L'arca olearia

Extra vergine a euro 1,89 in bottiglia da litro. Oro liquido? Macché!

Supermercato Lidl Italia di Rossano, provincia di Cosenza. La notizia, con documentazione fotografica e scontrino annesso, è di Pierluigi Marino dell'Oleificio Stella: cari politici e associazioni di categoria - scrive - basta leggi sul 100% Italiano, se i risultati sono quelli che si vedono. Scava scava, non mancano le sorprese

05 giugno 2010 | T N

Proprio così: 1,89 euro la bottiglia da litro

Buongiorno
Alla Cortese Attenzione del Direttore Luigi Caricato

Olio Extra vergine d’Oliva PRODOTTO RICHIAMO PER SUPERMERCATI E CENTRI COMMERCIALI.

Un tempo l’olio di oliva era chiamato l’oro Liquido, oggi possiamo affermare che costa meno una bottiglia d’acqua che una bottiglia di olio extra vergine di oliva…..

La grande distruzione ormai considera uno dei migliori prodotti agroalimentare italiano il prodotto dove, anche se non si guadagna nulla, basta fare pubblicità per attirare clientela.

Cari politici e associazione di categoria, basta fare leggi sul prodotto 100% Italiano, se i risultati sono questi ottenuti negli ultimi 3 anni, i produttori invece di raccogliere le olive fanno diventare centinaia di Ha di uliveti in bosco.

In ogni modo voglio finire ricordando che la crisi del settore oleario sicuramente non crea reddito alle aziende olivicole, forse ci sono e resterà qualcuno che ci farà sicuramente reddito sui nostri sacrifici?????.

Si allega alla presente la foto con lo scontrino dell'ennesima offerta fatta da un noto Supermercato.

Distinti Saluti

Pierluigi Marino
Oleificio Stella


Che qualcuno ci guadagni sui sacrifici dei produttori è cosa certa e indiscussa. E oggi, a dire il vero, il guadagno è nettamente inferiore rispetto al passato.

Al tempo degli aiuti generosi, si polverizzavano in maniera ignobile gran parte dei finanziamenti destinati agli olivicoltori, realizzando il nulla. Nessuno allora aveva mai pensato che si potesse sollevare uno scandalo. Forse a tutti andava bene, perché tutti in qualche modo restavano con le mani unte.

Oggi in tempi di magra la situazione è diversa, si paga il conto di politiche dissennate e senza respiro. Se allora fossero stati impiegati bene quei fondi pubblici destinati all'olivicoltura sarebbe tutta un'altra storia.

L'olio extra vergine di oliva ha perso valore. La Gdo ci specula allegramente, è vero, ma se riuscisse a ricavare anch'essa un margine di guadagno sull'olio ne sarebbe certamente felice. Il fatto è che in tutti questi anni gli aiuti pubblici hanno drogato il mercato. Il comparto olio di oliva non ha saputo costruire nel frattempo una catena di valore proprio perché ciascuno curava altri interessi.

In un recente convegno a cui ho partecipato, un manager della Gdo ha detto, senza peli sulla lingua, che l'attuale situazione non giova nemmeno a loro: sopportano gli stessi costi per muovere in fondo le stesse bottiglie. L'unica soluzione è ridare valore al prodotto, perché se cresce il valore, cresce per tutti il margine di guadagno.

Il fatto che qualcuno ci marci su è cosa certa. Il fatto che qualche organizzazione agricola abbia speculato sul made in Italy è segno che in questo Paese si cercano i fuochi d'artificio per stupire, ma concretamente non si fa nulla per costruire un futuro diverso.

La legge sul made in Italy non avrà alcun riscontro reale se ci si ferma alla superficie, per risanare il comparto e ridare valore all'olio extra vergine di oliva ci vogliono altre strategie. Finora, mi creda, qualcuno sta giocando sulla pelle dei produttori, ma anche i produttori, finché non si ribelleranno ai disastri compiuti da alcune organizzazioni di categoria, non otterranno nulla.

Non disperi, c'è ora l'Interprofessione che sta cercando di far qualcosa, ammesso che le organizzazioni che remano contro non facciano saltare tutto in aria. Legga questo intervento di Elia Fiorillo per trarre maggiori spunti di riflessione: link esterno
Per fortuna che c'è chi non si arrende e cerca di creare quel valore che non c'è.

Luigi Caricato


Lo scontrino della vergogna

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