L'arca olearia

Extra vergine o condimento al basilico? Perplessità sulla giuria dell'Ercole Olivario

Non per polemica, ma per spirito di chiarezza. Un campione anomalo scartato da alcuni concorsi, viene premiato in altri. Dal tracciato cromatografico relativo all’analisi del profilo aromatico, è emersa la presenza del linalolo in misura significativa. Il commento di Ettore Franca

17 aprile 2010 | Ettore Franca



Nel corso delle selezioni al Concorso nazionale “L’Oro d’Italia” (link esterno), organizzato da Olea (Organizzazione Laboratorio Esperti e Assaggiatori – Scuola internazionale di Analisi sensoriale e Cultura degli alimenti link esterno), è stato presentato un campione di olio extra vergine di oliva che ha suscitato non poca perplessità fra i giurati e nella Commissione concorsuale.

Sulla quasi totalità delle schede, oltre alla valutazione dei vari attributi da esaminare, nelle “note” emergeva la segnalazione dell’aroma di “basilico”, improbabile nell’olio da oliva.

La Commissione registrava, nel verbale numero tre dei sette redatti:
“… Gli assaggiatori segnalano che il campione n. 157 presenta sentori di ‘basilico’ che fanno sembrare l’olio più un ‘condimento al …’ piuttosto che un extra vergine”.

Prudenzialmente veniva sospeso l’inserimento del campione nelle graduatorie, ma si decise di farlo procedere nelle selezioni successive e, se la segnalazione fosse stata confermata negli assaggi ulteriori poi, soprattutto, se la sensazione fosse stata avvalorata dall’analisi chimica di verifica – usuale nei concorsi di Olea – il campione sarebbe stato squalificato e, in seguito, eventualmente decidere la comunicazione dell’anomalia alle Autorità di controllo.

Al termine dei lavori, una volta decodificati gli abbinamenti, l’azienda produttrice è stata informata registrando le ‘spiegazioni’ prospettate a partire dalla conduzione dell’oliveto in ‘biologico’, al sovescio, ecc.

Effettuate le indagini presso i laboratori dell’Università di Bologna con cui Olea collabora, dal tracciato cromatografico relativo all’analisi del profilo aromatico è emerso che nel novero dei componenti dell’olio analizzato, fra quelli minori, significativamente appariva il linalolo (vedi nota in fondo pagina) in ragione di 0,27 ppm.

Linalolo

Sta di fatto che negli oli “da oliva” la presenza del linalolo risulta un’eccezione rara, tutt’al più in quantità di ‘traccia’, anche se a qualche ricercatore talvolta è capitato di riscontrare il linalolo nell’olio di certi olivastri selvatici di alcune ristrette aree dell’Italia meridionale.

Senza poter escludere la presenza del linalolo, i dubbi sull’origine endogena sono stati sollevati dalla quantità riscontrata, dalla percezione diffusa fra i giudici e dall’assoluta mancanza di quel componente nella vasta bibliografia scientifica relativa a diverse migliaia di campioni esaminati da diversi studiosi soprattutto riferiti alle cultivar Frantoio, Leccino, Moraiolo e Raggiaio dichiarate nella scheda che accompagnava il prodotto al concorso.



Alla Commissione de “L’Oro d’Italia”, ma non sappiamo se si tratta dello stesso prodotto valutato in questo, risulta che la azienda ha inviato campioni di suo olio ad altri concorsi.

Per analoga perplessità, risulta non siano stati ammessi alle selezioni del XV “Biol” di Bari e al IV “Olio Capitale” di Trieste, mentre, già segnalato fra i vincitori al XVII “Montiferru”, il campione della stessa azienda è stato successivamente escluso dalla graduatoria.



Senza entrare in polemica, e ammesso che sia stato lo stesso prodotto, sorge qualche perplessità sulle giurie dell’Ercole Olivario di Spoleto e dell’Orciolo dell’Enohobby di Gradara le quali, senza essere sfiorate dal minimo dubbio, hanno decretato che l’azienda in oggetto risultasse meritevole di posizioni prestigiose.
Infatti, risulta fra i vincitori all’Ercole Olivario, ed è encomiato con la Gran Menzione dell’Enohobby.

Spero si sia trattato di campioni di un altro lotto, altrimenti sembrano tornare di attualità i “caballeros” degli assaggiatori “oplà”.


Il linelolo è evidenziato nell’ovale rosso


NOTA
Il composto Linalolo ( C10H18O ) è un monoterpene presente in molti vegetali in cui si trova, libero o combinato, negli olii essenziali naturali.
In particolare quelli del bergamotto, del coriandolo, del timo o altre “labiatæ” e, ovviamente, del basilico soprattutto nelle sue varietà tipiche delle regioni mediterranee dove il linalolo prevale sull’estragolo, più ‘tossico’ e più rappresentato nei ‘basilico’ di altre aree.



LEGGI ANCHE
Corsi full immersion per assaggiatori d'olio? Più serietà, prego!
link esterno

Bibliografia

1- P. Salvadeo, R. Boggia, F. Evangelisti, P. Zunin, Analysis of the volatile fraction of ‘‘Pesto Genovese” by headspace sorptive extraction (HSSE). Food Chemistry 105 (2007) 1228-1235.

2- G. Flamini, P. L. Cioni, I. Morelli, Volatiles from Leaves, Fruits, and Virgin Oil from Olea europaea Cv. Olivastra Seggianese from Italy, Journal of Agricultural and Food Chemistry 51 (2003) 1382-1386.

3- O. Baccouri, A. Bendini, L. Cerretani, M. Guerfel, B. Baccouri, G. Lercker, M. Zarrouk, D. Daoud Ben Miled, Comparative study on volatile compounds from Tunisian and Sicilian monovarietal virgin olive oils. Food Chemistry 111 (2008) 322-328.

4- A. Bendini, L. Cerretani, G. Lercker, Survey on the quality of virgin olive oils produced in Romagna. Rivista Italiana delle Sostanze Grasse 84 (2007) 191-202.

Potrebbero interessarti

L'arca olearia

L’olio d'oliva si “costruisce” in campo: come clima e agronomia determinano la resa finale

Temperatura, disponibilità idrica, rapporto foglie/frutti, nutrizione minerale, carico produttivo e momento della raccolta intervengono direttamente sulla capacità della drupa di accumulare sostanza secca e lipidi

07 settembre 2026 | 16:00

L'arca olearia

Scoperto il meccanismo cellulare che regola il distacco delle olive

Uno studio sull’olivo identifica i processi molecolari e cellulari che preparano il frutto al distacco naturale. A cambiare sono la comunicazione tra le cellule, il pH e la struttura delle pareti cellulari. Un ruolo centrale è svolto dall’etilene

07 settembre 2026 | 14:00

L'arca olearia

Olio d’oliva europeo, l’export regge ma perde valore: la Spagna avanza, l’Italia paga il crollo degli Stati Uniti

Nei primi nove mesi della campagna 2025/26 l’Unione europea ha esportato verso i Paesi terzi oltre 551 mila tonnellate di olio d’oliva, un volume praticamente stabile rispetto allo scorso anno e persino superiore alla media dell’ultimo quinquennio. Ma il fatturato è precipitato del 16%. L’Italia arretra dell’11% in volume e del 25% in valore

07 settembre 2026 | 13:00 | Alberto Grimelli

L'arca olearia

Un alleato dal suolo: il batterio OEE1 accende le difese dell’olivo contro la verticilliosi

Il ceppo OEE1 di Bacillus velezensis, applicato in via preventiva e curativa, è in grado di "armare" la pianta a livello genetico, attivando geni chiave della difesa in appena 3 giorni dall'infezione da Verticillium dahliae. Ecco come funziona questa nuova frontiera del biocontrollo

06 settembre 2026 | 11:00

L'arca olearia

La potatura dell’olivo cambia davvero la resa? Il progetto OLIVE–EduTech cerca le risposte

Quanto incide la potatura sulla produttività dell’olivo e, soprattutto, sulla qualità delle olive e dell’olio? Il progetto interdisciplinare OLIVE–EduTech nasce per colmare una lacuna della ricerca scientifica e trasformare una pratica agronomica spesso affidata all’esperienza in una tecnica misurabile e trasferibile agli olivicoltori

05 settembre 2026 | 11:00

L'arca olearia

PAC e olivicoltura italiana, un aiuto che non aiuta tutti: ecco chi ci guadagna e chi ci perde

L’analisi condotta su dati FADN 2010-2022 rivela che il sostegno del secondo pilastro funziona solo per un terzo delle aziende. Quelle più fragili e marginali ottengono un vero vantaggio, mentre le imprese già competitive non traggono benefici significativi. Un campanello d’allarme

04 settembre 2026 | 16:00