Mondo Enoico
Caratteristiche enologiche dei lieviti in commercio
Ogni ceppo ha un suo comportamento caratteristico di fermentazione, in più la produzione influisce sulla qualità dei lieviti. Ecco le caratteristiche di 11 lieviti commerciali
03 settembre 2011 | Ernesto Vania
Il Centro di Sperimentazione Laimburg ha svolto il test annuo dei lieviti selezionati più importanti della produzione di vino.
Si tratta di un controllo di qualità dei lieviti effetuato dal Centro Laimburg.
Andreas Putti: “Il test è diretto a stabilire le fondamentali caratteristiche enologiche dei preparati, ossia il rapido avvio di fermentazione, il suo completamento in tempi ragionevoli o una bassa produzione di acido acetico. Lo scopo del controllo è quello di testare le caratteristiche più importanti dei lieviti per i produttori di vino che sono di importanza per la vinificazione a seconda le priorità del produttore.”
Ogni ceppo di lievito ha un suo comportamento caratteristico di fermentazione, in più la produzione influisce sulla qualità dei lieviti. Quindi bisogna esaminare i lotti di produzione attuali per avere indicazioni su disturbi di fermentazione etc.
11 i lieviti testati nel 2011.
Quattro mosti congelati, a suo tempo solfitati e chiarificati in modo statico, sono stati trasferiti in bottiglie da 0,5 litri, inoculati con i preparati secondo le indicazioni riportate sulle confezioni dei prodotti e posti in un incubatore a 21 °C. I lieviti sono stati reidratati a 32 °C per 15 minuti e successivamente aggiunti ai 4 mosti. La perdita netta giornaliera di peso (corrispondente all’emissione di anidride carbonica) fornisce l’indice di attività fermentativa.

Lo scopo di questo controllo dei lieviti non è quello di stabilire quale sia il migliore, ma di verificare le fondamentali caratteristiche enologiche dei preparati, ossia il rapido avvio di fermentazione, il suo completamento in tempi ragionevoli, la presenza di piccole quantità di zuccheri riduttori a fine fermentazione, una bassa produzione di anidride solforosa e di acido acetico. I lieviti che soddisfano questi requisiti si differenziano ulteriormente - in modo più o meno marcato - per quanto riguarda la sintesi di sostanze aromatiche e gustative, ma questo aspetto non viene valutato da questo test. L’esperienza dimostra che le capacità fermentative di un prodotto non dipendono solo dal ceppo di lievito ma anche dal lotto di produzione. Questo fatto rende necessario il controllo annuale dei preparati.
Il numero delle cellule vive per grammo di prodotto testato quest’anno è compreso tra 24 e 89 miliardi. La vitalità del preparato si considera soddisfacente, quando in esso sono presenti almeno 20 miliardi di cellule vive per grammo e, al di sopra di tale valore, le differenze che sussistono fra i vari preparati non sembrano avere una grande importanza ai fini del successo della fermentazione. La percentuale di cellule morte sul totale per grammo riscontrata nei preparati analizzati nel 2011 varia tra il 3,2 % e il 12,8 %. Il contenuto in cellule morte dipende molto dalle modalità di essiccazione della coltura di lieviti. Un valore più alto riscontrato va interpretato tenendo in considerazione il numero totale di cellule vive.

Dato che il comportamento dei lieviti dipende anche dal loro substrato, l’andamento fermentativo e i risultati analitici dei vini vanno interpretati separatamente per ogni singolo mosto. L’analisi statistica dei dati fornisce degli intervalli di confidenza per i singoli mosti con una probabilità del 99 %. Questo permette di evidenziare valori che si scostano dal comportamento del gruppo dei lieviti testati in modo tendenzialmente sfavorevole per l’enologo (evidenziati in rosso e grassetto) o tendenzialmente favorevole (evidenziati in verde e grassetto). Un eventuale scostamento va giudicato caso per caso, ad esempio i lieviti che producono anidride solforosa in quantità eccessive non favoriscono la successiva fermentazione malolattica, mentre possono essere meno problematicamente impiegati in vinificazioni in bianco. Anche bassi valori di Azoto prontamente assimilabile (APA) residuo possono ostacolare la fermentazione malolattica. Allo stesso modo i lieviti che evidenziano andamenti fermentativi lenti sono da evitare nelle fermentazioni di mosti poveri di sostanze nutritive.


L’avvio della fermentazione è stato valutato in base alla perdita di peso a due giorni dall’inoculo. Il completamento della fermentazione alcolica invece è stato giudicato in base al contenuto in zuccheri residui a fine fermentazione, e in ogni caso non oltre i 21 giorni. La durata di fermentazione invece indica i giorni di fermentazione, indipendentemente se la trasformazione degli zuccheri era completa o meno.




Potrebbero interessarti
Mondo Enoico
Vendite in calo e mercato più selettivo: il vino italiano chiude un 2025 difficile
Export in frenata, consumi nazionali in contrazione. Meglio resistono spumanti e vini premium, mentre le piccole imprese soffrono di più. Il settore guarda al futuro con diversificazione e nuovi mercati
22 maggio 2026 | 13:00
Mondo Enoico
Vino globale in crisi: consumi in calo del 2,7%, superficie vitata in contrazione per il sesto anno
A pesare sono l’evoluzione degli stili di vita, il cambiamento delle abitudini sociali e i mutamenti generazionali, insieme a tensioni geopolitiche, interruzioni commerciali e spinte inflazionistiche. Calo dei vigneti legato ai sussidi per l’estirpazione in Francia e Spagna
18 maggio 2026 | 16:00
Mondo Enoico
Venduti solo 3 milioni di ettolitri di vino italiano ad aprile
Sono ancora 52,5 milioni gli ettolitri di vino in giacenza, inferiori del 6,0% rispetto allo scorso 31 marzo 2026 e superiori del 5,6% rispetto al 30 aprile 2025. Il 54,4% del vino in giacenza è a DOP, in prevalenza rosso
14 maggio 2026 | 13:00
Mondo Enoico
Siccità e caldo influenzano la peronospora della vite: gli scenari per il viticoltore
Sebbene gli stress abiotici e biotici siano spesso studiati separatamente, in vigneto si verificano simultaneamente. Una recente ricerca ha analizzato l’effetto combinato di siccità, ondate di calore e infezione da peronospora, rivelando interazioni complesse tra meccanismi fisici e biochimici
11 maggio 2026 | 14:00
Mondo Enoico
Risposte fenologiche della vite al riscaldamento invernale nel Sud Italia
L’aumento delle temperature invernali sta alterando i cicli dormienti della vite, esponendola a rischi crescenti di gelate primaverili. Correlazione significativa tra l’anticipo di germogliamento, l’idratazione del fusto e il consumo delle riserve amilacee
06 maggio 2026 | 15:00
Mondo Enoico
Vini bianchi italiani, ecco la mappa sensoriale delle varietà autoctone
Un nuovo studio scientifico definisce il primo lessico condiviso per 18 vini monovarietali italiani: uno strumento destinato a cambiare produzione, comunicazione e valorizzazione del patrimonio vitivinicolo nazionale
01 maggio 2026 | 12:00