonista di un autentico boom degli Champagne (+110%). A riprova che anche una domanda ‘rossista’ come quella cinese si stia aprendo agli sparkling nel post-emergenza, è il dato di crescita delle bollicine: +75% nel primo quadrimestre, a fronte di un -15% dei fermi. Per i vini italiani, rileva l’Osservatorio, sono in netta crescita quelli di fascia premium con i fermi (85% dell’import dal Belpaese) che crescono del 19% a valore e di appena il 2% a volume, denotando così un incremento significativo del prezzo medio.
“Con Wine to Asia ad agosto, il Vinitaly China Roadshow di settembre e la Vinitaly special edition di ottobre – ha detto il direttore generale di Veronafiere, Giovanni Mantovani alla vigilia di Operawine – mettiamo in campo una campagna senza precedenti di reclutamento buyer e di comunicazione targata Ice-Veronafiere. L’obiettivo – ha aggiunto – è sfruttare una congiuntura che può rivelarsi molto favorevole per il Made in Italy nel Dragone: i super-dazi di Pechino nei confronti dell’Australia, con il conseguente annullamento del principale fornitore, hanno lasciato sul mercato quote fondamentali che ridisegneranno la presenza dei player mondiali di vino in Cina. La sfida è intercettare il più possibile questa voragine di mercato, unitamente al fenomeno di revenge spending post-Covid che si riscontra in Cina”.
USA: TORNA TESTA A TESTA ITALIA-FRANCIA, ASSIEME VALGONO I 2/3 DELL’IMPORT USA
Contestualmente, secondo le elaborazioni su base doganale, i vini italiani negli Stati Uniti sono segnalati ancora in perdita nel quadrimestre (-12%) a causa di un gennaio-febbraio nero (-26%) mentre la Francia riduce il gap a valore a -3% dopo l’annus horribilis segnato dall’emergenza sanitaria e dalla scure dei dazi aggiuntivi. Il risultato è un testa a testa sul primo mercato al mondo, con l’Italia a 538 milioni di euro di vendite seguita a ruota dalla Francia (534 milioni di euro). Un tandem, quello franco-italiano, che allunga sugli altri competitor (in maggiore difficoltà) e che rappresenta in questa fase i 2/3 del totale delle importazioni a valore.
Per il responsabile di Nomisma Wine Monitor, Denis Pantini: “La riapertura dei ristoranti negli Usa induce a un moderato ottimismo sulla ripresa delle importazioni di vino, come anche testimoniato dai dati di aprile che mostrano altresì una “rotazione” degli acquisti dove sono soprattutto i vini europei a beneficiarne, con Francia in testa (+51% rispetto ad aprile 2020), mentre i vini del ‘Nuovo Mondo’ evidenziano cali a doppia cifra. Un recupero sul quale influirà ulteriormente anche la recente notizia dell’accordo tra Usa e Ue per una sospensione quinquennale di dazi e altre ritorsioni tariffarie tra le due sponde dell’Atlantico, anche se tale accordo andrà soprattutto a vantaggio degli altri vini europei, visto che quello italiano era già stato esentato dai dazi aggiuntivi legati al contenzioso Airbus-Boeing”.
OPERAWINE, PRESENZE E INAUGURAZIONE
Riservato a operatori e stampa (su invito, dalle 14.00 alle 19.00), il grand tasting del vino tricolore vede primeggiare la Toscana con 47 produttori selezionati, seguita da Veneto (23) e Piemonte (20), le tre regioni che insieme rappresentano oltre il 68% dell’export tricolore. A trionfare, nelle valutazioni di Wine Spectator per OperaWine 2021, sono i rossi con ben 134 etichette in degustazione a Verona, in cui primeggia ancora una volta la Toscana trainata, tra le altre, da 19 Igt e 17 Brunello di Montalcino, tallonati dal Barolo (16). I vini bianchi contano 32 proposte, mentre completano la selezione le categorie bollicine (17) e vini passiti (3).
Domani all’inaugurazione saranno presenti, tra gli altri, il sottosegretario al ministero degli Affari Esteri, Manlio Di Stefano, e il presidente dell’Ice, Carlo Maria Ferro. Domenica 20 giugno, OperaWine passerà il testimone a Vinitaly Preview, l’ulteriore evento che vedrà quasi 70 cantine, 5 consorzi (Consorzio di tutela Lambrusco doc, Consorzio tutela vino Lessini Durello doc, Consorzio di tutela del Prosecco doc, Consorzio di tutela vini del Trentino, Consorzio di tutela vini doc Sicilia) e l’associazione Famiglie Storiche impegnati in un due sessioni di walkaround tasting (10.30-14.30 e 14.30-18.00) e incontri con la domanda nazionale ed estera presente a Verona.
Potrebbero interessarti
Economia
Il mercato britannico dell’olio d’oliva: opportunità e strategie per i produttori italiani
Il Regno Unito si conferma un mercato strategico per l’olio d’oliva, totalmente dipendente dalle importazioni e in crescita nel segmento premium. I consumatori inglesi, sempre più attenti alla qualità, all’origine e alla sostenibilità, offrono spazi concreti per l'Italia
04 settembre 2026 | 09:00
Economia
Olio d’oliva, l’export Ue rallenta: nei primi sei mesi calo del 13%
Le esportazioni europee di olio d’oliva e olive da tavola valgono 2,812 miliardi di euro tra gennaio e giugno 2026, in diminuzione del 13% su base annua. A pesare sono il calo dei prezzi e la riduzione dei volumi verso alcuni dei principali mercati, a partire dagli Stati Uniti
03 settembre 2026 | 12:00
Economia
Ecco perchè il prezzo dell'olio extravergine di oliva spagnolo resta inchiodato a 3,5 euro/kg: lo scenario da 1,6 milioni di tonnellate di produzione
Il dato più preoccupante per il produttore spagnolo è dunque che il mercato sembra già comportarsi come se la Spagna fosse diretta verso una campagna da 1,5-1,6 milioni di tonnellate, mentre la produzione effettivamente realizzata nell'ultima campagna è stata di soli 1,30 milioni
01 settembre 2026 | 16:30
Economia
Olio extravergine italiano a 5 euro/kg con 80 mila tonnellate in giacenza: il prezzo che non torna
5 euro/kg di prezzo all'ingrosso dell'extravergine italiano con 80 mila tonnellate di giacenze a fine settembre non sarebbe un semplice prezzo basso: sarebbe un prezzo che, alla luce della storia recente delle giacenze ICQRF, appare fuori scala rispetto al valore che l'origine italiana ha espresso negli ultimi tre anni
01 settembre 2026 | 15:00 | Alberto Grimelli
Economia
Borsa Patate: carenze produttive legate al clima e aumento dei costi faranno impennare i prezzi
Le ondate di calore, la siccità e l'aumento dei costi di produzione riducono le disponibilità di prodotto. La Commissione Paritetica della Borsa Patate di Bologna prevede adeguamenti dei prezzi già dalle prossime sedute
01 settembre 2026 | 12:05
Economia
Coricelli, il gruppo dell’olio d'oliva che guarda al mondo: Spagna, Italia e USA
Pietro Coricelli ha chiuso il 2025 con 389 milioni di euro di ricavi e 78,7 milioni di litri venduti, mentre la holding spagnola Farmers Elite Global, che controlla anche il polo iberico di Aceites Abasa, ha registrato ricavi per circa 750 milioni di euro. Gli Usa sono il principale mercato estero
28 agosto 2026 | 12:00