Economia

Il Covid-19 non ferma le vendite di Parmigiano Reggiano in Italia e all'estero

Il Covid-19 non ferma le vendite di Parmigiano Reggiano in Italia e all'estero

L’Europa cresce complessivamente del 12,5% ma è boom soprattutto negli Stati Uniti, nonostante i dazi di Trump

26 agosto 2020 | C. S.

Nonostante i dazi, il Covid e le incertezze sui mercati internazionali, il Parmigiano Reggiano chiude il primo semestre 2020 con il segno più che positivo sia in Italia che all’estero. I dati emergono da un’analisi del Consorzio Parmigiano Reggiano e del Centro Ricerche Produzioni Animali. Se in Italia l’aumento complessivo delle vendite a volume è stato pari al 6,1% (34.200 tonnellate contro le 32mila del semestre precedente), all’estero, l’export è cresciuto dell’11,9%: nei primi sei mesi del 2020 sono oltre 27mila le tonnellate di prodotto che hanno superato i confini italiani per raggiungere le tavole di tutto il mondo. Numeri quasi incredibili, considerando soprattutto il blocco quasi totale della ristorazione per mesi in tutto il mondo. Ma Il Consorzio, interpellato esplicitamente da EFA News, conferma che i numeri comunicati del semestre comprendono sia il retail che la ristorazione e il foodservice.

Il 2020 è stato un anno eccezionale che ha cambiato anche la distribuzione dell’export del prodotto. Nel primo semestre del 2020, il primo mercato è stato la Germania (quota 19,6% su totale export), seguito da Francia (19,5%) – fino ad ora primo mercato dopo l’Italia, USA (18,2%), Regno Unito (13,5%) e Canada (5%).

Entrando nel dettaglio, l’Europa cresce complessivamente del +12,5% con incrementi notevoli per Paesi Bassi (+31,6%), Belgio (+31,3%), Germania (+16%), Regno Unito (+15,1%) e Francia (+7,2%). Anche l’extra-UE cresce e registra un +11,9%: da segnalare le performance positive di Canada (+153,9%), Area del Golfo (+50,5%), Cina (+37,2%), Norvegia (+35,8%).

Registrano performance negative invece, in Europa, Grecia (-14,6%) e Austria (-13,3%), e fuori dall’UE, Australia (-25,8%), Giappone (-3,2%) e USA (-1,6%), flessioni legate principalmente alle incertezze sui mercati dovute al virus. Un altro dato interessante riguarda il formato preferito dai consumatori all’estero. I buyer acquistano perlopiù porzionati e grattugiati che crescono rispettivamente del 14,7% e del 14,2%, mentre calano le forme intere che registrano una flessione pari al 5,9%.

“Anche in questo momento di crisi e incertezza il mercato ci ha premiato. I dati dimostrano come la marca forte e ben posizionata verso il consumatore sia stata il vaccino migliore per arginare gli impatti commerciali del Covid. Ora serve collaborazione di tutti per tutelare il prodotto ed evitare i rischi legati ad un autunno molto incerto sia in Italia che all'estero. 

Il consorzio non ha comunicato i dati a valore. "Ricordiamo – spiega il presidente Nicola Bertinelli -– che il Parmigiano Reggiano ha ottenuto ottime performance in termini di vendite, ma che sta anche soffrendo di un eccesso di offerta che ha causato un calo dei prezzi ed una conseguente riduzione della remuneratività per le nostre aziende produttrici. Ci stiamo dando da fare per rispondere prontamente alla crisi. Le misure che abbiamo adottato sono sostanzialmente tre. In primo luogo, il Consorzio acquisterà dai suoi 335 caseifici fino a 320mila forme (160mila dell’ultimo quadrimestre 2019 e 160mila del primo quadrimestre 2020) così da riequilibrare il mercato. Le forme saranno conservate nei magazzini, fatte stagionare più a lungo e reimmesse progressivamente sul mercato quando sarà possibile ottenere una remunerazione adeguata al prodotto. Non è la prima volta che il Consorzio interviene per ritirare le forme al fine di alzare le quotazioni: era già successo nel 2014-2015. La novità è che ora il Consorzio non si limiterà a ritirare le forme dal mercato, ma ridurrà ulteriormente le quote di produzione che sono stata stabilite per il triennio a venire”.
 
 

Potrebbero interessarti

Economia

Export del vino italiano, semestre in rosso: -6,2% a 3,6 miliardi di euro

Il vino italiano continua a risentire della frenata della domanda internazionale. Nei primi sei mesi dell’anno le esportazioni calano del 6,2% in valore e del 4% nei volumi, mentre il prezzo medio all’export scende del 2,3%. Tengono gli spumanti, mentre soffrono ancora i vini fermi imbottigliati

12 settembre 2026 | 12:00

Economia

Grana Padano, vendite in Italia in forte crescita: a luglio +11,9%

Il Grana Padano accelera sul mercato italiano. La quota, insieme al Trentingrana, arriva al 48,6%. Nei primi sette mesi dell’anno l’incremento sale al 14,5%, mentre arretrano Parmigiano Reggiano e formaggi similari. Il Sud Italia si conferma l’area più dinamica

12 settembre 2026 | 10:00

Economia

Consulenti Tecnici d'Ufficio, finalmente si adeguano le tariffe

La decisione del TAR Lazio consentirà un adeguamento delle tariffe dei consulenti tecnici d’ufficio, ferme al 2002, superiore al 60%, permettendo un recupero dell’inflazione

11 settembre 2026 | 12:00 | Roberto Accossu

Economia

Export agroalimentare, il Made in Italy supera i 72 miliardi: record storico nonostante dazi e tensioni globali

Il Rapporto CREA sul commercio estero: nel 2025 le esportazioni crescono del 5,6%, spinte da caffè, formaggi e dolci. Male olio e vino. L'agroalimentare pesa per l'11,2% sull'export nazionale

11 settembre 2026 | 10:00

Economia

Cereali, la FAO taglia le stime 2026: raccolto mondiale in calo del 2%

La produzione globale di cereali è ora stimata in 2,98 miliardi di tonnellate. A pesare soprattutto è il mais, penalizzato dal caldo e dalla siccità nell’Unione europea. In crescita invece le stime sul grano, mentre il riso dovrebbe segnare una nuova contrazione. Scorte mondiali ancora elevate, ma commercio in rallentamento

09 settembre 2026 | 13:00

Economia

Vendite al dettaglio, luglio in rosso: consumi alimentari giù dell’1%

Secondo l’Istat, a luglio le vendite al dettaglio diminuiscono dello 0,4% in valore e dello 0,5% in volume. È il secondo calo mensile consecutivo. Gli alimentari arretrano dello 0,5% in quantità e, rispetto a un anno fa, perdono l’1% dei volumi. Crescono invece grande distribuzione e commercio online

09 settembre 2026 | 10:00