Economia
L'industria alimentare traina l'export, agricoltura al palo
Il deficit agroalimentare si è ridotto di quasi 1,1 miliardi di euro. E' l'Unione europea il principale mercato di destinazione dell'Italia agroalimentare. Gli Usa assorbono circa il 10% del valore delle esportazioni agroalimentari totali italiane collocandosi al terzo posto
14 ottobre 2019 | C. S.
I primi sei mesi dell’anno confermano il positivo andamento delle esportazioni dei prodotti agroalimentari italiani sui mercati esteri; le esportazioni nazionali hanno infatti superato la soglia dei 21 miliardi di euro, in aumento del 5,5% rispetto al primo semestre 2017.
La dinamica è da ricondurre esclusivamente all’industria alimentare che esprime circa l’85% dell’export complessivo e che ha mostrato un incremento tendenziale del 6,9%. Il settore agricolo ha invece registrato un calo dell’export dell’1% in valore causato in larga misura dalla riduzione osservata per il comparto produttivo della “frutta fresca” (-6,0%), che rappresenta poco meno del 40% in valore dell’export agricolo complessivo, e degli “oli e grassi”.
L’import di prodotti agroalimentari è rimasto pressoché stabile (+0,1%) su base annua attestandosi a circa 22,5 miliardi nel periodo considerato.
In conseguenza a tali dinamiche, il deficit agroalimentare si è ridotto di quasi 1,1 miliardi di euro. Considerando le due componenti del comparto, il miglioramento del saldo è da ricondurre all’industria alimentare che ha raggiunto nel periodo in esame un surplus di 3 miliardi di euro, in crescita di 1,4 miliardi di euro rispetto al primo semestre dello scorso anno.
È sempre all’interno della Ue che viene indirizzata la maggior quota del valore complessivo dei prodotti agroalimentari esportati dall’Italia (il 64,7%), raggiungendo nei primi sei mesi dell’anno 13,8 miliardi di euro (+4,5% su base tendenziale). La performance positiva si riscontra per tutte le principali destinazioni; in particolare la Francia ha aumentato nel periodo in esame le importazioni di prodotti agroalimentari italiani del 5,2% per un valore di 2,4 miliardi di euro e i Paesi Bassi del 5,4% arrivando a 829 milioni di euro.
Più sostenuta è la crescita tendenziale complessiva delle esportazioni verso i paesi extra-UE (+10,4%), con un valore pari a circa 7,5 miliardi di euro. Gli incrementi sono risultati più evidenti per Giappone (+47,2% per un valore pari a 828 milioni di euro) e USA (+11,2% per 2,2 miliardi di euro).
Quanto proprio agli USA, che assorbono circa il 10% del valore delle esportazioni agroalimentari totali italiane collocandosi al 3° posto tra i clienti dell’Italia, nell’arco del semestre in considerazione sono accresciute significativamente le richieste di “formaggi stagionati” che hanno raggiunto 147 milioni di euro in aumento tendenziale del 24,9%; all’interno di questo segmento produttivo è da evidenziare la crescita dei formaggi pecorini (+28,3% per 43 milioni di euro) e grana padano e parmigiano reggiano (+26,0% per 86 milioni di euro).
Osservando i dati generali, la dinamica delle esportazioni agroalimentari risulta positiva per tutti i comparti ad eccezione della “frutta fresca e trasformata” che ha subito una contrazione tendenziale superiore al 6%, da ricondurre soprattutto al segmento dei prodotti freschi, ed in particolare alla flessione dei kiwi (-15,6% per 231 milioni di euro) a causa del calo dei prezzi internazionali. Dopo la flessione del fatturato all’estero degli “oli e grassi” nel 2018, anche il primo semestre dell’anno ha evidenziato una tendenza negativa (-4,5%) dovuta alle dinamiche dei prezzi internazionali degli oli di oliva. È da rilevare la positiva performance del comparto “vino e mosti” che ha segnato nei primi sei mesi dell’anno un aumento annuo superiore al 3%, da ricondurre in larga misura ai vini spumanti, con un
valore all’export di oltre 683 milioni di euro (il 23% circa del valore dell’intero comparto) contro i 651 milioni di euro dei primi sei mesi 2018 (+4,9%). Anche le esportazioni di vini fermi in bottiglia sono aumentate (+4,0%), attestandosi nel periodo in esame a 2,1 miliardi di euro. In aumento anche le spedizioni sui mercati esteri di “latte e derivati”, grazie al segmento produttivo dei formaggi stagionati (+14,5%, per 772 milioni di euro pari al 45% del totale comparto) e ai formaggi freschi (+6,3% per un valore di 424 milioni di euro pari al 25% del totale comparto).
Potrebbero interessarti
Economia
Il ritorno del freddo non fa alzare i prezzi: in calo le fragole
I limoni siciliani e calabresi mostrano un’ottima disponibilità con prezzi regolari. Le basse quotazioni delle fragole spagnole traina verso il basso le quotazioni delle varietà italiane. Le patate a pasta gialla sono molto richieste per le festività pasquali
04 aprile 2026 | 13:00
Economia
L’Italia torna protagonista nelle conserve di pomodoro: produzione in crescita e leadership nell’export
Sul fronte dei prezzi, il 2025 ha segnato un rafforzamento dei corrispettivi riconosciuti agli agricoltori. Il mercato del pomodoro da industria, regolato da accordi interprofessionali, ha registrato aumenti per il pomodoro tondo e soprattutto per il pomodoro allungato
04 aprile 2026 | 10:00
Economia
Export di olio di oliva in crescita e consumi stabili in Europa
Dal sud America 5 mila tonnellate di olio di oliva verso l’Europa in quattro mesi, 52 mila dalla sola Tunisia. Le importazioni crescono più dell’export extra Ue che fatica in Stati Uniti, Canada e Australia. Boom della Cina
03 aprile 2026 | 12:00
Economia
I conti floridi della Grande Distribuzione in campo alimentare
A fare la differenza restano efficienza, scala e capacità di presidiare i territori. I discount continuano a essere il benchmark del comparto. Nel 2025 vendite in crescita del 4,3% con un fatturato netto di 109,8 miliardi di euro
02 aprile 2026 | 15:00
Economia
Food italiano, il richiamo resta forte nel carrello: vale 13,4 miliardi
Tra Dop, Igp, territori e tradizione, l’italianità continua a pesare nelle scelte d’acquisto. Cresce la competizione con nuovi trend di consumo. Cresce l’attenzione verso forme di racconto più sfumate ma più evocative: artigianale, filiera, regionale, nostrano
02 aprile 2026 | 09:00
Economia
La Uova di Pasqua sono troppo care, la rinuncia delle famiglie italiane
L'analisi nei punti vendita documenta uno spread impressionante, si va da 17 euro/kg a 122 euro/kg per un determinato tipo di uovo di cioccolato al pistacchio. Nel 2026 si assiste a un "rimbalzo" del cioccolato fondente e al calo del cioccolato al latte
01 aprile 2026 | 08:30