Legislazione

Le Regioni modificano il decreto DAO extravergine: tracciabilità estesa anche agli oli d'oliva esteri

Le Regioni modificano il decreto DAO extravergine: tracciabilità estesa anche agli oli d'oliva esteri

Intesa tra gli assessori regionali all’Agricoltura e il ministro Lollobrigida sul documento di accompagnamento olivicolo. Confermati i tre giorni per le registrazioni sul SIAN, mentre arrivano nuovi obblighi per olive e oli comunitari ed extracomunitari. Restano dubbi operativi per la filiera, in attesa del manuale ICQRF

17 ottobre 2026 | 11:00 | R. T.

Il decreto ministeriale sul documento di accompagnamento olivicolo (DAO) cambia ancora. Nella serata di giovedì 15 ottobre, gli assessori regionali all’Agricoltura, insieme al ministro Francesco Lollobrigida, hanno licenziato il provvedimento con alcune modifiche rispetto alla versione predisposta dall’ufficio legislativo del Masaf. Un'intesa che però è stata raggiunta a fatica con numerose spaccature al voto sui singoli punti del provvedimento, dal passaggio da 6 a 3 dei giorni per la registrazione sul SIAN fino all'estensione del DAO per oli esteri. L’ultimo passaggio è atteso nella Conferenza Stato-Regioni del 22 ottobre, prima della formalizzazione definitiva.

La novità più immediata riguarda le registrazioni nel registro telematico dell’olio SIAN: viene confermata la riduzione da sei a tre giorni dei termini concessi agli operatori. La misura entrerà in vigore dal giorno successivo alla pubblicazione del decreto ministeriale sul sito del Masaf.

Tracciabilità estesa a olive e oli esteri

Le modifiche concordate puntano a colmare una lacuna nella tracciabilità telematica delle olive e degli oli provenienti da altri Paesi dell’Unione europea e da Paesi terzi. L’obbligo di emissione del DAO per questi prodotti ricadrà sull’acquirente delle olive o dell’olio, che dovrà trasmettere il documento al venditore e allo spedizioniere.

Per ogni stabilimento e deposito dovrà inoltre essere conservata un’apposita sezione del registro telematico contenente i DAO emessi dall’acquirente. L’obiettivo è rendere tracciabili i movimenti delle partite anche quando l’operazione coinvolge operatori e prodotti che non rientrano nei consueti flussi nazionali.

L’estensione degli obblighi agli oli comunitari ed extracomunitari rappresenta uno degli elementi più rilevanti della nuova formulazione, perché interviene sulla ricostruzione documentale dei flussi commerciali e sulla possibilità di effettuare controlli lungo la filiera.

Esenzioni per gli olivicoltori

Il testo modificato prevede alcune esclusioni dall’obbligo di DAO. Non dovrebbero essere tenuti a emettere il documento gli olivicoltori che trasportano le olive dai propri campi a centri di stoccaggio o frantoi situati entro un raggio di 40 chilometri.

L’esenzione dovrebbe riguardare anche i produttori destinati all’autoconsumo, con una produzione non superiore a 350 chilogrammi di olio per campagna di commercializzazione, già esentati dalla costituzione del fascicolo aziendale.

Il decreto collega infatti l’emissione del DAO all’interoperabilità tra fascicolo aziendale e registro telematico. Proprio questo requisito rende necessario definire con precisione il perimetro degli operatori interessati, soprattutto nei casi in cui il fascicolo aziendale non sia obbligatorio.

DAO e DDT, restano le questioni aperte

Nonostante le modifiche, il provvedimento lascia irrisolti alcuni aspetti applicativi. Il testo non stabilisce l’equivalenza tra il documento di trasporto (DDT) e il DAO, né dispone espressamente che quest’ultimo debba essere esibito insieme al DDT durante i controlli su strada.

La questione non è secondaria. In presenza di dati discordanti tra i due documenti, potrebbero emergere contestazioni sulla natura della merce trasportata, sulla sua classificazione commerciale o sulla corrispondenza tra la partita fisica e quella registrata telematicamente. È il caso, per esempio, di un carico accompagnato da un DDT che indica una categoria merceologica dell’olio diversa da quella riportata nel DAO.

Il coordinamento tra i due strumenti documentali diventa quindi un passaggio decisivo per evitare sovrapposizioni, incertezze interpretative e possibili difficoltà durante i controlli.

Attesa per il manuale ICQRF

Una parte delle questioni dovrebbe trovare risposta nel manuale operativo che l’ICQRF è chiamato a predisporre in base all’articolo 2 del decreto. Lo stesso articolo contempla anche una procedura provvisoria sul sistema SIAN, destinata a disciplinare l’avvio operativo del nuovo sistema.

Resta da chiarire come saranno gestite concretamente le diverse casistiche, quali controlli verranno effettuati e come dovranno comportarsi gli operatori in presenza di documentazione non perfettamente coincidente. La definizione delle procedure sarà determinante per trasformare gli obblighi normativi in adempimenti concretamente applicabili.

Nel frattempo, le novità stanno creando preoccupazione lungo la filiera, in particolare tra i frantoiani, che hanno già avviato la campagna olearia. La necessità di adeguare le procedure amministrative mentre sono in corso il ricevimento delle olive, la molitura e la movimentazione dell’olio rende urgente la pubblicazione di istruzioni chiare e definitive.

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