Economia
Italia primo importatore mondiale di legna da ardere
L'industria del pellet guarda all'estero. Il 30% della produzione nazionale va oltrefrontiera. Con l'aumento dei combustibili fossili sempre più stufe e camini
05 gennaio 2013 | C. S.
Con il crollo dei consumi di gas ai minimi da dieci anni sono aumentate nello stesso arco di tempo del 26 per cento le importazioni di legna da ardere per tenere accesi stufe e camini per i quali si è registrato con la crisi un vero boom.
Con la crisi e l'aumento del prezzo dei combustibili quest’inverno sono state accesi oltre sei milioni di stufe e camini sul territorio nazionale Una dimostrazione evidente del ritorno di forme di riscaldamento che sembravano dimenticate dovuto al crescente interesse verso questa forma di energia che e diventata competitiva dal punto di vista economico oltre a essere più sostenibile dal punto di vista ambientale.
Una tendenza dovuta in parte alla riapertura dei camini nelle vecchie case ed alla costruzione di nuovi, ma anche ad una forte domanda di tecnologie più innovative nel comparto delle stufe a legna, delle caldaie e pellets dove l'industria italiana soddisfa oltre il 90 per cento delle domanda sul mercato interno mentre destina quasi un terzo della produzione nazionale alle esportazioni.
L'Italia è diventato il primo importatore mondiale di legna da ardere nonostante la presenza sul territorio nazionale di 10 milioni e 400mila ettari di superficie forestale, in aumento del 20 per cento negli ultimi 20 anni.
I 12 miliardi di alberi che coprono oltre un terzo della superficie nazionale (35 per cento) costituiscono il polmone verde dell'Italia con circa 200 alberi per ogni italiano. I boschi ricoprono un ruolo centrale come assorbitori e contenitori di anidride carbonica, che e il principale gas ad effetto serra, e sono fondamentali nella mitigazione e nell'adattamento ai cambiamenti climatici in corso ma potrebbero svolgere un ruolo ancora più importante per compensare il fabbisogno energetico del Paese.
Appare quindi evidente l'importanza di rilanciare la gestione dei boschi che, oltre alle valenze territoriali, sociali e paesaggistiche, potrebbe contribuire in modo decisivo anche al raggiungimento degli obiettivi del Piano d'Azione Nazionale al 2020 (secondo il quale le biomasse, tra le quali spicca il ruolo dei prodotti legnosi, dovranno coprire il 44 per cento dei consumi di fonti rinnovabili e il 58 per cento dei consumi di calore totale), fornendo biomassa ottenuta con metodi sostenibili (sia nella produzione che nel taglio) nell'ambito di una filiera sostenibile anche nelle modalità di trasformazione energetica con caldaie moderne ed efficienti.
Fonte: Coldiretti
Potrebbero interessarti
Economia
L'Europa perde 145 milioni di export sull'olio di oliva solo a gennaio 2026
A pesare è soprattutto la riduzione del prezzo medio del prodotto, sceso del 20% su base annua. Il settore si conferma così esposto alla volatilità del mercato, influenzato da raccolti irregolari, tensioni sul lato dell’offerta e un contesto internazionale meno dinamico
17 aprile 2026 | 10:00
Economia
Vino e ristorazione: volumi stabili o in calo
Nella scelta dei vini, a fare da protagonista è ancora la “leggerezza”: i vini meno impegnativi evidenziano saldi netti positivi in doppia cifra, mentre in frenata risulta la domanda dei rossi leggeri e in misura maggiore di quelli strutturati
15 aprile 2026 | 13:00
Economia
Vino a scaffale: nel 2025 calano i volumi, ma regge il valore grazie alla corsa verso le fasce premium
Il fenomeno chiave è quello che gli analisti definiscono “effetto mix”: gli italiani acquistano meno vino, ma orientano sempre più le proprie preferenze verso prodotti di fascia medio-alta. Le etichette sopra i 10 euro mostrano infatti le performance migliori
15 aprile 2026 | 11:00
Economia
Prezzi dell’olio di oliva al 14 aprile: continua la discesa dell’extravergine nazionale
Sulla piazza di Bari le quotazioni dell’olio extravergine di oliva italiano sono ormai stabilmente sotto i 7 euro/kg, con scambi anche sotto i 5,5 euro/kg. In Spagna l’extravergine resta poco sopra i 4,2 euro/kg con il vergine che crolla a 3,5 euro/kg e il lampante che sale oltre i 3,2 euro/kg
14 aprile 2026 | 16:00
Economia
Produzione di fragole in grande spolvero al sud Italia
Dopo il periodo pasquale, si registra un netto calo dei prezzi all’ingrosso. In particolare, se per le eccellenze come la varietà Inspire di Matera si viaggia tra i 5,00 e i 5,50 euro/Kg, la Candonga è ormai stabilmente sotto la soglia dei 5,00 euro/Kg. Tra i 3,50 e i 4,00 la fragola comune siciliana e campana
13 aprile 2026 | 11:00
Economia
Il plant-based cresce in Europa ma resta marginale: vale 16,3 miliardi, solo il 2,4% del largo consumo
Nonostante la crescita, il differenziale di prezzo rispetto ai prodotti di origine animale resta uno dei principali ostacoli alla diffusione su larga scala. Frutta secca e semi dominano con il 45% del valore delle vendite, seguiti dalle alternative ai latticini e dai piatti pronti
13 aprile 2026 | 09:00