Mondo Enoico
Quattro nuove varietà di vite tolleranti alla peronospora ed oidio
Le nuove varietà, due a bacca bianca e due a bacca rossa, sono identificate come “F22P9”, “F22P10”, “F23P65”, “F26P92”, e sono nate dai genitori Vitis vinifera e varietà portatrici di geni di resistenza naturali
19 giugno 2020 | C. S.
Quattro varietà di vite tolleranti alle più importanti patologie fungine, oidio e peronospora, selezionate dalla Fondazione Edmund Mach sono state iscritte nel Registro nazionale delle varietà di vite e sono pronte per essere coltivate, non solo in Trentino ma in tutta Italia, dopo il necessario periodo di osservazione nelle diverse regioni.
E’ di questi giorni, infatti, la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale di “F22P9”, “F22P10”, “F23P65”, “F26P92” nate dai genitori Vitis vinifera e varietà portatrici di geni di resistenza naturali.
Il materiale, frutto di 12 anni di paziente e costante attività incrocio nell’ambito del programma di miglioramento genetico della vite, sarà presto messo a disposizione degli operatori dal Consorzio Innovazione Vite, che gestirà il brevetto delle varietà. Ed ora questi incroci, identificati con semplici sigle, sono in attesa di ricevere un nome.
Accanto a queste 4 varietà il Consorzio CIVIT ha ottenuto l’iscrizione anche di un’altra varietà, il Pinot Regina dall’Istituto di Pècs in Ungheria e il portinnesto Georgikon 28 che mostra una buona tolleranza alla siccità e al calcare.
Le quattro varietà sono state scelte dai ricercatori tra oltre 700 piante ottenute per seme, selezionate per i caratteri di tolleranza alla peronospora e oidio e per la qualità a più riprese e in diversi ambienti. Ora sono in fase di selezione altre varietà “candidate” all’iscrizione provenienti da oltre 20 mila semenzali di cui ben 250 sono in costante osservazione.
Le caratteristiche delle quattro varietà FEM
Le varietà a bacca rossa F22P9 (Incrocio Teroldego x Merzling) e F22P10 (Incrocio Teroldego x Merzling) presentano caratteristiche di buona tolleranza nei confronti dei funghi peronospora e oidio, ma presentano anche un buon contenuto in antociani, con livelli di diglucosidi inferiore ai limiti legali ammessi nei vini, e polifenoli totali ed un ottimo rapporto zuccheri-acidi. Dalle loro uve si ottengono vini con buona corposità e consistenza e con un buon contenuto in tannini e aromi a gradevole nota floreale-fruttata.
Le varietà a bacca bianca F23P65 (incrocio Merzling x FR993-60) selezionata per le sue caratteristiche di acidità e pH adatte alla produzione di basi e vini spumanti, e F26P92 (incrocio Nosiola x Bianca) si caratterizzano per il diverso e complesso contenuto aromatico. Si ottengono vini freschi leggermente aromatici che ricordano le erbe aromatiche con note di frutta secca, di medio corpo e buona sapidità.
I vini ottenuti dalle quattro varietà sono stati prodotti nella cantina di microvinificazione afferente al Centro Trasferimento Tecnologico.
"Questo risultato ottenuto dai nostri ricercatori -spiega il presidente Mirco Maria Franco Cattani- è motivo di grande orgoglio per la FEM, perché contribuisce a sviluppare la selezione di nuove varietà, secondo natura, che migliorano la salubrità degli alimenti e dell'ambiente, anche grazie alla prevenzione dell'utilizzo di fitosanitari. L'evoluzione di analoghi contributi scientifici potrà fornire ulteriore impulso al settore agricolo, migliorando ulteriormente la qualità degli alimenti, che sono sinonimo della tradizione agricola".
Il Presidente di CIVIT, Enrico Giovannini, manifesta la propria soddisfazione per il traguardo raggiunto: “La soddisfazione è ancora maggiore, visto che questo risultato è stato ottenuto grazie all’impegno messo in campo da una squadra tutta trentina, il Consorzio dei vivaisti viticoli trentini assieme alla Fondazione Edmund Mach. Auspico, viste le ottime potenzialità, che queste varietà possano essere accolte con favore da parte del settore viticolo ed enologico”.
Potrebbero interessarti
Mondo Enoico
Vino italiano, giacenze in crescita a 41 milioni di ettolitri nei registri telematici
Il report ICQRF al 30 settembre 2026: il Veneto resta il primo serbatoio nazionale con il 24,9% del vino, trainato da Treviso e Verona. Balzo dei mosti (+50,5%) e dei vini nuovi ancora in fermentazione (+92,8%). Il Prosecco è la denominazione più detenuta con 3,3 milioni di ettolitri
23 ottobre 2026 | 11:00
Mondo Enoico
Potenziata la confusione vibrazionale contro la cicalina della Flavescenza dorata della vite
Due vigneti sperimentali in Trentino, nuovi emettitori e sistemi di alimentazione solare più efficienti per studiare una difesa sostenibile da Scaphoideus titanus. La ricerca sulla biotremologia ottiene intanto un riconoscimento internazionale con una pubblicazione su Nature Reviews Methods Primers
22 ottobre 2026 | 10:00
Mondo Enoico
Droni tra i filari: al via i test con droni d'avanguardia per il Progetto DROLig
Uno dei traguardi primari del Progetto DROLig è sviluppare un sistema di distribuzione adattato alle complesse caratteristiche territoriali locali, spesso segnate da forte pendenza, terrazzamenti e continui cambiamenti di tipologia del suolo e della vegetazione
18 ottobre 2026 | 10:00
Mondo Enoico
Gestione della peronospora della vite in un'annata di forte pressione del fungo
In due annate di prove la strategia biologica che ha funzionato meglio ha combinato il lievito PT22AV (formulato YSY®), rame proteico ed estratti vegetali, con applicazioni avviate già dalle prime fasi vegetative. Serve prevenzione precoce e miscele a più meccanismi d’azione, non il singolo prodotto
16 ottobre 2026 | 12:00
Mondo Enoico
Grande Franciacorta: la proposta per un nuovo distretto sostenibile del vino in Lombardia
Uno studio dell'Università di Scienze Gastronomiche propone di unire Franciacorta e Oltrepò Pavese sotto un'unica denominazione, "Grande Franciacorta", per coniugare crescita, sostenibilità ambientale e competitività sui mercati internazionali
12 ottobre 2026 | 16:00
Mondo Enoico
Virus della vite e potenziale enologico: sfatato il mito del miglioramento qualitativo
Analizzato l'impatto delle infezioni virali multiple (GPGV, GFLV, GLRaV-1 e GLRaV-3) sul Pinot grigio. Le coinfezioni virali compromettono gravemente la resa e il profilo metabolico del mosto, con ripercussioni significative anche sulle performance fermentative e sulle caratteristiche organolettiche del vino
06 ottobre 2026 | 15:00