Ambiente

Ue: migliorare il sistema di raccolta delle informazioni ambientali

08 febbraio 2008 | C S

Per attuare politiche efficaci sono indispensabili informazioni tempestive, affidabili e pertinenti sullo stato dell'ambiente, che consentano di capire, ad esempio, come sta cambiando il clima, se lo stato delle acque europee sta migliorando e in che modo la natura sta reagendo all’inquinamento e al mutamento di destinazione dei suoli. Queste informazioni devono essere accessibili a tutti ed essere facilmente comprensibili. A tal fine la Commissione propone di migliorare e rendere più moderni e più razionali i sistemi di informazione esistenti, mediante l'istituzione di un Sistema comune di informazioni ambientali. L'obiettivo è duplice: collegare meglio tutti i sistemi di raccolta dei dati e i flussi di informazione esistenti tramite l'utilizzo di strumenti moderni, come internet e le tecnologie satellitari, e passare da un sistema di comunicazioni cartacee ad un sistema in cui i dati siano accessibili agli utenti alla fonte in modo aperto e trasparente.

Il commissario per l'ambiente Stavros Dimas ha dichiarato: "La disponibilità di informazioni tempestive, pertinenti e affidabili sull’ambiente è assolutamente necessaria per consentire ai responsabili politici di far fronte ai problemi ambientali del nostro tempo. Ma non è sufficiente. I nostri cittadini hanno il diritto di conoscere la qualità dell'aria e dell'acqua del luogo in cui vivono e di sapere se inondazioni, siccità e inquinamento minacciano i loro beni e le loro fonti di sostentamento. Dobbiamo migliorare il modo in cui raccogliamo, analizziamo e comunichiamo le informazioni sull'ambiente che ci circonda."

La necessità di condividere le informazioni ambientali
Delle centinaia di atti normativi in vigore nell'Unione europea in materia ambientale, più di 70 impongono agli Stati membri la presentazione di relazioni su aspetti specifici dell'ambiente nel loro territorio. Ciò implica la raccolta di una grande quantità di dati ambientali da parte delle autorità pubbliche ai vari livelli in tutta l'Unione europea.
Tali informazioni sono utilizzate per analizzare le tendenze e le pressioni sull'ambiente e sono essenziali per definire le politiche e valutare se sono efficaci e se sono attuate correttamente. Attualmente questa mole di informazioni non è resa disponibile né tempestivamente né in un formato immediatamente utilizzabile e comprensibile per i responsabili politici e i cittadini, e ciò a causa di una serie di ostacoli di natura giuridica, finanziaria, tecnica e procedurale.
Grazie al Sistema comune di informazioni ambientali (Shared Environmental Information System - SEIS), i dati e le informazioni ambientali saranno memorizzati in varie banche dati ambientali in tutta l'Unione europea e saranno virtualmente interconnessi e compatibili. Il SEIS sarà un sistema di informazione decentrato ma integrato e accessibile via internet, basato su una rete di fornitori di informazioni pubbliche che condividono dati e informazioni ambientali.

Sfruttare i vantaggi offerti dalle tecnologie
Le tecnologie dell'informazione e della comunicazione permetteranno ai responsabili politici di disporre di dati in tempo reale e di prendere decisioni immediate, che potranno servire a salvare vite umane. Le recenti esperienze di incendi boschivi, inondazioni e siccità dimostrano quanto sia importante disporre di informazioni ambientali tempestive in caso di emergenza.
Per far fronte alle attuali sfide ambientali, come la scarsità d'acqua, la salvaguardia degli ecosistemi e della biodiversità e l'adattamento ai cambiamenti climatici, è necessario valutare dati provenienti da molteplici settori e da diverse fonti. Ad esempio, per valutare gli effetti dell'inquinamento atmosferico sulla salute occorre incrociare le statistiche sanitarie e quelle sulla qualità dell'aria e sulla densità di popolazione di una determinata regione o zona geografica e analizzarle insieme, e poi intervenire in funzione dei risultati ottenuti.

Migliorare la qualità delle informazioni ambientali per migliorare la qualità delle politiche
Il SEIS metterà a disposizione degli Stati membri un efficiente sistema elettronico che consentirà loro di adempiere agli obblighi di comunicazione previsti dalle politiche e dalle normative ambientali dell'UE. Il nuovo sistema permetterà in particolare di evitare la duplicazione degli sforzi in materia di comunicazione dei dati, di razionalizzare i flussi di dati e di ridurre i costi di monitoraggio e comunicazione.
In compenso, il SEIS offrirà agli Stati membri e alle istituzioni dell'UE informazioni ambientali più coerenti, per facilitare l'elaborazione e l'attuazione delle politiche ambientali e accrescerne l'efficacia.
Il SEIS accrescerà inoltre il potere di scelta dei cittadini europei, mettendo a disposizione nella loro lingua informazioni ambientali utili che consentiranno loro di prendere decisioni informate sull'ambiente che li circonda e di influenzare le politiche pubbliche.

Dal progetto alla realtà
Nel corso del 2008 sarà presentato un piano dettagliato per la realizzazione del SEIS, basato sulle attività già intraprese in Europa per la creazione di sistemi di informazione integrati. A titolo di esempio, si possono ricordare il sistema di informazione sulle acque per l'Europa (Water Information System for Europe - WISE) e la rete europea d'informazione e osservazione in materia ambientale (EIONET), la direttiva INSPIRE del 2007, volta a migliorare l'accessibilità e l'interoperabilità dei dati territoriali, e l'iniziativa GMES (Global Monitoring for Environment and Security – Monitoraggio globale per l'ambiente e la sicurezza) basata su dati derivanti dal monitoraggio terrestre ottenuti da satelliti. Tuttavia, non esiste una piattaforma integrata per collegare tutte queste iniziative in un sistema comune e condiviso. Scopo del SEIS è colmare questa lacuna.
Per la realizzazione del SEIS, a integrazione degli stanziamenti provenienti dai bilanci nazionali e regionali sarà concesso un sostegno finanziario comunitario, che sarà erogato tramite i programmi quadro di ricerca, il programma LIFE +, il programma quadro per la competitività e l'innovazione (CIP) e i Fondi strutturali.

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