Ambiente
Tutti i comuni italiani rincorrono le rinnovabili
Secondo Legambiente il livello di diffusione delle energie rinnovabili nei vari territori è capillare. Riguarda il 95% dei comuni italiani. Sono più di 2000 quelli che coprono interamente il fabbisogno elettrico
07 aprile 2012 | Marcello Ortenzi
Anche quest’anno Legambiente con il suo “Comuni rinnovabili 2012” ha confermato la crescita inarrestabile di impianti a fonti rinnovabili tra i comuni italiani. Il Rapporto, che ha utilizzato anche i dati del GSE, Terna e Itabia, ha evidenziato il livello di diffusione delle energie rinnovabili che ora impegnano oltre il 95% dei Comuni italiani. Nel 2011, l'energia pulita ha inciso per il 26,6% sul totale dei consumi elettrici e dal 2000 ad oggi, negli ultimi 11 anni, gli impianti rinnovabili elettrici e termici sono aumentati di oltre 400.000 unità, pari a una potenza di 32 TWh. Secondo lo studio, sono 23 i Comuni che coprono completamente i consumi energetici e termici con un mix di rinnovabili; considerando solo il fabbisogno elettrico, però, i Comuni 100% rinnovabili salgono addirittura a 2.068. I più numerosi sono ancora i Comuni con impianti fotovoltaici e solari termici, che in tutto sono 7.837, pari al 95% dei Comuni italiani. La potenza installata totale è di 12.749 MW solo per quanto riguarda i pannelli fotovoltaici, a cui si aggiungono migliaia di piccoli impianti di solare termico. Sono 450 i Comuni dell'eolico, di cui 346 autonomi dal punto di vista energetico grazie all'energia del vento. La potenza eolica installata al 31 dicembre 2011 è di 6.921 MW, 950 MW in più rispetto al 2010. Seguono, per potenza installata, le bioenergie: 1.248 Comuni con impianti di questo tipo, per 2.117 MW elettrici e quasi 732 MW termici. Più di mille (1.021) anche i Comuni con piccoli impianti idroelettrici, per una potenza installata di 1.121 MW. Minore il numero dei Comuni con impianti geotermici, 334, che però, grazie ai loro impianti, nel 2011 hanno prodotto energia elettrica in grado di soddisfare il fabbisogno di 2,2 milioni di famiglie. Si afferma sempre di più una produzione di energia su piccola scala: “La novità forse più rilevante è rappresentata da una generazione sempre più distribuita, che ribalta completamente il modello energetico costruito negli ultimi secoli intorno alle fonti fossili, ai grandi impianti e agli oligopoli”. Tuttavia in questo momento ci sono anche delusioni sull’argomento, come espresso dal presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza “Dal Governo mi aspetterei risposte che mi liberino da questo stato di sconforto, perché i decreti per l’incentivazione delle rinnovabili termiche ed elettriche, escluso il fotovoltaico, previsti dal decreto legislativo 28/2011 non arrivano ed il settore è di nuovo piombato in una situazione di incertezza. Non sono consentiti ulteriori e incomprensibili ritardi da parte del governo nell’emanazione dei decreti. Chiediamo che siano approvati subito. E serve anche più coraggio per spingere la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio”. In realtà i decreti sono quasi pronti e dai convegni appare che il punto ancora non pienamente risolto è quello economico, cioè il taglio da apportare al livello degli incentivi per tentare di abbassare le fatture elettrica e del gas.
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