Mondo Enoico

Fare vini low alcol direttamente in vigna è possibile

Fare vini low alcol direttamente in vigna è possibile

I drastici cambiamenti climatici, e anche la diversa sensibilità dei consumatori, ci impongono una gestione diversa, anche recuperando alcune soluzioni del passato. Una soluzione può essere orientare la scelta verso portainnesti più vigorosi e resistenti allo stress idrico

03 aprile 2025 | 11:00 | C. S.

Low alcol e no alcol sono oggi due temi dibattuti: esistono alternative a questi metodi interessanti ma complessi, costosi e dispendiosi in termini energetici?

Secondo l’enologo Valentino Ciarla, consulente di importanti aziende in tutta Italia, alcune risposte potrebbero venire anche dal ripensamento delle scelte, anzitutto agronomiche. 

"Prima ancora che di no alcol si dovrebbe pensare alla gestione dell’alcol. – Afferma Valentino Ciarla. – Per farlo va ripensata la viticoltura."

Trent’anni fa avevamo vigneti impostati per “produrre”, la quantità era uno degli obiettivi primari, e con il clima dell’epoca, spesso i vini mancavano di concentrazione, colore, alcol. Così siamo passati a una viticoltura totalmente diversa, portainnesti poco vigorosi, alta densità, diradamenti “feroci”, per avere rese ridotte, maggiore concentrazione e migliore maturità.

Oggi invece, i drastici cambiamenti climatici, e anche la diversa sensibilità dei consumatori, ci impongono una gestione diversa, anche recuperando alcune soluzioni del passato.

Condurre il vigneto in modo diverso permette alla vite di esprimersi in modo più libero e distribuire le sostanze nobili come zuccheri e polifenoli su una quantità di grappoli leggermente superiore.

"A Montalbino, nel territorio di Montespertoli, abbiamo sperimentato l’impianto di un vigneto come si faceva un tempo. Destinato alla produzione di vino rosso, presenta alcuni ceppi di Trebbiano e Malvasia, quindi uve a bacca bianca, oltre a quelli di Sangiovese, Colorino e Canaiolo, proprio per equilibrare l’acidità." 

Un’altra soluzione può essere orientare la scelta verso portainnesti più vigorosi e resistenti allo stress idrico, ora oggetto di crescenti sperimentazioni. 

"Credo che l’enologo debba essere sempre più connesso alla vigna e io personalmente passo molto tempo in vigneto. Da lì parte tutto: se le uve arrivano in cantina in condizioni perfette, si creano i presupposti per un grande vino."

Il tema è certamente complesso e difficile da esaurire con una sola soluzione, ma pensare fuori dagli schemi può contribuire ad allargare gli orizzonti.

Potrebbero interessarti

Mondo Enoico

Vitigni sostenibili e innovativi, ecco il mondo PIWI

Circa 40 varietà di vite tolleranti alle principali malattie fungine, una trentina delle quali frutto del miglioramento genetico della Fondazione Edmund Mach. Al centro della ricerca anche l’adattamento ai cambiamenti climatici e l’impiego delle uve resistenti nella spumantizzazione

10 agosto 2026 | 15:30

Mondo Enoico

Agrivoltaico in vigneto: quando l’ombra dei pannelli solari migliora l’uva

L’integrazione tra fotovoltaico e viticoltura nel progetto pugliese della “Vigna Agrivoltaica di Comunità” dimostra che la tecnologia può proteggere le vigne dal caldo estremo, migliorare la qualità del vino e generare energia pulita. I risultati delle sperimentazioni universitarie confermano un aumento della resa e un profilo aromatico più complesso

04 agosto 2026 | 15:00

Mondo Enoico

Endofiti della vite: una promettente alternativa sostenibile ai prodotti fitosanitari

Il potenziale di batteri e lieviti endofiti come agenti di biocontrollo contro Botrytis cinerea, esplorando la loro interazione con la pianta ospite e la compatibilità con i trattamenti convenzionali

31 luglio 2026 | 12:00

Mondo Enoico

L'irrigazione ideale che rinfresca il vigneto per salvare uva e vino

Il sistema messo a punto a Bologna combina goccia a goccia e nebulizzazione sulla chioma. Risultati: zero scottature, acidità preservata e accumulo di zuccheri rallentato. Ma attenzione: non è una bacchetta magica per tutti i terreni

30 luglio 2026 | 16:00

Mondo Enoico

Crolla il mercato del vino in Italia, Francia, Spagna e Germania. Tengono solo bianchi e spumanti

Nel primo quadrimestre 2026 nessun grande paese europeo riesce a chiudere in positivo. La Spagna crolla dell'8,5%, l'Italia perde il 6,2%. Tra le denominazioni, brillano Cremant e Bordeaux bianco, mentre crollano i rossi e i Riesling della Mosella

29 luglio 2026 | 15:00

Mondo Enoico

Vitivinicoltura, la sfida climatica si gioca in vigneto e in cantina

Nuove tecniche agronomiche ed enologiche per aiutare la viticoltura emiliano-romagnola a resistere a caldo estremo, siccità e maturazioni sempre più difficili

21 luglio 2026 | 11:00