Economia
ITALIANI NEGLIGENTI? PEGGIO. PERCHE’ SIAMO COSI’ INCAPACI NEL GESTIRE LE RISORSE FINANZIARE DESTINATE DALLA COMUNITA’ EUROPEA ALL’AGRICOLTURA?
Fra i paesi membri, il nostro è quello che dovrà restituire l'importo maggiore: ben 310,8 milioni di euro. Proprio così: su un totale di 317,3 milioni di euro, l'Italia ne dovrà restituire la gran parte. Per spese sostenute irregolarmente nell'ambito della Pac. Ovviamente, è inutile evidenziare che al solito resteranno impuniti i responsabili
21 ottobre 2006 | Mena Aloia
Recenti disposizioni giunte da Bruxelles prevedono che:
âIn virtù di una decisione adottata dalla Commissione europea alcuni Stati membri dovranno restituire un importo pari complessivamente a 317,3 milioni di euro, che corrispondono a spese sostenute irregolarmente nell'ambito della Pac. Tali somme dovranno essere restituite a causa dell'inadeguatezza dei procedimenti di recupero applicati dagli Stati membri interessati. Le autorità nazionali sono responsabili infatti dei pagamenti, del controllo delle spese e del recupero delle somme indebitamente versate nell'ambito della politica agricola comune (Pac). Spetta alla Commissione assicurarsi che gli Stati membri procedano al recupero dei pagamenti irregolari.â
Mariann Fischer Boel, commissaria per l'agricoltura e lo sviluppo rurale, ha così commentato: âQuesta decisione è un segnale chiaro a riprova della serietà del nostro lavoro e continueremo a insistere perché siano applicati gli standard più elevati possibileâ.
Il vicepresidente Siim Kallas, Commissario responsabile per gli affari amministrativi, l'audit e la lotta antifrode, rincara la dose e aggiunge che: â....se viene scoperto un caso di irregolarità possiamo essere certi che verrà monitorato, anche se quest'operazione potrà richiedere un certo tempo.â
Gli Stati membri sono dunque avvisati.
Il monito deve, l'imperativo è d'obbligo, riguardare soprattutto l'Italia che fra i Paesi membri è quello che dovrà restituire l'importo maggiore: ben 310,8 milioni di euro. Avete letto bene su 317,3 milioni di euro l'Italia ne dovrà restituire la quasi totalità (98%).
Segue la Spagna con 2,4 milioni; il Regno Unito con 2 milioni; la Francia con 1,3 milioni ed infine la Germania con soli 0,6 milioni di euro.
I numeri da soli basterebbero a far capire che il nostro Paese è amministrato da gente negligente, ma, a scanso di ogni equivoco, è la stessa Commissione europea che ravvede nella negligenza la motivazione di queste rettifiche finanziarie, che altrimenti sarebbero andate a carico del bilancio comunitario.
I fatti possono essere riassunti in modo molto semplice e senza alcuna considerazione politica: sono state pagate irregolarmente delle somme, ogni Stato avrebbe dovuto provvedere al loro recupero, ma ciò non è stato fatto quindi queste somme dovranno essere pagate dagli Stati membri, in quanto esiste una responsabilità in capo alle autorità nazionali dei pagamenti, del controllo delle spese e del recupero di quelle indebitamente versate.
Come dire che all'incompetenza iniziale si aggiunge la negligenza finale.
Ma, mi chiedo: coloro che hanno amministrato dapprima irregolarmente tali sovvenzioni, e in seguito tralasciato le operazioni di recupero, verranno in qualche modo sanzionati?
La risposta è nota e tutti, ed è un retorico, ma purtroppo veritiero no.
Questa mia considerazione trova conferma in alcuni dati del passato.
L'Italia ha dei precedenti poco ragguardevoli che mettono in luce come la cattiva gestione dei fondi comunitari sia una prerogativa quasi tutta nostrana.
Il 28 aprile del 2006, l'Unione Europea ha chiesto il rimborso di altri 128,2 milioni di euro sempre per spese irregolari nell'ambito del bilancio agricolo Ue.
Anche sei mesi fa l'Italia era prima in classifica con 60,96 milioni di euro di cui 30,02 milioni di euro chiesti per la mancata applicazione di sanzioni e lâinadeguatezza dei controlli sui prodotti ritirati dal mercato nel settore degli ortofrutticoli e 30,94 milioni di euro chiesti per il mancato rispetto dei termini di pagamento in vari settori.
Ancora, il 29 aprile 2005 dei 277,25 milioni di euro spesi indebitamente dagli Stati membri sempre nell'ambito delle sovvenzioni agricole, all'Italia ne furono imputati 68,71 milioni posizionandosi al secondo posto dopo la Spagna (134,91 milioni), ma comunque distaccata nettamente dagli altri Stati colpiti dal provvedimento (Belgio: 0,35; Germania: 17,68; Danimarca: 0,0007; Grecia: 26,47; Francia: 18,45; Paesi Bassi: 0,07; Portogallo: 0,08; Regno Unito: 10,53).
I numeri sono chiari, inequivocabili, impossibili da smentire e dimostrano come l'Italia è il Paese più ânegligenteâ dell'Unione Europea.
Tradotto in parole semplici, e se ritenete grossolane, in Italia le sovvenzioni all'agricoltura sono gestite da persone che hanno superato anche la soglia dell'incompetenza per giungere ad una più tranquilla e rilassante condizione di dolce far nulla.

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