Economia
Rating di Deoleo a un passo dalla spazzatura
L'agenzia di rating Standard&Poor's ha abbassato il rating del colosso spagnolo dell'olio di oliva a CC+, un passo dal diventare titolo spazzatura. Tutta colpa degli alti prezzi dell'olio in questi mesi, che hanno ridotto i margini dell'azienda
23 agosto 2017 | C. S.
Pessime notizie per Deoleo prima dell'inizio della nuova campagna olearia.
L'agenzia di rating americana Standard&Poor's ha infatti abbassato il rating della societò da B- (ovvero titolo dalla solidità incerta molto sensibile alle circostanze avverse) a CCC+ (titolo dalla solidità scarsa con alta probabilità di insolvenza in un contesto sfavorevole).
Al livello di rating CC, il titolo viene già considerato, in un contesto borsistico internazionale, come titolo spazzatura poiché viene valutata alta la probabilità di insolvenza con minime probabilità di recupero.
C'è da dire che Standard&Poor's, dopo il declassamento, ha fatto un outlook stabile delle prospettive della società, ovvero non c'è la possibilità di un nuovo declassamento in tempi brevi.
Il problema evidenziato dall'agenzia di rating americana sono gli alti prezzi dell'olio di oliva nel 2017 che non consentiranno alla società di arrivare agli obiettivi annunciati a inizio anno. In particolare Standard&Poor's ritiene che l'Ebitda (utili prima degli interessi, delle imposte, del deprezzamento e degli ammortamenti) sarà più basso di quello programmato.
Tuttavia l'agenzia di rating mantiene per Deoleo un outlook stabile, dopo il declassamento, in quanto gode di adeguati livelli di liquidità per la normale attività e per il raggiungimento degli obiettivi di miglioramento dei margini e di sviluppo del prodotto.
Insomma, fiducia ma non troppo sulle possibilità di Deoleo di fare profitti e dividendi interessanti per gli azionisti, presupposto indispensabile per dare fiducia e credito al titolo.
Potrebbero interessarti
Economia
Prezzo dell’olio di oliva al 27 gennaio: crolla la quotazione dell’olio vergine di oliva
Mentre i prezzi dell’olio extravergine di oliva restano stabili in Italia, a 7,2 euro/kg secondo la CCIAA di Bari, e in Spagna, a 4,2 euro/kg secondo PoolRed, si registra il crollo della quotazione del vergine in Andalusia e la sua prima quotazione a Bari
27 gennaio 2026 | 13:00
Economia
Le richieste per olio d’oliva tunisino a dazio zero a 550 mila tonnellate
Il contingente esaurito nel 2025 per l’ottavo anno di fila e le richieste di importazione a dazio zero dalla Tunisia sono in continuo aumento, anche se nel 2025 sono state sotto media da maggio a novembre
27 gennaio 2026 | 11:00
Economia
I prezzi del latte alla stalla scendono ai minimi da inizio 2018
Rispetto ad un anno fa i prezzi si sono più che dimezzati. Una discesa legata in primis all’eccedenza di offerta che si registra sia a livello nazionale che comunitario. Il Grana Padano ha proseguito i ribassi mentre il Parmigiano Reggiano ha tenuto
26 gennaio 2026 | 14:00
Economia
L'agroalimentare italiano vola verso i 73 miliardi di export
Nei primi undici mesi del 2025 le vendite estere sfiorano 67 miliardi di euro, con segnali positivi anche sul fronte del valore aggiunto agricolo e della produzione dell'industria alimentare. Chiusura d'anno a 73 miliardi di euro, con un nuovo record
24 gennaio 2026 | 12:00
Economia
La produzione di olio di oliva nell’Unione europea ferma sotto a 1,3 milioni di tonnellate a fine dicembre
I dati ufficiali della Commissione europea vedono ancora la produzione spagnola a 1,37 milioni di tonnellate, quella italiana a 310 mila tonnellate, la greca a 200 mila e la portoghese a 150 mila tonnellate. Campagna olearia molto in ritardo
23 gennaio 2026 | 13:00
Economia
Per l'agricoltura italiana la qualità non basta più, serve diversificazione e multifunzionalità
L'Italia è leader per valore aggiunto per ettaro in Europa e per valore aggiunto prodotto. Agriturismo, produzione di energie rinnovabili, vendita diretta indispensabili per il reddito delle aziende. L'innovazione è indispensabile
22 gennaio 2026 | 10:00