Economia

Il mercato nazionale dell'olio d'oliva riprende vigore

Il mercato nazionale dell'olio d'oliva riprende vigore

A giugno vendite di extra vergine nazionale hanno subito un sensibile incremento, raggiungendo le 14 mila tonnellate. Le giacenze si riducono a 120 mila tonnellate. Inspiegabile lo scarso interesse per l'olio biologico, in stock ancora 28 mila tonnellate

14 luglio 2020 | C. S.

Lo stato di salute del comparto olivicolo nazionale appare ancora precario ma qualche spiraglio di luce all'orizzonte forse comincia a vedersi.

Le giacenze di olio extra vergine di oliva nazionale, all'8 luglio, secondo i dati della Repressione Frodi, sono pari a 120 mila tonnellate, in calo di 14 mila tonnellate rispetto allo stesso periodo di giugno. Le vendite sono quindi state buone. E' evidente che commercianti, industria e imbottigliatori hanno fatto scorte di olio nazionale, approfittando dei prezzi bassi.

Una situazione che influisce positivamente sulle giacenze che, a questo punto, potrebbero ridursi a 80-90 mila tonnellate con l'inizio della nuova campagna olearia, un livello fisiologico considerata la buona campagna olearia 2019/20.

Situazione molto diversa, invece, per l'extra vergine biologico che sta arrancando, con vendite per sole 3 mila tonnellate a giugno e con stock per 28 mila tonnellate al 8 luglio. Una situazione difficile, non in termini assoluti, quanto perchè le vendite complessive, da mesi, appaiono stagnanti. Le giacenze al 15 marzo scorso ammontavano infatti a 33 mila tonnellate, appena 5 mila tonnellate in più del livello attuale.

Se il biologico fa fatica, le Dop/Igp italiane viaggiano a gonfie vele, con giacenze in continua diminuzione e ormai entro limiti fisiologici. Sono poco poco meno di 9 mila le tonnellate di prodotto certificato presente, contro le oltre 15 mila di marzo. Praticamente introvabile sul mercato l'Igp toscano, ne rimangono 500 mila litri tra certificato e certificabile, mentre oltre la metà dell'invenduto fa riferimento a due denominazioni: Terra di Bari e Val di Mazara. Tradizionalmente si tratta di denominazioni che sfruttano i mesi estivi, o in coincidenza con le prime battute della nuova campagna olearia, per le vendite in volume più consistenti e non è escluso che le giacenze di oli a denominazione d'origine praticamente si azzerino con l'apertura dei frantoi.

Nel complesso si tratta di una situazione commerciale che fa tendere all'equilibrio tra domanda e offerta ma che potrebbe venire perturbata dall'evoluzione spagnola, in particolare se verranno confermate le prime ottime proiezioni sull'abbondantissimo raccolto andaluso.

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