Mondo Enoico
Attenzione all'utilizzo di troppa anidride solforosa prima dell'imbottigliamento del vino
Occorre cercare di ridurre il più possibile l'ingresso di ossigeno in bottiglia senza pretendere di sostituire l'azione ossidante con l'effetto protettivo dell'anidride solforosa. Al contrario di quanto si pensi, infatti, l'effetto potrebbe essere l'opposto
15 luglio 2016 | R. T.
Non è infrequente che, in fase di imbottigliamento del vino bianco, si utilizzino concentrazioni più elevate di anidride solforosa per compensare l'ingresso di ossigeno.
La pratica, però, presenta molti più rischi di quanto si pensi, specie se si è utilizzato glutatione nelle fasi enologiche precedenti.
Il glutatione o GSH è un tripeptide con proprietà antiossidanti, costituito da cisteina e glicina, legate da un normale legame peptidico. L'Istituto San Michele All'Adige ha rilevato come l'utilizzo di glutatione possa migliorare la gradevolezza dei profili aromatici del Sauvignon Blanc, mantenendo sostanze gradevoli con aromi agrumati quali il pompelmo, che rappresentano le caratteristiche note fruttate di un vino fresco.
Uno studio Nomacorc ha testato dodici vini bianchi provenienti da sei vitigni italiani, che sono stati imbottigliati con diversi livelli di ossigeno: con inertizzazione dello spazio di testa e l'utilizzo di tappi meno permeabili da una parte e senza inertizzazione e bottiglie non completamente riempite dall’altra.
I risultati mostrano l'impatto negativo dell’accoppiamento zolfo-ossigeno sul glutatione (GSH). A contatto con l'ossigeno, il glutatione reagisce e viene convertito in un composto disolfuro, il GSSG. Questa reazione è completamente reversibile. Al contrario, in presenza di SO2, il GSSG viene solfonato a sua volta.
In questo modo il glutatione è definitivamente imprigionato, essendo questo meccanismo irreversibile.
Ci si aspetterebbe l'effetto cumulativo di glutatione e SO2, ed invece il risultato è opposto e il potenziale antiossidante totale diminuisce.
Ma lo studio va oltre, poiché i ricercatori hanno anche evidenziato l'impatto di zolfo e ossigeno nel processo di invecchiamento precoce di vino. La loro azione combinata provoca la solfonazione di un composto derivato dal triptofano, un aminoacido presente nell’uva.
Questa molecola solfonata è nota per essere il precursore del 2-aminoacetofenone (cera, naftalina), che contribuisce al precoce invecchiamento del vino.
In conclusione, questo lavoro insiste sulla necessità di limitare l'ossigeno all’imbottigliamento, anziché cercare di compensare quantità di ossigeno troppo elevate durante l’imbottigliamento con aggiunta supplementare di zolfo.
Potrebbero interessarti
Mondo Enoico
Vini bianchi italiani, ecco la mappa sensoriale delle varietà autoctone
Un nuovo studio scientifico definisce il primo lessico condiviso per 18 vini monovarietali italiani: uno strumento destinato a cambiare produzione, comunicazione e valorizzazione del patrimonio vitivinicolo nazionale
01 maggio 2026 | 12:00
Mondo Enoico
Autolisi dei lieviti enologici per vini bianchi e spumanti
Basi biochimiche, implicazioni tecnologiche e prospettive innovative dell'autolisi dei lieviti, con il rilascio di composti organici capaci di modificare profondamente il profilo chimico e sensoriale del vino
20 aprile 2026 | 14:00
Mondo Enoico
Troppo vino nelle cantine italiane: 55,9 milioni di ettolitri
Il 56,5% del vino in Italia è detenuto nelle regioni del Nord. Il 53,9% del vino in giacenza è a DOP, di cui il 48,7% vini bianchi e il 48,4% vini rossi. Le prime 20 denominazioni contribuiscono al 58,3% del totale delle giacenze di vini a IG
14 aprile 2026 | 11:00
Mondo Enoico
Vino italiano, la sfida è salire di fascia: i Premium reggono la crisi e guidano la crescita globale
Nonostante il calo delle importazioni, i vini tra 8 e 50 euro crescono più del resto del mercato. Per l’Italia la chiave è aumentare il peso del segmento alto e puntare su nuovi mercati emergenti
13 aprile 2026 | 08:30
Mondo Enoico
Il tasso annuale di crescita del mercato del vino frmo al 3%
Il mercato globale del vino è stimato avere un valore di circa $360 miliardi nel 2025 che dovrebbe diventare circa $370 miliardi a fine anno. Stati Uniti, Germania e Regno Unito, primi tre mercati di destinazione, rappresentano quasi il 50% dell’export italiano di vini
11 aprile 2026 | 13:00
Mondo Enoico
La qualità sensoriale dei vitigni PIWI: prospettive per una viticoltura sostenibile
Merlot Kanthus ha evidenziato il contenuto zuccherino più elevato, mentre Merlot Khorus ha mostrato valori inferiori di zuccheri ma anche un pH più basso, cioè una maggiore acidità potenziale. I vini da Merlot Kanthus e Merlot Khorus sono risultati mediamente più graditi rispetto al Merlot classico
31 marzo 2026 | 14:00