L'arca olearia

L’ALTRO VOLTO DEL COMPARTO OLIANDOLO: LE OLIVE DA TAVOLA

Circa il dieci per cento della produzione mondiale viene destinata al consumo diretto. Quello delle olive da mensa rappresenta quindi un mercato interessante, ma molto spesso trascurato. Attitudine varietale, lavorazione e tempi di conservazione sono gli elementi da tenere in considerazione, anche alla luce delle ultime ricerche

17 aprile 2004 | Graziano Alderighi

Circa il 10% delle olive prodotte dai 750 milioni di olivi al mondo sono impiegate per uso da tavola. Nelle ultime campagne la produzione media annua si è avvicinata al milione di tonnellate e l’incremento medio per campagna si è mantenuto al 2,5%. I principali produttori di olive da tavola sono l’Unione europea (41%), la Turchia (12%), gli Stati Uniti (11%), il Marocco (9%) e la Siria (7%).
Per questo prodotto non esiste un eccesso di produzione, anzi, negli ultimi anni si registra un incremento medio di consumo pari al 1,5%, con punte del 2,5%.
I principali Paesi consumatori sono ancora una volta l’Unione europea (36%), gli Stati Uniti (17%), la Turchia (10%), la Siria (7%), il Marocco (4%9 e il Brasile (3%).

L’attitudine delle olive per l’uso da mensa dipende dalla grossezza, importante nella presentazione (dai 3 ai 5 grammi si considerano media, oltre i 5 grammi grandi).
Le olive di forma più o meno sferica hanno un buon mercato, sebbene anche alcune bislunghe siano ben accette.
Il nocciolo deve staccarsi facilmente e il rapporto di peso polpa/nocciolo da 5:1 e più alto è, maggiore è il loro valore commerciale.
L’epidermide del frutto deve essere sottile ma elastica, resistente ai colpi e all’azione degli alcali ed alla salamoia.
L’alto contenuto di zuccheri nella polpa è un pregio, se ne ammette il 4% come limite minimo, soprattutto nelle olive da sottoporre a fermentazione lattica.
Conviene che il contenuto d’olio sia il più basso possibile perché spesso nuoce alla conservazione e alla consistenza del prodotto elaborato. Soltanto in alcuni tipi di olive nere è positivo un contenuto d’olio medio od alto.

Molte sono le lavorazioni in uso e cambiano a seconda del grado di maturazione delle olive.
Per le olive verdi il trattamento avviene principalmente in due maniere: con fermentazione (alla spagnola) o senza fermentazione (all’americana).
Per le olive semimature il processo tipico è quello alla Californiana ovvero in salamoia (tra il 2,5% e il 10%) e al riapro dall’aria.
Per le olive mature o nere si attua l’elaborazione al naturale in salamoia oppure in sale secco.

Il tempo di conservazione del prodotto così ottenuto sono piuttosto lunghi.
Confezionare le olive con una durata dichiarata di due a tre anni può tuttavia divenire inaccettabile. Un recente studio ha infatti dimostrato che i box ordinari hanno una reale durata di soli nove mesi. La ricerca, pubblicato sul Journal of the Science of Food and Agriculture, è partita dal presupposto che è in crescita la tendenza ad usare sacchetti di polietilene sotto vuoto e riempiti di salamoia oppure in atmosfera controllata.
Secondo questo studio, proprio i sacchetti sottovuoto hanno una durata di quasi due anni, mentre quelli in box ordinari hanno avuto una vita media di soltanto nove mesi. L'autore dello studio, Dott. Efstathios Panagou, ha dichiarato che”non essendo chiaramente definiti metodi e procedure, sostenuti da studi pertinenti, la data di scadenza è attribuita in modo arbitrario e non è sostenuto da studi pertinenti”.
Va sottolineato che nessun batterio dannoso è stato trovato in una qualunque delle olive immagazzinate per sei mesi a temperatura ambiente, ma la qualità globale in termini di gusto, odore, colore era decisamente inaccettabile nelle olive in box ordinari o in atmosfera controllata, e soltanto mediamente accettabile nelle confezioni in salamoia.

Potrebbero interessarti

L'arca olearia

La cocciniglia mezzo grano di pepe dell'olivo: strategie di monitoraggio e controllo per una gestione sostenibile

I due picchi annuali (primavera/inizio estate), la presenza di predatori naturali utili e la superiorità dei piretroidi. Ecco indicazioni pratiche per gli olivicoltori sulla scelta dei prodotti e sui tempi ottimali di intervento

13 agosto 2026 | 12:00

L'arca olearia

Nuova strategia contro l'occhio di pavone: niente più trattamenti a calendario, si interviene solo con pioggia e umidità

La ricerca israeliana rivoluziona la difesa dell'olivo: basta con gli interventi fissi in autunno. Ecco i tre parametri ambientali che dicono quando è davvero il momento di trattare

12 agosto 2026 | 11:00

L'arca olearia

L'utilizzo del talco micronizzato nell'estrazione dell'olio d'oliva: un'opportunità per le paste difficili

Le conseguenze della scelta di raccogliere precocemente le olive sono drammatiche in termini di resa estrattiva. Mentre i frutti possono contenere oltre il 20% di olio, le rese che si ottengono da paste difficili sono notevolmente inferiori

11 agosto 2026 | 15:00

L'arca olearia

Scatta l’allerta lebbra dell'olivo: monitoraggio e prevenzione decisivi

Con l’inizio dell’invaiatura aumenta il rischio di lebbra dell'olivo, una patologia fungina che può compromettere la produzione e la qualità dell’olio. Piogge, elevata umidità e temperature favorevoli possono accelerare le infezioni

10 agosto 2026 | 13:45

L'arca olearia

Il boro nell'olivicoltura: quando la concimazione non fa la differenza

Uno studio rivela che la concimazione borata, sia al suolo che per via fogliare, non incrementa i livelli di boro nelle foglie degli olivi adulti. Tuttavia, emerge chiaramente il fenomeno della rimobilizzazione del nutriente dalle foglie verso i fiori, un aspetto cruciale per la comprensione della fisiologia dell'olivo

10 agosto 2026 | 09:00

L'arca olearia

La crisi dell’olio di oliva italiano è ora! Ma i frantoiani sono rimandati al Ministero del Made in Italy e soldi forse all'autunno

La situazione del sistema olivicolo-oleario italiano è precaria con la campagna olearia che si avvicina sempre più. Nessun fondo emergenziale stanziato dal governo che vara invece il Piano Olivicolo Nazionale e il ColtivaItalia alla Camera. Le questioni dei frantoiani di competenza del Ministro Urso. Ne abbiamo parlato col Sottosegretario Patrizio La Pietra

07 agosto 2026 | 16:00 | Alberto Grimelli