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Biostimolanti a base di putrescina: un nuovo alleato per la qualità dell’olio d’oliva?

Biostimolanti a base di putrescina: un nuovo alleato per la qualità dell’olio d’oliva?

Riflettori sul potenziale della putrescina, una poliammina naturalmente presente nelle piante, come strumento per migliorare la qualità dell'olio d'oliva. nuove prospettive sull'uso di biostimolanti in olivicoltura per migliorare il profilo nutrizionale dell'olio

06 agosto 2026 | 16:00 | R. T.

La putrescina è una poliammina, una molecola organica a basso peso molecolare presente in tutti gli organismi viventi. Nelle piante, svolge un ruolo chiave in numerosi processi fisiologici come la divisione cellulare, lo sviluppo dei fiori e dei frutti, e la risposta a situazioni di stress ambientale. Agisce come un regolatore della crescita e, grazie alle sue proprietà antiossidanti, contribuisce a stabilizzare le membrane cellulari, proteggendo la pianta. In sostanza, è un composto che aiuta la pianta a crescere meglio e a difendersi da condizioni avverse, come la siccità o la salinità del suolo. La sua applicazione esogena rappresenta quindi una strategia per “stimolare” la pianta e indirizzarne il metabolismo verso caratteristiche desiderate.

I risultati dello studio: effetti su acidità, acidi grassi e composti fenolici

Lo studio ha previsto l'applicazione di putrescina per via fogliare a due diverse concentrazioni, 8 e 16 ppm, 15 giorni prima della fioritura. I risultati hanno mostrato effetti significativi e, in alcuni casi, sorprendenti sulla qualità finale dell'olio.

Acidità libera: Tutti i campioni di olio hanno rispettato i limiti di legge per l'olio d'oliva vergine. È emerso, tuttavia, che il trattamento con la dose più bassa di putrescina (8 ppm) ha ridotto l'acidità in entrambe le varietà, suggerendo un effetto positivo sulla conservazione della qualità.

Profilo degli acidi grassi: L'acido oleico, il principale grasso monoinsaturo dell'olio d'oliva, è risultato essere il componente predominante in tutti i campioni. La variazione più notevole ha riguardato l'acido linoleico, un acido grasso polinsaturo essenziale. Nella varietà ‘Kozan Yerli’, il contenuto di acido linoleico è quasi raddoppiato con i trattamenti a 8 ppm (13,90%) e 16 ppm (16,78%) rispetto al controllo (8,73%). Questo dato è particolarmente interessante perché l'acido linoleico è un nutriente fondamentale che il corpo umano non è in grado di produrre autonomamente e deve essere introdotto con la dieta.

Composti fenolici e biofenoli: I composti fenolici sono molecole antiossidanti che contribuiscono alla stabilità e al profilo sensoriale dell'olio. La ricerca ha evidenziato che l'applicazione di putrescina ha ridotto il contenuto di tirosolo in entrambe le cultivar. Al contrario, ha incrementato i livelli di acido caffeico, con picchi registrati nella varietà ‘Gemlik’ a 16 ppm (10,30 mg kg⁻¹) e nella ‘Kozan Yerli’ a 8 ppm (66,72 mg kg⁻¹). Questo effetto variabile suggerisce che la risposta alla putrescina è strettamente legata al corredo genetico della pianta. L'autrice dello studio ipotizza che la varietà ‘Gemlik’ possa già possedere livelli endogeni più elevati di putrescina, giustificando una risposta meno marcata ai trattamenti esterni.

Implicazioni pratiche per l'olivicoltore e il ruolo dei biostimolanti

Questi risultati, sebbene preliminari e ottenuti in un contesto specifico, aprono scenari interessanti per l'olivicoltura. L'applicazione mirata di putrescina potrebbe rappresentare una strategia per modulare la composizione dell'olio, agendo su parametri chiave per la qualità e il valore nutrizionale.

È importante sottolineare che la putrescina è solo uno dei possibili biostimolanti che stanno attirando l'attenzione della ricerca. Altri studi hanno esplorato l'efficacia di combinazioni di sostanze. Ad esempio, una ricerca condotta su olivi della varietà ‘Picual’ ha dimostrato che l'applicazione combinata di putrescina (15 ppm), acido salicilico (200 ppm) e acido ascorbico (2000 ppm) ha portato a un aumento significativo della resa in frutti e ha migliorato le proprietà fisiche e chimiche delle olive, in particolar modo in condizioni di stress salino.

Consigli per gli olivicoltori
Alla luce dello studio qui analizzato, è possibile formulare alcune raccomandazioni per chi volesse sperimentare questa tecnica. Il dosaggio di 16 ppm di putrescina si è distinto come efficace nel migliorare diversi parametri qualitativi. È fondamentale, tuttavia, considerare che la risposta alla putrescina è varietà-dipendente. Come osservato, la ‘Kozan Yerli’ ha mostrato una reazione più marcata rispetto alla ‘Gemlik’. Si consiglia quindi di condurre piccole prove sperimentali nelle proprie condizioni pedoclimatiche prima di estendere il trattamento a tutto l'oliveto. Infine, il momento di applicazione è cruciale: nello studio, i trattamenti sono stati effettuati 15 giorni prima della fioritura, in corrispondenza dello stadio di formazione dell'infiorescenza. La scelta del timing giusto è determinante per massimizzare l'efficacia del biostimolante.

La ricerca sulla putrescina e sugli altri biostimolanti è in continua evoluzione. La possibilità di influenzare la qualità dell'olio attraverso pratiche agronomiche mirate e sostenibili rappresenta una frontiera promettente per il settore oleicolo, in grado di rispondere alle crescenti richieste di un mercato sempre più attento alla qualità e alle proprietà salutistiche del prodotto.

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