Economia
4 miliardi di euro per l'agricoltura italiana
Il 10% della manovra economica è per il settore primario. Consentito l'accesso alle misure di ristrutturazione del debito
02 luglio 2011 | R. T.
Il testo della manovra finaziaria varata dal Governo non è ancora stato pubblicato ma sono molte le indiscrezioni.
La più importante, ma non è ancora noto se potrà riguardare anche il settore primario, è la tassazione forfettaria del 5% per le nuove società create da giovani under 35. Un regime fiscale di vantaggio che avrà la durata di cinque anni.
Altre misure riguardano la liberalizzazione degli orari dei negozi, l'aumento dell'età pensionabile per le donne, una legge delega per una rimodulazione dell'Iperf, la cancellazione dell'Irap a partire dal 2014, una revisione dei regimi Iva, un tetto alla durata dei processi civili, tagli nei costi della politica e degli enti locali.
Guardando al dettaglio della manovra possiamo notare che il settore primario beneficia di 4 miliardi di euro, pari a quanto ha stimato la Cia riguardo al debito contratto dall'Italia con la Ue per le quote latte a partire dal 1984. Infatti la legge di bilancio prevederebbe che la potestà di riscossione delle multe e delle sanzioni relativa alle quote latte venga tolta ad Equitalia, che oggi l'ha in carico, per affidarla ad altro ente non ancora specificato. Si avrebbe, se questa misura passasse al parlamento, una immediata cessazione dell'azione di riscossione che in molti ritengono il preludio a un condono tombale, alla faccia di quegli allevatori che hanno aderito alla sanatoria, meglio conosciuta come legge Zaia.
Il ministro Romano è soddisfatto per la manovra ma può vantare, come unico risultato apprezzabile, l'esdebitazione, quale strumento a disposizione delle aziende agricole. "Consiste - ha dichiarato il Ministro Romano -nell'accedere alle norme vigenti in materia di assistenza alle imprese, permetterà agli imprenditori agricoli, in stato di crisi o di insolvenza e finora esclusi, di poter accedere agli accordi di ristrutturazione dei debiti e alla transazione. Questo istituto apre alla possibilità di liberare l'imprenditore dai pesi residui nei confronti dei creditori concorsuali non soddisfatti. In questo modo si consente loro di riprendere la propria attività economica, con le garanzie fornite dall'Ismea. Il provvedimento riguarda anche la transazione fiscale, ossia i rapporti dell'imprenditore agricolo con le agenzie fiscali e gli enti gestori di forme di previdenza e assistenza obbligatoria. Si tratta di una vera e propria svolta epocale in quanto dopo 65 anni, e per la prima volta, con questo Governo le aziende agricole in difficoltà, senza correre il rischio del fallimento, si vedono aprire la reale possibilità di ritornare a svolgere impresa in un settore che nel nostro Paese costituisce una delle leve economiche e occupazionali più significative”.
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