Mondo Enoico
La vendemmia è anticipata per siccità ma niente allarmi
La carenza di escursione termica giorno-notte ha per adesso influenzato la qualità in alcune zone. L’anticipo rispetto al 2021 è importante e variabile da circa 7 giorni a 20
30 agosto 2022 | C. S.
Il CREA, con il suo Centro di Ricerca di Viticoltura ed Enologia, analizza i primi dati ed elabora tendenze previsionali per la vendemmia appena partita.
Andamento meteo e vendemmia
Eccezionalmente, l’Italia è stata accomunata da un andamento meteo omogeneo da nord a sud della penisola. Alte temperature e in particolare siccità hanno caratterizzato la primavera e l’estate italiana. Nonostante le difficoltà del meteo, possiamo affermare come il 2022 abbia incoronato il vigneto italiano come resiliente ai cambiamenti climatici. Già in passato avevamo messo alla prova la capacità del nostro territorio, ma mai come in quest’annata le condizioni metereologiche sono state così avverse ed ostiche. Da anni la ricerca, in sinergia col mondo produttivo, ha sviluppato strategie di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici permettendoci di non trovarci impreparati neppure in estati come quella che stiamo vivendo.
“Molto lavoro è stato fatto e sicuramente abbiamo ancora margini importanti di miglioramento – afferma Riccardo Velasco, direttore Crea Viticoltura ed Enologia – basti pensare alle nuove varietà resistenti agli stress che il CREA ha già selezionato, grazie alle Tecniche di Evoluzione Assistita, e che aspettano di essere sperimentate, ma se ad oggi possiamo considerare salva la vendemmia 2022 molto lo dobbiamo al lavoro straordinario dei nostri viticoltori che hanno saputo gestire sapientemente le bizzarrie di questo clima inconsueto, sfruttando le innovazioni della ricerca e adeguando di conseguenza concimazioni, irrigazioni e trattamenti”.
Nessun allarme fitosanitario per uva italiana
L’annata si presenta buona, come indicano i dati rilevati da Patrick Marcuzzo del CREA Viticoltura di Conegliano. La penuria di precipitazioni ha sicuramente facilitato il controllo delle malattie fungine, riducendo anche il numero di interventi fitosanitari: la peronospora è praticamente assente in tutto il territorio italiano, si rileva solo la presenza di alcuni focolai di oidio ma sono situazioni sotto controllo. Anche della botrite non c’è traccia, nemmeno nelle cultivar particolarmente suscettibili e a grappolo compatto. Da evidenziare solamente il problema della flavescenza dorata che ha interessato soprattutto l’area viticola del nord Italia, in particolare Veneto, Emilia-Romagna, Piemonte e Lombardia.
La stima sulla vendemmia e l'anticipo della raccolta
Il 2022 non sarà ricordato come un’annata abbondante, a causa soprattutto dei vigneti non serviti da impianti di irrigazione o bacini di raccolta delle piogge. Per la qualità invece, le uve hanno un contenuto di zuccheri e sostanze coloranti superiori alla norma, mentre viene costantemente monitorata l’acidità per cogliere l’ideale momento di raccolta. La carenza di escursione termica giorno-notte ha per adesso influenzato la qualità in alcune zone, ma queste ultime settimane potrebbero compensare, dato l’attuale andamento climatico. L’anticipo rispetto al 2021 è importante e variabile da circa 7 giorni a 20, a seconda delle diverse aree viticole.
Per quanto concerne le quantità di produzione si prevedono: in Friuli-Venezia Giulia e in Veneto in leggero calo rispetto al 2021 (-10% e – 5% rispettivamente) principalmente a causa della scarsità di piogge e dell’impossibilità di irrigare i vigneti in alcune aree, quelle collinari in particolare. In Trentino-Alto Adige la produzione è in leggero aumento, +5–6 % rispetto al 2021, in particolare per le cultivar autoctone a bacca rossa (Teroldego e Marzemino). Lombardia ed Emilia-Romagna registrano una flessione delle produzioni in particolare per la zona dell’Oltrepò e per la collina romagnola. Il Piemonte, invece, ha risentito meno della drammaticità dell’annata dove si prevede una riduzione, rispetto al 2021, solo di qualche punto percentuale. In altre due regioni viticole italiane, Toscana e Puglia, si registrano produzioni leggermente superiori rispetto al 2021 per motivazioni diverse: la Toscana è stata interessata da una forte gelata nella scorsa annata che aveva compromesso buona parte della produzione ma ha recuperato quest’anno. In Puglia la fertilità delle gemme è buona e superiore alla media e nei vigneti irrigui si prevede fino ad un 10% in più. La Sicilia, infine, è la regione che ha sofferto di più in quest’annata soprattutto nei vigneti non irrigui, con cali pari a un – 5% / - 10% rispetto l’annata precedente.
“In conclusione – commenta Stefano Vaccari, direttore generale CREA - annata complessa, meno produttiva del 2021, ma sicuramente non drammatica e per molti versi di grande interesse enologico. Il meteo dei prossimi giorni può ancora correggere l’andamento quali-quantitativo e aiutare il comparto viticolo a lenire le calure estive e le carenti escursioni termiche. L’intera filiera vitivinicola italiana si conferma leader mondiale anche nel gestire i problemi causati dal cambiamento climatico”.
Potrebbero interessarti
Mondo Enoico
Clima e viticoltura italiana: come le fluttuazioni meteo influenzano la produttività della vite
L'analisi di 20 regioni italiane nel periodo 2006-2024 rivela una relazione non lineare tra temperatura, precipitazioni e resa del vigneto. Le temperature elevate fino a 31-33°C favoriscono la produttività, mentre il superamento di questa soglia comporta danni significativi. Le precipitazioni mostrano effetti differenziati
31 agosto 2026 | 14:00
Mondo Enoico
Peronospora della vite: strategie biologiche integrate per un controllo sostenibile
La gestione di questo patogeno sta diventando sempre più complessa. Un approccio innovativo basato su lieviti benefici, composti naturali e rame a basso impatto per ridurre la dipendenza dai fungicidi di sintesi
28 agosto 2026 | 11:00
Mondo Enoico
Viticoltura biologica, un punto tecnico su gestione e difesa
Dalle sperimentazioni della Fondazione Edmund Mach arrivano nuove indicazioni per rendere più resilienti i vigneti biologici: sovescio, inerbimento controllato e curetage contro il mal dell’esca al centro delle prove sul campo
22 agosto 2026 | 10:00
Mondo Enoico
Quando la grandine colpisce la vite: il LiDAR svela il ruolo protettivo della chioma
Un recente studio condotto dall'Università di Udine ha utilizzato un robot mobile equipaggiato con sensore LiDAR per monitorare in tempo reale gli effetti di una violenta grandinata su un vigneto di Merlot. I risultati mostrano che la chioma nella zona basale, quella che ospita i grappoli, svolge un'azione protettiva fondamentale, riducendo significativamente il danno
20 agosto 2026 | 13:00
Mondo Enoico
Enoturismo in Italia: nasce il viaggiatore Eno-Slow che unisce vino, lentezza e sostenibilità
Un'indagine dell'Università di Palermo rivela il volto inedito del turista del vino: non più solo un appassionato in cerca di degustazioni, ma un viaggiatore consapevole che unisce la passione enologica alla filosofia dello slow tourism, desideroso di autenticità, natura e connessioni profonde con il territorio
14 agosto 2026 | 11:00
Mondo Enoico
Vitigni sostenibili e innovativi, ecco il mondo PIWI
Circa 40 varietà di vite tolleranti alle principali malattie fungine, una trentina delle quali frutto del miglioramento genetico della Fondazione Edmund Mach. Al centro della ricerca anche l’adattamento ai cambiamenti climatici e l’impiego delle uve resistenti nella spumantizzazione
10 agosto 2026 | 15:30