L'arca olearia

L’Italia ha prodotto 30 mila tonnellate di olio extravergine di oliva a ottobre. Resa media al 12,59%

L’Italia ha prodotto 30 mila tonnellate di olio extravergine di oliva a ottobre. Resa media al 12,59%

Al 27 ottobre sono state molite 253 mila tonnellate di olive e prodotte 31.845 tonnellate di olio in questa campagna olearia. A rilento la produzione in tutto il sud che ha prodotto 11 mila tonnellate. Regina della raccolta anticipata è la Toscana con oltre 6 mila tonnellate prodotte

28 ottobre 2026 | 13:00 | R. T.

L’Italia dell’olio di oliva non è ancora a pieno regime complice, più che la stagione, le proteste degli olivicoltori in tutte le regioni del sud Italia.

Secondo i dati SIAN aggiornati al 27 ottobre la produzione di olio extravergine di oliva nella campagna olearia 2026/2027 è stata di 31.845 tonnellate, ottenute da 253 mila tonnellate di olive, con una resa media del 12,59% in linea con quella degli ultimi anni.

La novità di questa campagna è rappresentata soprattutto dal mancato avvio, di fatto, della campagna olearia nel sud Italia.

Prodotte soltanto 2557 tonnellate in Puglia (resa media 13,69%), 2576 tonnellate in Calabria (resa media 14,72%) e 5575 tonnellate in Sicilia (resa media 13,34%). Di fatto 11 mila tonnellate, pari al 32% della produzione di ottobre, nelle tre Regioni che di solito comandano la classifica di quelle più produttive d’Italia.

Indietro anche la produzione in Campania con 1390 tonnellate (resa media del 11,83%), in Basilicata e Molise rispettivamente con 131 e 652 tonnellate, con rese dell’11,89% e del 12,77%.

Il primato della Regione in cui si è raccolto di più in questo primo scorcio di stagione spetta alla Toscana con 6246 tonnellate prodotte e una resa media del 12,35%.

Sul terzo gradino del podio l’Abruzzo con 3829 tonnellate al 12,54% di resa. A breve distanza il Lazio con 3690 tonnellate e una resa media al 10,51%.

Segue un truppone di regioni con una media produttiva tra 1000 e 2000 tonnellate tra cui spiccano le Marche con 1354 tonnellate prodotte al 11,67% di resa. Da segnalare le Marche perché, alla fine di ottobre, hanno già raddoppiato la produzione dello scorso anno, anno orribile per la Regione adriatica.

La blasonata Umbria dovrebbe essere a circa un terzo della sua capacità produttiva con 1068 tonnellate prodotte per una resa media del 12,51%. In Sardegna prodotte 431 tonnellate al 12,18%.

Buona la campagna olearia in Liguria con già 729 tonnellate prodotte e la resa media record del 16,98%. A essere fuori scala, anche rispetto alla media regionale, soprattutto Imperia, la provincia con le rese di estrazione più alte d’Italia: 18,57%.

Buona anche la produzione di olio di oliva in Veneto a 532 tonnellate, con una resa media del 12,76%.

Un focus provinciale in Puglia, Calabria e Sicilia

In Puglia la provincia con la resa più alta è stata Foggia con il 14,51% medio e quella più bassa Taranto con l’11,45%. Le restanti sono in media con Bari e BAT intorno al 13,5%. Da sola foggia ha prodotto quasi la metà della produzione pugliese, 982 tonnellate, seguita da Lecce con 596 e Bari con 493 tonnellate.

In Calabria invece abbiamo le rese più alte a Catanzaro e Crotone, poco più del 15%, mentre la più bassa è a Reggio Calabria al 13%. Solo la provincia di Catanzaro ha prodotto più della metà dell’olio dell’anno: 1836 tonnellate, seguita da Reggio Calabria con 351 tonnellate.

Regina dell’olio siciliano per ora è Agrigento con 2131 tonnellate prodotte con una resa media del 14,75%. Rese del tutto analoghe a Palermo e Trapani dove sono state prodotte rispettivamente 238 e 712 tonnellate. Situazione diversa nella Sicilia orientale con rese medie molto più basse, appena superiori all’11%, e produzione di 634 e 612 tonnellate a Ragusa e Siracusa, seguite da Catania con 331 tonnellate.

E’ evidente che stiamo parlando di una campagna olearia che segna uno spartiacque tra centro nord e centro sud con quest’ultimo che ha segnato solo un calcio d’avvio per l’olio novello ma è in attesa di iniziare veramente la campagna mentre il centro nord ha già accumulato produzioni che vanno da un terzo alla metà della produzione finale prevista. Se non cambierà lo scenario è prevedibile una corsa alla raccolta dalla metà di novembre, con una produzione finale nazionale che però potrebbe essere inferiore alle 260 mila tonnellate stimate a settembre.

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