Mondo Enoico

CON "VINIPLUS" UNA GRANDE OPPORTUNITA' PER LE AZIENDE VITIVINICOLE

L'Ais Lombardia sta avviando una importante iniziativa che coinvolgerà i produttori dell'intera regione. Si tratta di un utile vademecum che metterà in risalto le produzioni enologiche più significative. Secondo Luca Bandirali la qualità non si limita alla sola sfera edonistica, e neppure si basa sul prezzo fine a se stesso

11 dicembre 2004 | Luigi Caricato

Con il progetto “Viniplus” si apre una nuova visione della realtà. Però, attenzione: non si tratta di un semplice slogan. Provate a leggere la conversazione tra me e il presidente dell’Ais Lombardia Luca Bandirali. Comprenderete che intorno all’iniziativa di cui si riferisce si vanno prospettando contenuti solidi, certezze concrete e tangibili, non vuote e vane parole: flatus voci, come dicevano opportunamente i latini.
“Viniplus” è dunque un progetto inerente al mondo del vino, i cui frutti si raccoglieranno ben presto in un volume. Ma di questo si leggerà nel corso dell’intervista; ora, permettetemi tuttavia alcune osservazioni.
Chi conosce bene il personaggio – perché tale risulta essere Bandirali, giacché così attivo, lucido e determinato negli obiettivi che vuol raggiungere – sa che la sua presenza all’interno dell’Ais non è affatto secondaria e trascurabile, non soltanto per la carica di presidente che riveste, ma soprattutto per il fatto che giunti alle porte del 2005 la storica associazione compirà ben quarant’anni di attività istituzionale nell’ambito di una regione che ha saputo rispondere egregiamente ad ogni sollecitazione. In Lombardia le varie iniziative provinciali hanno conosciuto grandi consensi di pubblico nelle tante proposte avanzate nel tempo, tra eventi, corsi e numerose altre manifestazioni. Lo dimostrano i 5.000 iscritti, che rappresentano un vero record – finora ineguagliato – sull’intero territorio nazionale. Non è poco. E’ il segno evidente che le idee sono state tradotte in realtà. Ed ecco pertanto le ragioni di un progetto inedito che non lascia nulla di intentato, dimostrando di essere un’operazione nuova e propositiva, capace di contribuire fattivamente a ridare un nuovo volto a una viticultura e a una enologia che, visti i tempi, necessitano senz’altro di nuovi stimoli per rilanciarsi.

Il presidente Ais Lombardia Luca Bandirali

L’Ais Lombardia nel nome della qualità, possiamo dire. Da quanto mi ha accennato, lo si può oramai affermare senza più alcuna esitazione. E’ vero, Presidente?
E’ verissimo, forse dinanzi al grande abuso che si è fatto intorno al termine qualità, l’osservatore esterno può rimanere indifferente o persino titubante, ma il concetto di qualità resta la chiave di volta per rilanciare un comparto vitivinicolo in tempi non certo facili.

Da qui dunque – anche a fronte del grande successo di adesioni riscontrato con i corsi per sommeliers – la volontà di lasciare un segno importante, a ridosso del quarantennale dalla fondazione dell’Ais...
Sì, siamo animati da uno spirito di novità. Non dico rivoluzionario, perché non è vero. Ma, lei sa bene, il semplice apporto di un elemento di novità, contribuisce a dare una significativa sferzata.

Per questo ha voluto creare la novità “Viniplus”, un progetto di qualificazione della produzione enologica lombarda in grado di promuovere concretamente, nei fatti, un mondo, qual è quello vitivinicolo, che ha vissuto per troppo tempo in una dimensione puramente esteriore ed illusoria...
Sì, “Viniplus” è un’idea che reputo vincente e che seguo con grande impegno da qualche anno. L’ho voluta sperimentare di volta in volta con i miei più stretti collaboratori, in modo da verificarne la portata e la validità. Oggi, dopo le prime valutazioni sul campo, ritengo sia giunto il momento per il grande salto, rendendo possibile ciò che sulla carta corrisponde alle aspettative di molte aziende.

Si sa cosa vogliano le aziende. Dimostrare che i propri sforzi siano evidenti e compresi da un esteso pubblico di addetti ai lavori, di operatori commerciali, di fruitori professionali del prodotto vino. Non solo, intendono anche coinvolgere per quanto possibile l’ampio e variegato mondo dei consumatori. Non è vero?
Sì, è così. Le aziende che hanno investito in qualità con le proprie gambe, contando sui tanti sacrifici, sulle fatiche di ogni giorno, vogliono che i propri vini siano valutati con un occhio diverso. Hanno compreso quanto sia importante la strategia della comunicazione e del marketing, ma non vogliono restare ingessati in meccanismi fermi al solo aspetto dell’esteriorità. I produttori intendono perseguire la strada della qualità con un altro spirito, rispetto al passato.

Vogliono esattamente che la qualità si percepisca nel suo insieme e non solo sul piano della pura e semplice sensorialità. Non le pare?
Sì, perché c’è dell’altro. La qualità del vino non si rinchiude nella sola sfera edonistica; e nemmeno può essere confinata soltanto sul fronte del prezzo fine a se stesso...

Infatti, scoprendo che il mercato ha mutato corso in gran fretta, lasciando spesso l’amaro in bocca rispetto alla massiccia e insidiosa avanzata dei nuovi Paesi competitori, non sembrano nemmeno intravedersi delle vie d’uscita. O sbaglio?
E’ così, si tratta di una valutazione corretta e purtroppo vera. Non basta più accrescere il livello qualitativo delle produzioni enoiche, occorre inventarsi qualcosa di nuovo, soprattutto nella sfera della comunicazione. Che non significa limitarsi a diventare più abili nel lanciare un prodotto, sia chiaro. Occorre semmai fornire al marketing degli strumenti più efficaci e meno pretestuosi di quelli che si sono visti in questi anni. Ecco perciò “Viniplus”, uno strumento utile per quanti intendano valorizzare i propri vini attraverso una comunicazione corretta, seria e attendibile.

Una comunicazione anche di natura etica, se proprio vogliamo scomodare parole grosse e impegnative. “Viniplus” potrebbe definirsi come un tentativo di far comprendere – su un piano esclusivamente etico, come oggi si usa dire – ciò che per molti versi risponde alle esigenze di una società più evoluta e sensibile, attenta dunque a una dimensione che rispecchi le esigenze di naturalità, salute, benessere e tutela dell’ambiente e del paesaggio rurale, senza per questo escludere la valenza espressamente edonistica che il vino pure rappresenta egregiamente...
Sì, concordo completamente sul fatto che vi sia una certa impronta “etica” in “Viniplus”. E’ una parola grossa, è vero. Ed è per questo che bisogna stare attenti a impiegarla con cautela. Ma le premesse ci sono tutte. Il progetto confluirà in un apposito volume in uscita nell’aprile 2005, in occasione del Vinitaly, manifestazione in cui presenteremo i risultati del nostro operato. Dimostreremo con ciò la validità del progetto stesso, con i fatti e non più soltanto con le parole.

Quali sono i punti cardine e la metodologia su cui fa perno tale iniziativa?
Noi raccoglieremo le risposte che i produttori ci faranno pervenire con la compilazione di un apposito questionario. Ciò che emergerà in tutta evidenza sarà l’orientamento di fondo di ogni singola azienda. Si traccerà in particolare il profilo complessivo, considerando anche la tipologia di appartenenza, con i dati più rilevanti ed essenziali. Si approfondirà per l’esattezza la qualità strutturale stessa delle aziende, oltre che lo sforzo che queste intenderanno compiere per adeguarsi a uno specifico disciplinare di produzione. Dopo alcuni quesiti iniziali, le domande vertono su più fronti, da quello strettamente agronomico a quello inerente il processo di vinificazione, fino a concludersi con la fase di stoccaggio e imbottigliamento dei vini. Per tracciare tale profilo ci baseremo su dichiarazioni rese liberamente dalle aziende, confidando sulla reale corrispondenza al vero. Le risposte implicano però delle successive verifiche da parte nostra, con controlli da effettuare a campione, come è giusto che sia.

Le aziende dovranno rispondere al solo questionario?
Sì, dovranno rispedire debitamente compilato in ogni punto l’intero questionario. Poi si procederà a una valutazione delle schede, oltre che dei campioni di vino in un momento successivo. Il questionario di auto-certificazione sarà inviato per posta a tutte le aziende lombarde, ma potrà essere richiesto anche via e-mail o si può scaricare direttamente dal sito Internet di Ais Lombardia (link esterno). A parte comunque la questione puramente organizzativa (si potranno chiedere ulteriori informazioni telefonando in segreteria, al numero 02.29010107), va in ogni caso ribadito che dalle risposte che riceveremo sarà possibile cogliere il grado di sensibilità delle aziende vitivinicole lombarde nei confronti dell’ambiente e del concetto di “sano”; si individueranno così quelle aziende che, oltre a produrre un buon vino, sono anche intenzionate a lavorare nel rispetto dell’ambiente e del territorio in un sistema di filiera che sia a tutti gli effetti eco-sostenibile. Nel vademecum saranno dunque segnalate le aziende conformi al profilo “Viniplus”. Sarà a tutti gli effetti una “certificazione” in cui si attesta la rispondenza delle aziende a una determinata filosofia produttiva. Le aziende inserite nel vademecum ottengono già in tal modo un primo e significativo riconoscimento. Il nostro augurio è che molte delle aziende lombarde entrino a far parte del progetto di qualificazione “Viniplus”. L’aggiornamento dei dati sarà annuale, con puntuali verifiche effettuate sul campo, proprio per accertare la rispondenza ai requisiti richiesti. A questa pre-selezione ne segue poi un’altra, che poggia su tre distinti livelli di giudizio: bontà del vino prodotto, piena adesione al concetto di “sano”, buon rapporto qualità-prezzo. E’ ovvio che si terrà anche in considerazione il numero di bottiglie complessivo prodotto in cantina, in modo da evitare che un’azienda certificata “Viniplus” immetta poi sul mercato solo poche migliaia di bottiglie con un profilo alto, lasciando per contro fuori dai canoni “Viniplus” la gran parte della produzione.

Si tratta solo di questo o c’è dell’altro?
C’è dell’altro, perché non ci fermeremo solo a fotografare le singole realtà produttive, stabilendo il loro grado di sensibilità verso certi temi forti che fanno oggi la differenza, offrendo così quel “plus” di valore in relazione ai prodotti presenti sul mercato. Con “Viniplus” si premia anche la bontà organolettica, com’è d’altra parte consuetudine della nostra specifica professione di sommeliers.

Mi pare di capire che il progetto “Viniplus” si delinei come una sorta di vademecum, uno strumento utile per chi voglia scegliere le aziende, e i vini che queste producono, non più in base ai criteri consueti, lasciati alla sola sfera decisionale dei vari selezionatori di prodotto e dei curatori di guide. Qui l’elemento di novità è invece nel profilo stesso dell’azienda, la quale viene valutata nel suo insieme, unitamente alla qualità organolettica dei vini...
Esatto, le aziende saranno valutate secondo un quadro di riferimento assai più ampio del solito. Ciascun produttore ci segnalerà il vino o i vini che riterrà più rappresentativi e conformi alle richieste del questionario. Naturalmente i vini di punta segnalati dovranno per forza di cose essere facilmente reperibili sul mercato, rappresentando di conseguenza una quota percentuale significativa rispetto al totale della produzione dichiarata.

La caratteristica del progetto “Viniplus” la si vuol fondare sulla collegialità delle valutazioni...
Sì, perché i vini che ciascuna azienda riterrà più rappresentativi saranno poi degustati e valutati collegialmente, in modo da essere poi inseriti nel libro. A valutarli sarà in particolare una ristretta commissione di degustatori, in rappresentanza dei delegati provinciali dell’Ais Lombardia. Questo tipo di approccio varrà per la sola prima edizione del libro, perché a pubblicazione avvenuta “Viniplus” diventerà invece l’esito dei giudizi dei 5.000 soci residenti in regione, regolarmente iscritti all’Ais. Le loro valutazioni costituiranno un importante punto di partenza per premiare i vini con maggiore gradimento.

Ma chi entrerà a far parte del vademecum a marchio “Viniplus”?
Le aziende che rispondendo al questionario sono in sintonia con i parametri di qualità previsti da “Viniplus”. Ripeto: le aziende saranno valutate dapprima secondo il profilo generale che emerge dalle risposte che ci forniranno. In questo modo avremo peraltro una presenza più o meno ampia, largamente rappresentativa della realtà produttiva lombarda. Le valutazioni che seguiranno alla prima fase di selezione, terranno invece conto di tre aspetti chiave, determinanti: il primo: la “bontà” dei vini prodotti; il secondo: l’aderenza al concetto di “sano”; il terzo: il buon rapporto qualità-prezzo.

Per concludere, diamo dei punti fermi circa il lancio del progetto “Viniplus”...
A Verona ci sarà come già detto la presentazione ufficiale, a pubblicazione avvenuta. Oltre alle consuete comunicazioni agli organi di stampa, si distribuirà la pubblicazione quale allegato al periodico “Ais Lombardia News” e nel circuito tradizionale delle librerie. A partire da aprile 2005 i nostri soci potranno direttamente votare i prodotti che ritengono essere i più interessanti e validi. Lo potranno fare fino a ottobre, con la possibilità peraltro di visitare le aziende selezionate nel vademecum.

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