Legislazione

Nuove regole per l'omologazioni dei trattori nell'Unione europea

L’obiettivo principale della legge, costituita da 78 articoli, è quello di unificare e semplificare tutte le procedure in materia di omologazione dei mezzi agro-forestali

29 settembre 2017 | Marcello Ortenzi

Fra qualche mese i trattori agricoli a ruote dovranno risultare omologati in tutta l'Unione Europea superamento delle vecchie regole. Dal 1° gennaio 2018, infatti, entrerà in vigore pieno il regolamento 167/2013 (Mother Regulation) che raccoglie in un unico grande provvedimento il pacchetto di norme UE relative all’omologazione di trattori agricoli fabbricati a partire dal 1° gennaio 2016. Quindi, per quanto riguarda impianti frenanti, sicurezza funzionale, sterzo, ganci traino, masse massime a carico, masse rimorchiabili, dimensioni e velocità massime dovranno essere conformi in tutta Europa comunitaria. La finestra di due anni (2016 – 2018) è stata prevista per consentire alle grandi aziende costruttrici di adattarsi gradualmente alle nuove prescrizioni. L'obbligo di uniformarsi al regolamento non riguarda R-Rimorchi, S-Attrezzature intercambiabili trainate, C-trattori a cingoli, T4.1/2-trattori a ruote per uso speciale ed esemplari unici per i quali il costruttore è libero di scegliere tra l'omologazione nazionale oppure quella europea.

L'elaborato è il risultato di un percorso che ha coinvolto i maggiori esperti del settore, supportando i legislatori che hanno così potuto approfondire le esigenze e problematiche di quest’ambito. L’obiettivo principale della legge, costituita da 78 articoli, è quello di unificare e semplificare tutte le procedure in materia di omologazione dei mezzi agro-forestali, per meglio garantirne la sicurezza funzionale e allineare il mercato agromeccanico comunitario nella direzione della competitività. Un impegno particolare è avvenuto in tema di sicurezza. C’è stato un grande lavoro sull’impianto di frenatura (con un atto delegato completamente dedicato, RVBR - Reg. 68/2015), sulla postazione di guida ed i comandi, migliorati nel segno dell’ergonomia e del confort di guida; e sulla sicurezza dell’operatore, più tutelato e salvaguardato in ogni fase del suo lavoro. Si evidenziano anche le prescrizioni costruttive e funzionali e quelle per rispettare l’ambiente, riferite alle emissioni acustiche e di scarico.

Degno di nota è anche l'aspetto delle masse massime, ammissibili a pieno carico e per asse. Con la nuova omologazione si stabilisce che la massima massa a carico passa da 14 a 18 t per i mezzi a 2 assi, da 20 a 24 t per quelli a 3 assi e a 32 t per i veicoli a 4 assi. Questo è stato fatto per dare la maggiore sicurezza garantita dai sistemi di frenatura, divenendo di fatto equiparabile a quella dei veicoli stradali. In caso di accoppiata rimorchio e trattore, le maggiori masse a carico consentite valgono solo se entrambi i mezzi sono omologati secondo le nuove regole europee. Quindi, se uno dei due non è Mother Regulation, i limiti di massa rimangono quelli del vecchio ordinamento.

Dunque, il regolamento 167/2013 si presenta come una vera e propria svolta, un passo in avanti che comporterà un grande impegno per tutti gli addetti ai lavori. Per consentire una corretta integrazione e compatibilità tra il Regolamento di omologazione europeo e le disposizioni normative costruttive e comportamentali vigenti a livello nazionale (contenute nel Codice della Strada), il Ministero dei Trasporti elaborerà delle specifiche circolari al fine di chiarire in modo univoco l’applicabilità delle nuove disposizioni comunitarie a livello nazionale.

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