Ambiente
Habitat naturali a rischio a causa di specie aliene
Il caso dei boschi di San Rossore, tenuta protetta patrimonio dell'umanità, sono emblematici delle nuove sfide che ci attendono. Talune specie aliene dopo essersi insediate definitivamente nei nostri territori hanno progressivamente invaso la penisola e le principali isole senza risparmiare nessun ecosistema
21 ottobre 2016 | Filiberto Loreti
Il Parco di San Rossore Migliarino Massaciuccoli, istituito nel 1979, copre una superficie di oltre 23.000 ha e si estende sulla pianura costiera ad ovest di Pisa. Il territorio comprende lunghi cordoni dunali, vaste aree umide (Lago e padule del Massaciuccoli, Lame di Fuori), aree agricole e estese formazioni boschive. L’importanza naturalistica degli ambienti protetti è riconosciuta dall’Unione Europea (4 pSIC e ZPS), dal Consiglio d’Europa (Diploma europeo delle aree protette) e dall’Unesco, nell’ambito del progetto MAB (Man and the Biosphere), con il nome di “Selva Pisana”.
Questo peculiare e prezioso territorio rappresenta una situazione emblematica, che può essere presa in esame per valutazioni e riflessioni sul crescente impatto derivante dall’arrivo, insediamento e successiva diffusione epidemica di organismi e microrganismi nocivi introdotti accidentalmente da altre aree geografiche delle Regioni Paleartica e Neartica nonché di altri territori del pianeta.
Quelle che ormai sono considerate vere e proprie “invasioni biologiche”, oltre a rappresentare problematiche di prim’ordine per il sistema agroforestale italiano e più in generale europeo e mediterraneo, con perdite produttive e in taluni casi compromissione di decenni di iniziative mirate a indirizzare la difesa fitosanitaria delle colture verso modelli sempre più sostenibili, come nel caso del Leptoglossus occidentalis Heidemann o “Cimice Americana delle Pinete” che ha determinato un crollo drammatico della produzione di pinoli italiani.
A tale proposito il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha promosso e supportato il progetto Pinitaly, finalizzato al rilancio della produzione italiana di pinoli, attraverso la messa a punto di nuove strategie di difesa a basso impatto ambientale.
Talune specie aliene dopo essersi insediate definitivamente nei nostri territori hanno progressivamente invaso la penisola e le principali isole senza risparmiare gli ecosistemi inseriti in aree protette, non di rado peraltro caratterizzati per loro stessa natura da una intrinseca fragilità. Al riguardo si ricorda a titolo di esempio un problema di particolare gravità e complessità affrontata dal Parco di San Rossore Migliarino Massaciuccoli. Nello specifico il Parco è stato interessato dall’impatto derivante dall’ondata epidemicha di un Insetto alieno che ha interessato le formazioni di Pinus pinaster Aiton, la Cocciniglia corticicola del Pino marittimo Matsucoccus feytaudi Ducasse, reperita per la prima volta nel Parco nel 2004 nell’ambito del Progetto Regionale di Monitoraggio delle Foreste (META).
Per il controllo di questo insetto alieno l’Ente Parco con la responsabilità scientifica del CREA di Firenze ha realizzato a partire dal 2006 il progetto “BIOCONTROL”, finalizzato al contenimento nel quinquennio 2006-2010 delle popolazioni del fitomizo mediante l’utilizzo di mezzi e strategie a basso impatto ambientale e senza l’utilizzo di biocidi di sintesi.
Obiettivo primario dell’intervento è stato quello di consentire la costituzione di una fascia boscata costiera “d’avvenire”, formata in parte da giovani pinete di Pino marittimo e in parte da boschi autoctoni misti di latifoglie più stabili.
La Giornata di studio organizzata dalla Sezione Centro Ovest dei Georgofili sulla tematica della protezione delle Aree Protette dalle invasioni biologiche di specie aliene, prende in considerazione questa ed altre problematiche affrontate da ricercatori e tecnici di Enti di Ricerca, Università, Parco, Servizio Fitosanitario Regionale, con l’intento di presentare un quadro esaustivo delle nuove avversità e delle iniziative intraprese per la difesa dei patrimoni ambientali custoditi nelle aree protette del nostro Paese. Unisce gli interventi la consapevolezza che le minacce per gli ecosistemi delle aree protette, derivanti dall’arrivo incalzante di fitofagi e fitoparassiti alieni, richiede l’elaborazione di nuovi peculiari strumenti e strategie, calibrati sulla delicatezza e la preziosità degli ambienti da proteggere.
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