Ambiente
Foreste europee in crescita, ma la materia prima resta la sfida strategica
L'Italia deve trasformare il proprio patrimonio forestale in una leva di sviluppo industriale. Serve una strategia per implementare un Sistema Prodotto Legno Nazionale
29 giugno 2026 | 14:00 | C. S.
Le foreste europee continuano a crescere, ma la disponibilità di materia prima per l'industria del legno si conferma una delle principali sfide per la competitività della filiera e per gli obiettivi di sostenibilità dell'Europa.
È quanto emerge dal Report annuale 2025-2026 della European Organisation of the Sawmill Industry (EOS), organismo che rappresenta circa l'80% della produzione europea di legname segato e al quale aderisce Federazione Filiera Legno.
I numeri raccontano una realtà spesso poco conosciuta. Oggi le foreste europee coprono oltre 232 milioni di ettari, pari al 35,4% della superficie terrestre del continente, e negli ultimi 35 anni sono cresciute di oltre 23 milioni di ettari, con un incremento medio di circa 665.000 ettari ogni anno. Parallelamente, il patrimonio forestale europeo ha raggiunto 38,3 miliardi di metri cubi di stock legnoso, in aumento di circa il 45% rispetto al 1990.
Una risorsa che alimenta una delle principali filiere industriali della bioeconomia europea. Nel 2020 il sistema foresta-legno ha generato oltre 113 miliardi di euro di valore aggiunto e occupato circa 2,4 milioni di persone tra attività forestali, prima trasformazione e industrie collegate.
L'Italia vive queste dinamiche con caratteristiche peculiari. Pur disponendo di una superficie forestale in costante crescita e di un patrimonio boschivo tra i più estesi d'Europa, il Paese continua a dipendere in misura significativa dalle importazioni di materia prima legnosa. Nel 2024 sono stati importati circa 1,47 milioni di metri cubi di materiale tondo, mentre il consumo nazionale di legname segato di conifera si mantiene intorno a 5,45 milioni di metri cubi.
Accanto a questa dipendenza dall'estero emergono tuttavia segnali incoraggianti: la produzione nazionale di segati di conifera è tornata a crescere e si avvicina oggi a quota un milione di metri cubi, confermando il ruolo strategico delle segherie italiane nella valorizzazione della risorsa forestale nazionale.
Segnali positivi arrivano anche dal comparto delle latifoglie, la cui produzione è prevista attestarsi intorno ai 340.000 metri cubi nel 2025. Un risultato che riflette il crescente interesse verso la valorizzazione delle risorse forestali nazionali e, in particolare, delle filiere legate al castagno, specie storicamente centrale per l'economia delle aree montane e collinari italiane.
Una dinamica che evidenzia il potenziale ancora inespresso della filiera italiana.
Dalle segherie agli imballaggi, dalle costruzioni agli allestimenti, fino alle numerose applicazioni industriali e professionali, il legno rappresenta una materia prima strategica per migliaia di imprese italiane. Solo il comparto degli imballaggi movimenta ogni anno circa 160 milioni di pallet, mentre la produzione nazionale supera gli 84 milioni di unità, confermando il ruolo centrale del legno nella logistica e nell'economia reale del Paese.
Tra i principali ambiti di crescita della domanda si conferma inoltre l'edilizia in legno, con un tunover di oltre 2.3 miliardi di Euro, come emerge dai dati dell’Osservatorio Edilizia in Legno 2025 di Federazione Filiera Legno.
Oltre alle prestazioni energetiche e ambientali, gli edifici in legno svolgono una funzione strategica come veri e propri serbatoi di carbonio. Allo stesso tempo, la diffusione della cantieristica off-site sta favorendo l'evoluzione del settore verso modelli produttivi più industrializzati, efficienti e innovativi, capaci di ridurre tempi di realizzazione, consumi di risorse e impatti ambientali dei cantieri.
“I dati EOS dimostrano che la sfida non riguarda soltanto le foreste o le singole imprese, ma l'intera capacità del Paese di costruire una politica industriale per una valorizzazione del nostro materiale lungo tutto il suo ciclo di vita”, dichiara Angelo Luigi Marchetti, Presidente di Federazione Filiera Legno. “Disponibilità della materia prima, gestione forestale sostenibile, innovazione industriale, edilizia in legno, logistica, imballaggi e manifattura sono elementi di un unico ecosistema produttivo interconnesso e che deve dialogare con le altre filiere nazionali. L'Italia dispone di competenze, imprese e know-how di assoluto valore, ma è necessario rafforzare la capacità di fare sistema e costruire una visione comune per il futuro della filiera”.
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