Mondo Enoico
L'analisi del DNA entra nelle grandi cooperative vitivinicole nazionali
I processi enologici standard, compresa la termovinificazione, non interferiscono con la tracciabilità. Solo un prolungato stoccaggio in cisterne ostacola la tecnica analitica
12 marzo 2021 | R. T.
Il vino è frequentemente segnalato come uno dei prodotti agroalimentari più adulterati a livello mondiale. Tra i metodi di tracciabilità disponibili, il DNA è di particolare interesse per la possibilità di riconoscere in modo univoco la cultivar/coltivatori di produzione del vino.
Diversi studi condotti in condizioni controllate (laboratorio o piccole cantine di produzione) supportano l'uso del DNA nella tracciabilità del vino, ma la situazione può cambiare completamente quando si passa da realtà controllate a realtà non controllate.
L'Università Cattolica ha seguito l'intera catena di produzione, in una grande cantina cooperativa italiana, per una produzione monovarietale (Pinot nero Doc) e polivarietale (Rosso Oltrepò Igp).
I risultati supportano la fattibilità della tracciabilità attraverso DNA dalla consegna dell'uva all'intero processo di fermentazione e attraverso le più comuni operazioni enologiche come travasi e filtrazioni.
L'applicazione dei metodi più aggressivi (come il processo di termovinificazione) può aumentare la degradazione del DNA riducendo ma non impedendo la possibilità di applicare il DNA ai fini della tracciabilità.
Una situazione diversa riguarda il lungo stoccaggio del vino nei serbatoi, nonostante le condizioni di temperatura e luce controllate, o nelle bottiglie dove la degradazione del DNA continua influenzando fortemente la possibilità di applicare la tracciabilità.
Potrebbero interessarti
Mondo Enoico
Venduti quasi 3,5 milioni di ettolitri di vino italiano a maggio
Giacenze ancora superiori rispetto al 2025. Il 56,4% del vino è detenuto nelle regioni del Nord, prevalentemente nel Veneto ed è a denominazione d'origine, il 26,1% a IGP, i vini varietali costituiscono appena l’1,7% del totale
18 giugno 2026 | 12:00
Mondo Enoico
Dalla resistenza al gelo al germogliamento: un nuovo modello prevede i rischi della primavera nella vite
Il modello, testato su Cabernet Sauvignon, Riesling e Concord in otto località europee e nordamericane, prevede con buona accuratezza la data del germogliamento e i danni da gelate tardive
11 giugno 2026 | 14:00
Mondo Enoico
Il caolino nel vigneto, uno scudo riflettente contro lo stress termico, ma non per tutti i terreni
Uno studio biennale condotto nelle Marche su Verdicchio in due vigneti a diverso vigore rivela però che la sua efficacia non è universale: funziona bene in contesti asciutti e poco vigorosi, mentre in situazioni di alto vigore o umidità i benefici si riducono drasticamente, limitandosi spesso al solo abbassamento della temperatura fogliare
08 giugno 2026 | 13:00
Mondo Enoico
Pacciamatura naturale con rullo: così il vigneto risparmia acqua e mantiene qualità
Confronto tra gestione del terreno con sovescio lavorato e con rullo-crimper. La tecnica che lascia i residui in superficie migliora lo stato idrico della vite, non altera il mosto e favorisce le micorrize, offrendo una valida alternativa sostenibile per i vigneti mediterranei
04 giugno 2026 | 13:00
Mondo Enoico
Il biochar in vigneto è un alleato contro lo stress idrico, ma non per tutti i terreni
Un anno dopo l’applicazione di biochar da potature in tre vigneti biologici del Chianti Classico, i ricercatori del CNR hanno misurato un miglioramento della coesione del suolo, un aumento della sostanza organica e una riduzione dello stress idrico della vite
01 giugno 2026 | 16:00
Mondo Enoico
Vendite in calo e mercato più selettivo: il vino italiano chiude un 2025 difficile
Export in frenata, consumi nazionali in contrazione. Meglio resistono spumanti e vini premium, mentre le piccole imprese soffrono di più. Il settore guarda al futuro con diversificazione e nuovi mercati
22 maggio 2026 | 13:00