Ambiente

L'impatto del pranzo di Natale sull'ambiente non è trascurabile

Occorrono scelte più consapevoli da parte di tutti, come la selezione di un menù con meno carne, più frutta e verdura e altri generi alimentari freschi e facilmente rintracciabili a km 0

16 dicembre 2020 | C. S.

Il pranzo di Natale, ha un peso sull’ambiente.

Un impatto che, per una famiglia di 4 persone è quantificabile, secondo dati Pulsee, operatore green e digitale di luce e gas, in circa 150 kg di Co2, pari a un passeggero in volo da Milano a Londra.

Il conto è presto fatto.

Basta misurare la somma dell’impronta di un piccolo antipasto a base di tartine e salumi (300 grammi di salame equivalgono a 5 chili di Co2 emessa per produrlo), la preparazione del classico piatto di cappelletti in brodo (una sola porzione costa 4 chili di Co2), l’arrosto lasciato sul fuoco per oltre 2 ore (un chilo di produzione di carne bovina genera circa 15 kg di co2), l’acquisto di frutta importata come noci e datteri (1 kg di noci in arrivo dal Sud America percorrendo 11 mila km ne produce 15 kg), contorno, acqua minerale, panettone e prosecco raffreddato in frigo a 5°C.

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