Economia

E’ GIA’ PRIMAVERA, MA DEI PIANI DI SVILUPPO RURALE POCHE FLEBILI TRACCE

Soltanto sei Regioni hanno presentato i Psr 2007-2013 a Bruxelles che ne ha già bocciato uno. Per la Toscana tutto da rifare e i tempi si allungano. La maggior parte degli agricoltori italiani potrà avere accesso ai contributi solo con l’anno nuovo

24 marzo 2007 | Graziano Alderighi

Dopo la notificazione alla Commissione europea del Piano di Sviluppo Nazionale che, sebbene non debba essere approvato da Bruxelles, ha suscitato reazioni per lo più positive, è toccato alle Regioni presentare le proprie bozze dei Piani di Sviluppo rurale 2007-2013.

Al momento soltanto sei Regioni hanno presentato tutta la documentazione necessaria e già c’è stato uno stop per una di esse.
La Toscana infatti non ha superato il primo scoglio: la “ricevibilità” del testo a causa di alcune inadempienze in particolare riguardo all’identificazione e classificazione delle aree rurali nonché in virtù della mancanza di coerenza con talune scelte strategiche del Piano di Sviluppo Nazionale.
Tutto da rifare quindi per la Toscana i cui uffici agricoltura sono già al lavoro per superare le osservazioni di Bruxelles iniziando così la successiva fase di contrattazione.

Contrattazione che invece inizierà presto per Emilia Romagna, Veneto, Lombardia, Liguria e Provincia autonoma di Bolzano. Tutte Regioni del Nord, infatti il Sud Italia risulta attualmente in grave ritardo, essendo in alcuni casi cominciate soltanto da poche settimane le riunioni con le organizzazioni di categoria e gli ordini professionali per arrivare alla formulazione di una bozza da sottoporre a Bruxelles.

Per le cinque Regioni a cui la Commissione ha dato il prima via libera inizia dunque la fase di contrattazione che dovrebbe augurabilmente concludersi entro l’estate, con la conseguente possibilità di emissione dei bandi già prima della fine dell’anno.
Tempi più lunghi invece per tutte le altre, Toscana compresa. In questo caso ci si augura di riuscire ad avere l’assenso della Commissione, previa presentazione entro giugno, prima della fine del 2007 e dunque, prevedibilmente, i bandi saranno aperti soltanto nel 2008.

Trapelano intanto le prime notizie al riguardo della ripartizione dei fondi tra le varie misure.
Sarà l’asse agroambientale a occupare la maggior parte delle risorse in Provincia di Bolzano (41%), Emilia Romagna (30% del totale), in Lombardia (25%) e in Veneto (22%) mentre rappresenterà solo il 9% in Liguria, Regione che invece punta molto sull’ammodernamento aziendale (25%), più di Emilia Romagna (17%), Lombardia (16%) e Veneto (15%).
In Emilia Romagna, infine, ai giovani e alla commercializzazione andranno il 9% ciascuna, una percentuale inferiore a quella destinata dalla Provincia di Bolzano alla commercializzazione (5%) che punta invece sulle compensazioni agli agricoltori delle zone di montagna (10%). In Lombardia la politica agricola invece vuole incentivare i primi imboschimenti (13% delle risorse) contro il 7% destinato alla commercializzazione.
In Veneto invece percentuali simili per giovani (8%) e per la commercializzazione (7%).
Anche la Liguria vuole provvedere ad aiutare gli agricoltori siti in zone svantaggiate e di montagna con il 5% dei fondi del suo Psr.

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