Mondo Enoico

Il fattore astringenza nel marketing vitivinicolo

La sensazione di astringenza tipica dei vini rossi ha una correlazione con disturbi gastrici e quindi presenta un impatto sul marketing vitivinicolo e sulle vendite. Tipologia e dimensione dei tannini sono importanti ma c'è anche un fattore soggettivo

03 dicembre 2011 | Alberto Grimelli

I tannini sono importanti al fine di caratterizzare un vino, in particolare rosso. Conferiscono a questo struttura e corpo, ovvero due degli elementi essenziali per tale prodotto.

I tannini sono tuttavia anche correlati con la sensazione di astringenza che non sempre è gradita al consumatore anche perchè associata, spesso a disturbi gastrointestinali.

In effetti la letteratura scientifica riporta la correlazione tra questi due parametri, avendone anche indagato la ragione. Risulta, infatti, che i tannini, per la propensione a legarsi con le proteine, possano avere un effetto di denaturazione degli enzimi gastrici e intestinali, con la conseguenza di portare a un affaticamento digestivo.

La correlazione tra astringenza e disturbi gastrointestinali non è però oggettiva ma assai soggettiva e dipende dal tipo e dalla quantità di proteine del cavo orale di ciascuno.

Infatti i tannini, legandosi con tali proteine del cavo orale, aumentano la sensazione di astringenza, fornendo indicazioni al consumatore sulle ripercussioni per la digestione.

Naturalmente vi sono molti altri fattori che possono influire sulla sensibilità all'atringenza e tra questi ricordiamo la presenza di polisaccaridi e zuccheri residui, la concentrazione delle molecole più piccole, come antociani e catechina, l'acidità e la concentrazione di etanolo.

Considerando l'importanza assunta dall'astringenza, in particolare nei nuovi mercati, nel marketing vitivinicolo lo studio dei fattori che possono portare ad avvertirla è determinante per intervenire in cantina in maniera efficace.

Innanzitutto è bene dire che la piccola percentuale di tannini idrolizzabili che vengono estratti dalle botti o barrique o chips durante l'affinamento difficilmente possono contribuire alla sensazione di astringenza che invece trova la sua origine soprattutto nei tannini condensati dalle vinacce ed estratti prima della fermentazione.

I tannini presenti nella buccia dell'uva sono molto diversi e costituiti da lunghe catene polimeriche che vanno da 3 a 83 subunità di flavanoli.

Se maggiori concentrazioni di tannini sono risultati correlati direttamente con aumenti percepiti

astringenza, le differenze nelle strutture di tannino hanno dimostrato di avere un impatto sostanziale

sulla efficacia di legame alle proteine e quindi anche sulla percezione di astringenza.

Maggiore è la dimensione e il peso molecolare dei tannini e tanto maggiore sarà la loro propensione a interagire con le proteine del cavo orale, senza considerare che tannini complessi hanno la tendenza a una maggiore integrazione tra loro, formando polimeri ancora più complessi. E' tuttavia stato dimostrato che esiste una soglia massima per la dimensione delle molecole tanniche oltre la quale i meccanismi di legame con le proteine del cavo orale non sembrano più funzionare. Allo stesso modo la presenza di antociani, nel complesso tannico, paiono avere un effetto di riduzione della capacità di legame delle proteine. Da sottolineare, infine, che tannini di ridotta dimensione molecolare, oltre a conferire la sensazione di astringenza, sono correlati con quella di amaro.

Andando ad esaminare gli altri fattori che influiscono sulla sensazione di astringenza dobbiamo evidenziare come a più elevate concentrazioni alcoliche corrisponda una minore sensazione di ruvidità. Al contrario con pH più acidi, probabilmente a causa della maggiore presenza di singoli acidi organici come l'acido malico, lattico e tartarico. La temperatura di servizio del vino ha un impatto minimo sulla sensazione di astringenza. Una presenza di polisaccaridi o zuccheri residui possono invece ridurla perchè tendono a legarsi con i tanni, formando polimeri di grandi dimensioni che tendono a precipitare già in bottiglia.

In generale, quindi, in presenza di vini astringenti, prima di immetterli sul mercato, potrebbe essere utile valutare l'opportunità di interventi enologici, come la microssigenazione, che tendono a ossigenare questi composti, rendendo più difficile la loro interazione con le proteine del cavo orale.

Ancor prima, una maggiore estrazione antocianica dalle bucce, può produrre polimeri complessi non percepiti come ruvidi dal consumatore.

Considerando le ultime tendenze di mercato tendiamo invece a scoraggiare l'aumento della gradazione alcolica quale mezzo per ridurre la sensazione di astringenza.

Potrebbero interessarti

Mondo Enoico

Viticoltura biologica, un punto tecnico su gestione e difesa

Dalle sperimentazioni della Fondazione Edmund Mach arrivano nuove indicazioni per rendere più resilienti i vigneti biologici: sovescio, inerbimento controllato e curetage contro il mal dell’esca al centro delle prove sul campo

22 agosto 2026 | 10:00

Mondo Enoico

Quando la grandine colpisce la vite: il LiDAR svela il ruolo protettivo della chioma

Un recente studio condotto dall'Università di Udine ha utilizzato un robot mobile equipaggiato con sensore LiDAR per monitorare in tempo reale gli effetti di una violenta grandinata su un vigneto di Merlot. I risultati mostrano che la chioma nella zona basale, quella che ospita i grappoli, svolge un'azione protettiva fondamentale, riducendo significativamente il danno

20 agosto 2026 | 13:00

Mondo Enoico

Enoturismo in Italia: nasce il viaggiatore Eno-Slow che unisce vino, lentezza e sostenibilità

Un'indagine dell'Università di Palermo rivela il volto inedito del turista del vino: non più solo un appassionato in cerca di degustazioni, ma un viaggiatore consapevole che unisce la passione enologica alla filosofia dello slow tourism, desideroso di autenticità, natura e connessioni profonde con il territorio

14 agosto 2026 | 11:00

Mondo Enoico

Vitigni sostenibili e innovativi, ecco il mondo PIWI

Circa 40 varietà di vite tolleranti alle principali malattie fungine, una trentina delle quali frutto del miglioramento genetico della Fondazione Edmund Mach. Al centro della ricerca anche l’adattamento ai cambiamenti climatici e l’impiego delle uve resistenti nella spumantizzazione

10 agosto 2026 | 15:30

Mondo Enoico

Agrivoltaico in vigneto: quando l’ombra dei pannelli solari migliora l’uva

L’integrazione tra fotovoltaico e viticoltura nel progetto pugliese della “Vigna Agrivoltaica di Comunità” dimostra che la tecnologia può proteggere le vigne dal caldo estremo, migliorare la qualità del vino e generare energia pulita. I risultati delle sperimentazioni universitarie confermano un aumento della resa e un profilo aromatico più complesso

04 agosto 2026 | 15:00

Mondo Enoico

Endofiti della vite: una promettente alternativa sostenibile ai prodotti fitosanitari

Il potenziale di batteri e lieviti endofiti come agenti di biocontrollo contro Botrytis cinerea, esplorando la loro interazione con la pianta ospite e la compatibilità con i trattamenti convenzionali

31 luglio 2026 | 12:00

Commenta la notizia

Per commentare gli articoli è necessario essere registrati

Accedi o Registrati