Mondo Enoico
Nessuno scampo anche per i vigneti dagli incendi estivi
Il crescente numero di incendi dovuti al cambiamento climatico sta causando gravi danni al settore vitivinicolo. Per l'Oiv occorre affrontare il cambiamento
climatico tramite attività di mitigazione e adattamento
07 settembre 2021 | C. S.
Nella sesta relazione di valutazione presentata all’ultima riunione del Comitato intergovernativo per i cambiamenti climatici dell’ONU (IPCC), gli scienziati avvertono che stiamo modificando il clima in modo irreversibile.
A partire dal 1950, le ondate di caldo sono diventate sempre più frequenti e intense: è quanto emerge dalla nuova relazione del Comitato intergovernativo per i cambiamenti climatici (IPCC). Questo lavoro, redatto da un gruppo di scienziati le cui conclusioni sono approvate dai governi a livello globale, evidenzia inoltre che l’ultimo quinquennio è stato il più caldo mai registrato dal 1850.
Negli ultimi anni abbiamo constatato che il cambiamento climatico ha rappresentato un fattore determinante nell’aumento del rischio e dell’estensione degli incendi. I vigneti non avrebbero, né hanno potuto, sfuggire a questa calamità. Paesi come l’Australia, gli Stati Uniti, il Portogallo, l’Italia e la Grecia si sono trovati in passato o si trovano ora ad affrontare un problema dalle molteplici ripercussioni in ambito enologico.
Gli incendi compromettono la sostenibilità ambientale, modificando il terroir e alterando il profumo e il sapore del vino.
La grande diffusione dei roghi è una conseguenza diretta del surriscaldamento atmosferico causato dalle emissioni di gas serra derivanti dall’attività umana: la siccità e i venti impetuosi fanno divampare rapidamente le fiamme, rendendone difficoltosa l’estinzione. Le alte temperature provocate dagli incendi possono inoltre arrecare gravi danni all’uva e farla seccare fino a renderla inutilizzabile.
Affrontare il cambiamento climatico tramite attività di mitigazione e adattamento è il primo obiettivo della linea strategica I del Piano strategico dell’OIV, “Promuovere una vitivinicoltura rispettosa dell’ambiente”.
Ecco dunque i punti salienti del Piano strategico dell’OIV sull'ambiente:
1. identificare e stabilire dei collegamenti funzionali con le organizzazioni internazionali competenti che forniscono dati climatici affidabili, servizi climatici e di valutazione dell’impatto ambientale rilevanti per la filiera vitivinicola;
2. valutare l’impatto del cambiamento climatico sulla produzione vitivinicola, in funzione delle diverse scale spaziali (locale, regionale e globale), compresi i terroir, promuovendo la creazione di database aperti, armonizzati e sistematici;
3. studiare e valutare le innovazioni, le strategie e le opportunità di adattamento e di mitigazione nonché la loro accettazione, tenendo conto delle specificità e delle capacità di ciascun paese;
4. studiare e raccogliere informazioni sull’adattamento dei metodi di produzione viticoli ed enologici in risposta al cambiamento climatico;
5. valutare le correlazioni che intercorrono tra i dati sul cambiamento climatico e l’incidenza delle ampelopatie e degli organismi nocivi al fine di migliorare la gestione del rischio fitosanitario nei vigneti concentrandosi sui metodi a basso impatto ambientale.
6. valutare le prestazioni dei differenti sistemi di produzione vitivinicoli;
7. studiare e valutare le prestazioni sensoriali e/o enologiche dei prodotti fermentati e non fermentati ottenuti utilizzando vitigni resistenti, e le pratiche viticole
per la gestione sostenibile di malattie e organismi nocivi;
8. promuovere la diversificazione intra e inter varietale nei vigneti commerciali;
9. preservare e promuovere il paesaggio viticolo;
10. incoraggiare l’economia circolare attraverso il riutilizzo degli scarti e la gestione dei sottoprodotti;
11. definire e sviluppare degli orientamenti sulla chimica «verde»;
12. valutare i metodi di produzione al fine di attuare soluzioni in grado di limitare l’uso degli input e di migliorare la performance ambientale.
13. proporre indicatori e pratiche per la gestione delle risorse naturali adatte alla specificità del territorio e promuovere la conoscenza di tali misure presso i produttori e i consumatori;
14. favorire lo studio e la conservazione dei benefici della biodiversità funzionale nel vigneto, in particolare mediante la progettazione dei vigneti e le pratiche,
di gestione, tenendo conto della specificità dei terroir;
15. studiare e valutare l’impatto del cambiamento climatico sul microbioma del vigneto in relazione con la fertilità del suolo.
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