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I principi per un uso sostenibile dell'acqua di irrigazione nel vigneto

I principi per un uso sostenibile dell'acqua di irrigazione nel vigneto

Esistono numerosi vitigni e cloni che possono adattarsi allo stress idrico in un'ampia varietà di condizioni, soprattutto se combinati con gli opportuni portinnesti

01 giugno 2021 | T N

Che a livello globale, regionale e locale le risorse idriche siano soggette a uno sfruttamento eccessivo è oggi un fatto ampiamente riconosciuto. In tutto il mondo, l’uso sostenibile delle risorse idriche è diventato imperativo per la società, l’ambiente, l’industria e le imprese, e rappresenta un fattore cruciale per le politiche di numerosi governi, settori industriali e soggetti commerciali. Il consenso sociale dipenderà sempre di più dalle solide credenziali ambientali di tutti gli attori coinvolti nella catena di approvvigionamento e l’uso sostenibile dell’acqua sarà un tema centrale.

In molti vigneti delle regioni aride o semiaride di più recente sviluppo, le precipitazioni annue non soddisfano pienamente i bisogni dei moderni sistemi viticoli. Analogamente, in altre regioni dove la viticoltura si è insediata da tempo, le piogge sono insufficienti o mal distribuite ed è quindi difficile garantire un’offerta produttiva adeguata in termini qualitativi e quantitativi.

In questo senso, il documento dell'OIV “Sustainable Use of Water in Winegrape Vineyards” (Uso sostenibile dell’acqua nei vigneti di uva per la vinificazione) intende delineare principi fondamentali specifici e universalmente accessibili per la coltura dell’uva destinata alla produzione di vino, senza dimenticare la spiccata eterogeneità in termini di risorse regionali, considerazioni ambientali, caratteristiche proprie del sito e situazioni dei produttori, e la conseguente necessità che tali principi vengano adattati, nella pratica, alle singole realtà.

Nella pianificazione e nella gestione dei sistemi viticoli bisogna tener conto dei requisiti di pianificazione regionale e paesaggistica, degli aspetti idrologici inerenti all’approvvigionamento di acqua irrigua e/o al drenaggio e della competizione per le risorse idriche a livello locale o regionale. In condizioni climatiche siccitose, la scelta di suoli dotati di riserve d'acqua medio-alte può far fronte a una viticoltura non irrigua o con un'irrigazione minima. Considerati gli investimenti spesso onerosi che richiedono i sistemi di irrigazione, si dovrebbero condurre degli studi volti a stabilire se il regime delle precipitazioni è adeguato e costante per permettere di sostenere la redditività di un vigneto non
irriguo. Nel caso dei vigneti irrigui invece, essere in grado di garantire un accesso conveniente e prevedibile a quantità di acqua sufficienti ai fini dell’irrigazione è essenziale per la loro sostenibilità.
Bisogna evitare l'esaurimento dell'acqua irrigua proveniente da falde acquifere non rinnovabili e il loro uso eccessivo. Inoltre, è raccomandabile tenere conto del fabbisogno di altri utilizzatori effettivi o potenziali nell'area di interesse, accertandosi della disponibilità nel lungo periodo degli input che si prevede di utilizzare.

L'uso ottimale dell'acqua in vigneti situati in zone che necessitano di irrigazione, ad es. in zone aride o semi-aride, richiede che il calendario e i volumi di adacquamento siano basati sul monitoraggio dello stato idrico del vigneto. È inoltre necessario tenere conto dell'importanza di un drenaggio (frazione di lisciviazione) adatto a garantire che la salinità del suolo sia mantenuta entro dei valori tollerabili per lo sviluppo della vite.

Esistono numerosi vitigni e cloni che possono adattarsi allo stress idrico in un'ampia varietà di condizioni, soprattutto se combinati con gli opportuni portinnesti.

Laddove è probabile che i fattori pedoclimatici e provochino gravi e/o frequenti siccità (e ove esistano ridotte possibilità di irrigazione completa), nelle prime fasi dello sviluppo del vigneto, si raccomanda vivamente di scegliere delle combinazioni di innesto (varietà, clone, portinnesto) e forme di allevamento adatte o tolleranti alle condizioni specifiche del sito.

Successivamente, sarà possibile trarre beneficio dall'ottimizzazione dei volumi di adacquamento in relazione ai seguenti aspetti: combinazione portinnesto e varietà, sistemi di allevamento, e gli obiettivi di qualità e quantità della produzione i quali possono essere ridefiniti di volta in volta e in base alla variazione delle condizioni climatiche stagionali.

Le strategie di adattamento stagionali possono includere la gestione del suolo (ad es. pratiche colturali o gestione dell'inerbimento, ecc., per regolare il bilancio idrico interfilare o per gestire la competizione per l'approvvigionamento idrico), le tecniche di potatura verde (scacchiatura e cimatura), la regolazione del carico produttivo mediante vendemmia verde, ecc.

L’utilizzo sostenibile delle risorse idriche può essere raggiunto grazie a un’adeguata selezione e gestione del vigneto, del materiale di impianto, del terreno e della vegetazione interfilare, nonché in virtù della distribuzione tempestiva di quantità adeguate di acqua irrigua, con perdite minime derivanti dalla percolazione profonda, dal ruscellamento o dall’evaporazione.

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