Economia
Reti d'impresa in agricoltura, fenomeno in crescita in Italia
A fine 2017 si contano in Italia circa 4.500 reti e oltre 20.000 imprese che ne fanno parte. Innumerevoli sono i vantaggi e le possibilità derivanti dalla sinergia tra le diverse tipologie di aziende, sia a livello di produzione primaria sia sul fronte degli aspetti organizzativi/gestionali
08 febbraio 2019 | C. S.
Il contratto di rete d'impresa, strumento introdotto dal legislatore nel 2009, è stato declinato in chiave agricola solo nel 2014, con la legge n. 91 (il cosiddetto "decreto competitività"). In generale, lo strumento introduce elementi fortemente innovativi per le imprese di tutti i settori, che tramite il contratto di rete possono sperimentare diverse soluzioni di aggregazione, con differenti gradi di flessibilità e autonomia giuridica dei partecipanti rispetto alle forme tradizionali di cooperazione. La finalità consiste nel raggiungimento di obiettivi comuni d'innovazione, promozione delle produzioni, commercializzazione, e per la razionalizzazione dei costi tramite una gestione comune dei mezzi tecnici.
Attraverso la rete è possibile gestire funzioni oggi sempre più strategiche per il miglioramento della competitività, senza che l'impresa perda la propria identità e l'autonomia decisionale.
Questi elementi sono stati compresi da una parte ancora piccola di imprese italiane, ma il numero degli operatori coinvolti è nettamente crescente, soprattutto negli ultimi anni. A fine 2017 si contano in Italia circa 4.500 reti e oltre 20.000 imprese che ne fanno parte, mentre nel 2018 i dati provvisori evidenziano che si sono aggiunte alle reti altre 11 mila imprese.
A 10 anni dall'introduzione delle reti d'impresa e a 4 anni dalla loro declinazione in chiave agricola, l'agroalimentare figura tra i settori economici più rappresentati, sebbene, anche in questo caso, il numero di operatori coinvolti rispetto al potenziale risulti decisamente marginale. Alla fine del 2017 erano oltre 4.600 le imprese agroalimentari coinvolte nelle reti d'imprese. Di queste, l'85% è rappresentato da imprese agricole (silvicoltura e pesca comprese) e il 15% da imprese dell'industria alimentare e delle bevande. Rispetto al valore complessivo del settore agroalimentare, così come riportato dal Registro delle imprese, il dato costituisce solo lo 0,6% del totale.
Innumerevoli sono infatti i vantaggi e le possibilità derivanti dalla sinergia tra le diverse tipologie di aziende, sia a livello di produzione primaria (ampliamento dell'offerta, contenimento dei costi, ammodernamento dei processi produttivi, crescita dimensionale per la competitività sui i mercati) sia sul fronte degli aspetti organizzativi/gestionali (ottenimento di agevolazioni fiscali, accesso a finanziamenti pubblici e utilizzo di forme di job-sharing). A questo si aggiunge la flessibilità delle diverse forme strutturali organizzative delle reti previste dal legislatore che passano dal semplice accordo contrattuale tra le parti (rete contratto), fino alla definizione di una personalità giuridica e di organi comuni di gestione (rete soggetto).
Potrebbero interessarti
Economia
Spagna e Italia guidano gli acquisti di olio di oliva tunisino, ma il prezzo racconta due strategie diverse
Italia e Spagna rappresentano i principali sbocchi commerciali dell'olio tunisino, assorbendo oltre 106 mila tonnellate nei primi cinque mesi della campagna, ma con politiche di acquisto differenti e prezzi all'export inferiori rispetto ai mercati premium come Stati Uniti e Giordania
02 luglio 2026 | 14:00
Economia
Debacle dell'export di olio di oliva europeo nei primi quattro mesi del 2026
Le esportazioni europee di olio d'oliva e olive si fermano a 1,82 miliardi di euro tra gennaio e aprile, penalizzate dal calo dei prezzi e dei volumi. Stati Uniti, Canada, Australia e Giappone tra i mercati più colpiti
02 luglio 2026 | 11:00
Economia
Il crollo, in valore, dell'export di olio di oliva verso gli Stati Uniti
L'Osservatorio Certified Origins sul secondo trimestre 2026 fotografa un mercato a due velocità. Nel breve periodo prezzi all'origine in forte calo, scorte ai massimi e protezionismo americano. Nel lungo, gli scenari di settore stimano una crescita strutturale dei consumi
01 luglio 2026 | 11:30
Economia
Prezzi dell’olio di oliva al 30 giugno: si ferma la speculazione in Italia ma non in Spagna
L’attenzione degli operatori spagnoli, nell’ultima settimana, si è concentrata tutta su olio lampante, sceso a 2,95 euro/kg e olio vergine di oliva, sceso a 3,1 euro/kg. Si prepara una nuova ondata di deodorato. Mentre in Italia mercato e quotazioni appaiono bloccate con cascole di olive più elevate del solito ovunque
30 giugno 2026 | 15:30
Economia
Il forte caldo spinge i consumi estivi e tiene i prezzi all’ingrosso bassi, anche delle angurie
Le temperature elevate non hanno provocato ripercussioni al rialzo sui listini dei prodotti ortofrutticoli. Al contrario, il forte caldo accelera il naturale deperimento della frutta dopo la raccolta, spingendo gli operatori a mantenere prezzi al ribasso
29 giugno 2026 | 10:00
Economia
Torna a crescere la domanda di vino italiano negli USA
Se l’export registra lievi segnali di recupero, lo stesso non si può dire per i consumi americani di vino. Secondo l’Osservatorio Uiv su base SipSource i primi 5 mesi si sono chiusi con un ulteriore gap generale dei volumi consumati dagli statunitensi, a -10,1%
28 giugno 2026 | 09:00