Ambiente
Il granchio blu nuovo problema per l’itticoltura nazionale
Il granchio blu è una specie aliena invasiva, proveniente dall'America, capace di riprodursi al ritmo di 2 milioni di uova per ogni femmina l'anno
30 agosto 2023 | Marcello Ortenzi
Il cosiddetto granchio blu o Callinectes sapidus, è un crostaceo decapode originario delle coste atlantiche di tutto il continente americano, dalla Nuova Scozia, a nord, fino all’Argentina, a sud. Vive normalmente a temperature comprese tra i 3 e i 35 gradi, si trova bene anche nell’acqua dolce dei fiumi, in quella salmastra delle paludi e si riproduce molto velocemente, ma soprattutto mangia qualunque cosa.
Le caratteristiche del granchio blu che ha invaso il Mediterraneo
Il granchio blu può arrivare a un chilo di peso, per 15 centimetri di lunghezza e 25 di larghezza, e si nutre di tutto quello che gli capita a tiro. Crostacei, vongole, cozze, uova e pesci, finiscono nelle sue chele mortali che così finiscono per intaccare direttamente la popolazione futura.
Nel suo habitat originario è fonte cospicua di cibo per i suoi predatori naturali, cioè anguille, razze, squali, persici nei fiumi e, naturalmente, gli esseri umani. Quando arriva in sistemi acquatici più piccoli e delicati del vasto oceano Atlantico, l’assenza di predatori e la sua capacità riproduttiva lo rendono una specie aliena invasiva in grado di decimare le specie locali.
Il Mediterraneo e in particolare l’Adriatico, che hanno ospitato di recente il granchio blu, sono sotto pericolo di essere destabilizzati nell’ambiente e anche a riportare gravi danni economici al settore ittico. Recentemente una stima di Fedagripesca-Confcooperative rivela un danno economico causato in Italia già attorno ai 100 milioni di euro solo rispetto al settore vongole. Si ritiene che il granchio blu è arrivato in Italia via nave a causa del commercio internazionale, caricato accidentalmente sui grandi cargo quando raccolgono acqua in stiva per equilibrare il natante. Il problema sorge se quest’acqua non è filtrata prima di essere riversata nel Mediterraneo a fine viaggio, lasciando liberi i granchi blu di invadere i nuovi fondali.
Il Governo italiano ha già stanziato 2,9 milioni di euro in favore delle cooperative della pesca per tenerne sotto controllo la popolazione del granchio blu e aprendo anche una stagione straordinaria di pesca al granchio, fruttata già 326 tonnellate di raccolto solo in Veneto nell’ultimo mese. Negli ultimi giorni anche la Regione Emilia Romagna ha chiesto un intervento deciso del Governo per aiutare i pescatori, specialmente di Goro e Comacchio, le zone più colpite. In un mese ne sono state raccolte circa 160 tonnellate in queste aree.
Le autorità dell’Emilia-Romagna si sono dette disponibili a "collaborare per i primi ristori sulla base dei 2,9 milioni dichiarati in disponibilità per tale emergenza dal Governo che ha stabilito l’autorizzazione alla cattura, al prelievo e alla commercializzazione di questo granchio, ma questo non può bastare. Infatti è già partita la commercializzazione negli Usa del granchio blu pescato in Emilia-Romagna. Il primo container è già partito con destinazione Miami e contiene 15,75 tonnellate di crostacei semilavorati, sulla base dell’esperienza veneta di utilizzo culinario.
Le associazioni di pesca del territorio emiliano romagnolo denunciano che oltre al "danno emergente" caratterizzato dalle spese sostenute ogni giorno per raccogliere e smaltire il più alto numero possibile di granchi blu (ovvero diverse decine di tonnellate di esemplari al giorno, avviate agli inceneritori riconosciuti), sono preoccupati in particolare per il reddito i lavoratori e i loro nuclei familiari nei prossimi mesi, poiché tale proliferazione ha mandato in fumo tutte le semine di novellame fatte durante la primavera, oltre alle specie locali già pronte per la commercializzazione.
Potrebbero interessarti
Ambiente
Le zanzare sempre più aggressive con l'uomo per la perdita dei boschi
Molte specie di zanzara preferiscono nutrirsi di persone piuttosto che della fauna selvatica diversificata della foresta. Questo comportamento aumenta drasticamente il rischio di diffondere virus pericolosi come la dengue e Zika
27 gennaio 2026 | 16:00
Ambiente
Il Sud Italia sotto assedio climatico: le regioni più vulnerabili, secondo il Centro Studi sui Cambiamenti Climatici
Sicilia, Sardegna e Calabria sono le aree italiane più esposte agli effetti del cambiamento climatico, con impatti diretti su infrastrutture, economia e sicurezza delle persone. Urge un piano integrato di adattamento climatico
24 gennaio 2026 | 16:00
Ambiente
Il 2024 nel Mediterraneo è l'anno più caldo degli ultimi 40 anni
Il caldo record del 2024 è stato preceduto da un consistente accumulo di calore tra la primavera del 2022 e l’estate del 2023. Marcato aumento dell’energia cinetica media e turbolenta delle correnti, in particolare nei bacini algerino, nord-occidentale e levantino
24 gennaio 2026 | 09:00
Ambiente
Eventi meteo estremi in aumento al 2100 in Italia
Nelle aree montuose si prevede un aumento delle temperature estive con punte fino a + 4,5 °C e fino a +3,5 °C in autunno nello scenario a più elevato impatto. Il clima tenderà a diventare generalmente più secco in tutte le stagioni, in particolare durante l’estate
27 dicembre 2025 | 09:00
Ambiente
Stelle di Natale: la coltivazione è tutt’altro che semplice
La Stella di Natale ha esigenze climatiche piuttosto rigide: per crescere bene, la pianta ha bisogno di un ambiente stabile tra i 15 e i 20 °C, senza sbalzi improvvisi e con umidità controllata. Un equilibrio delicato
16 dicembre 2025 | 15:00
Ambiente
Il 2024 è l'anno più caldo degli ultimi 40 anni con ondate di calore, correnti e vortici più intensi
Nel febbraio 2024 la temperatura superficiale del mare ha superato i 15 °C nel Mediterraneo occidentale e 18 °C in quello orientale, mentre a fine agosto le acque del bacino orientale hanno sfiorato 29 °C, determinando una straordinaria ondata di calore marina
14 dicembre 2025 | 09:00