Mondo Enoico
L'impatto sensoriale dei gas dissolti nel vino
Oltre a ossigeno e anidride carbonica, vi sono altri gas enologici che possono avere un'influenza sulle caratteristiche odorose. Tra i più noti vi sono idrogeno solforato, azoto e frazione volatile dell'acetaldeide
01 ottobre 2021 | T N
Oltre alla salubrità, il mercato richiede vini con una maggiore longevità che riflettano il territorio, preferibilmente prodotti da varietà autoctone.
La tendenza generale delle richieste è quella di ridurre i solfiti (senza ovviamente avere un impatto negativo sulla qualità), di minimizzare l'uso di coadiuvanti e di controllare e gestire i livelli di gas disciolti nel vino.
Quando si parla di gas disciolti nel vino, si considerano principalmente l'ossigeno e l'anidride carbonica.
Leggermente più difficili da misurare, ma spesso non meno importanti dal punto di vista sensoriale, possiamo trovare l'idrogeno solforato (responsabile degli odori negativi), l'azoto e la frazione volatile dell'acetaldeide.
Numerosi studi hanno dimostrato la relazione diretta tra il contenuto di ossigeno e l'evoluzione del vino: 1 ppm di ossigeno disciolto ossida rapidamente 4 ppm di anidride solforosa libera.
Inoltre, l'ossigeno è responsabile della perdita di sapore, dei cambiamenti di colore e della formazione di composti indesiderabili.
Il valore di CO2, derivato naturalmente dalla fermentazione, ha un'influenza significativa sulla percezione sensoriale e tattile del vino in bocca e sulla velocità di rilascio degli aromi.
I risultati dell'analisi sensoriale mostrano che nei vini rossi, riducendo la quantità di CO2 si ottiene una maggiore sensazione di volume e morbidezza, una ridotta sensazione di astringenza, meno secchezza e meno amarezza.
L'idrogeno solforato è un composto che dà origine a sentori di riduzione, rilasciato dai lieviti durante la fermentazione, soprattutto durante le fasi di stress nutrizionale.
Un'altra fonte può essere la permanenza sulle fecce, soprattutto se rimane compatta e non in sospensione.
L'influenza dell'azoto sulle caratteristiche sensoriali è minima. Nei vini spumanti e frizzanti, tuttavia, la presenza di azoto aumenta la sovrappressione misurabile.
L'acetaldeide si genera principalmente da due fonti:
- microbiologica, in quasi tutte le fermentazioni è un composto intermedio instabile;
- per reazione chimica, dall'ossidazione dei composti fenolici presenti nel vino.
L'acetaldeide può essere considerata come un segnale di allarme sia per le alterazioni microbiche che come un segnale di pre-ossidazione del vino.
Da un punto di vista sensoriale, l'odore di mela "svanita", cotta o verde è tipico.
L'acetaldeide è uno dei principali responsabili della combinazione di anidride solforosa libera nei vini.
Potrebbero interessarti
Mondo Enoico
Peronospora della vite: strategie biologiche integrate per un controllo sostenibile
La gestione di questo patogeno sta diventando sempre più complessa. Un approccio innovativo basato su lieviti benefici, composti naturali e rame a basso impatto per ridurre la dipendenza dai fungicidi di sintesi
28 agosto 2026 | 11:00
Mondo Enoico
Viticoltura biologica, un punto tecnico su gestione e difesa
Dalle sperimentazioni della Fondazione Edmund Mach arrivano nuove indicazioni per rendere più resilienti i vigneti biologici: sovescio, inerbimento controllato e curetage contro il mal dell’esca al centro delle prove sul campo
22 agosto 2026 | 10:00
Mondo Enoico
Quando la grandine colpisce la vite: il LiDAR svela il ruolo protettivo della chioma
Un recente studio condotto dall'Università di Udine ha utilizzato un robot mobile equipaggiato con sensore LiDAR per monitorare in tempo reale gli effetti di una violenta grandinata su un vigneto di Merlot. I risultati mostrano che la chioma nella zona basale, quella che ospita i grappoli, svolge un'azione protettiva fondamentale, riducendo significativamente il danno
20 agosto 2026 | 13:00
Mondo Enoico
Enoturismo in Italia: nasce il viaggiatore Eno-Slow che unisce vino, lentezza e sostenibilità
Un'indagine dell'Università di Palermo rivela il volto inedito del turista del vino: non più solo un appassionato in cerca di degustazioni, ma un viaggiatore consapevole che unisce la passione enologica alla filosofia dello slow tourism, desideroso di autenticità, natura e connessioni profonde con il territorio
14 agosto 2026 | 11:00
Mondo Enoico
Vitigni sostenibili e innovativi, ecco il mondo PIWI
Circa 40 varietà di vite tolleranti alle principali malattie fungine, una trentina delle quali frutto del miglioramento genetico della Fondazione Edmund Mach. Al centro della ricerca anche l’adattamento ai cambiamenti climatici e l’impiego delle uve resistenti nella spumantizzazione
10 agosto 2026 | 15:30
Mondo Enoico
Agrivoltaico in vigneto: quando l’ombra dei pannelli solari migliora l’uva
L’integrazione tra fotovoltaico e viticoltura nel progetto pugliese della “Vigna Agrivoltaica di Comunità” dimostra che la tecnologia può proteggere le vigne dal caldo estremo, migliorare la qualità del vino e generare energia pulita. I risultati delle sperimentazioni universitarie confermano un aumento della resa e un profilo aromatico più complesso
04 agosto 2026 | 15:00