L'arca olearia
La relazione tra luce e produzione dell'olivo, ecco come la densità dell'oliveto influisce sulla resa
La maggiore densità riduce la qualità della luce (R/FR più basso) e la PAR incidente alle quote basse, con ricadute su vegetazione, fioritura e fruttificazione. La produzione per ettaro resta però simile tra i due sistemi, grazie a strategie compensative della pianta
23 settembre 2026 | 13:00 | R. T.
Negli ultimi vent’anni l’olivicoltura mondiale è cresciuta sia in superficie sia in produttività. In Argentina, e in particolare nella regione di San Juan, gli impianti ad alta densità (HD) con 400-800 piante per ettaro coprono oltre il 70% della superficie olivicola, mentre gli impianti a super-alta densità (SHD), con più di 1000 piante per ettaro, si sono diffusi per facilitare la raccolta meccanica con macchine a cavalcare la fila. In entrambi i sistemi, una volta che le piante hanno occupato lo spazio disponibile, si forma una siepe continua: la sua architettura e la sua gestione determinano come la luce si distribuisce all’interno della chioma e, di conseguenza, la crescita, la fioritura e la produzione.
Lo studio qui riassunto ha messo a confronto due oliveti commerciali di cultivar Genovesa, piantati nel 2008 e allevati a siepe con orientamento nord-sud: uno HD (7 x 3,5 m, circa 408 piante/ha) e uno SHD (4 x 1,5 m, circa 1666 piante/ha). Le misure sono state condotte nelle stagioni 2018-2019 e 2019-2020 su tre alberi centrali per ciascun sistema, suddividendo la chioma in tre quote (bassa, media, alta) su entrambi i lati est e ovest.
La struttura delle siepi e l’ambiente luminoso
Le siepi HD risultavano leggermente più alte (4,0 m contro 3,8 m) e più larghe (2,3 m contro 1,8 m in direzione est-ovest) rispetto alle SHD. Dopo sette anni dall’impianto, le piante in HD non avevano ancora completamente riempito lo spazio loro assegnato lungo la fila (2,9 m di diametro contro 3,5 m disponibili), mentre in SHD la chioma aveva già formato una siepe continua. Il rapporto tra altezza della chioma e larghezza del corridoio libero era di 0,7 in HD e di 1,5 in SHD: un valore vicino a 1 è considerato ottimale per la distribuzione della luce, mentre valori superiori a 1 possono limitare la produzione nelle parti basse della chioma.
Il rapporto R/FR riflesso dalle piante vicine, misurato in una giornata serena del novembre 2019, è risultato significativamente più alto in HD (media 0,66) che in SHD (media 0,49). In entrambi i sistemi il valore non variava tra le tre quote di chioma, ma in HD le posizioni alta, media e bassa mantenevano valori più elevati (0,68, 0,65 e 0,64) rispetto alle posizioni media e bassa di SHD (0,49 e 0,45). Anche la PAR giornaliera simulata è risultata maggiore in HD in tutte le posizioni: in estate la quota alta riceveva il 47% della radiazione orizzontale in HD contro il 41% in SHD, mentre alla base i valori scendevano al 13% in HD e al 7% in SHD. Su base stagionale, la PAR media sulle tre quote era inferiore in SHD del 5% in primavera, 4% in estate, 6% in autunno e 4% in inverno.
Come rispondono i germogli
I germogli di un anno prelevati dalla quota bassa delle siepi HD erano significativamente più corti rispetto a quelli delle quote media e alta in HD e delle quote bassa e alta in SHD. Il numero di nodi era inferiore del 19% nella quota bassa di HD e del 26% nella quota media di SHD rispetto alla quota alta di HD. Gli internodi erano più corti nella quota bassa di HD rispetto alle quote alta, media e bassa di SHD. Non sono emerse differenze statisticamente significative nel diametro dei germogli tra le posizioni di ciascun sistema.
Per quanto riguarda le foglie, l’area fogliare individuale non è variata tra le quote entro ciascun sistema. La massa fogliare specifica (SLM) è risultata maggiore nella quota alta di HD rispetto alle quote media e bassa di SHD. La densità di area fogliare (LAD) è stata più elevata nella quota media di HD rispetto alla quota bassa di HD e alle quote bassa e alta di SHD; in SHD non si sono osservate differenze significative tra le quote.
Le caratteristiche dei rami sono risultate più legate all’ordine di ramificazione che al sistema d’impianto. In entrambi i sistemi i rami di secondo ordine erano più lunghi di quelli di quarto ordine; il diametro dei rami di secondo, terzo e quarto ordine era inferiore a quello dei rami di primo ordine. L’angolo medio di inserzione dei rami è risultato di 78° in HD contro 54° in SHD, un elemento che favorisce la trasmissione delle vibrazioni e quindi l’efficienza della raccolta meccanica.
Fioritura: più luce, più infiorescenze
Il numero di infiorescenze per germoglio nelle posizioni alta, media e bassa di HD è risultato simile tra loro e significativamente superiore a quello delle posizioni media e bassa di SHD. Nelle siepi SHD, invece, non si sono osservate differenze tra le quote. Nelle posizioni media e bassa di HD il numero di infiorescenze per germoglio era triplo rispetto alle posizioni corrispondenti di SHD. I germogli di HD presentavano in prevalenza una sola infiorescenza per nodo (1,18, 0,99 e 0,98 rispettivamente nelle quote alta, media e bassa), valori superiori a quelli di SHD (0,63, 0,37 e 0,35).
Le infiorescenze delle quote alta e media di HD avevano più fiori rispetto alla quota bassa di SHD. In entrambi i sistemi il numero di fiori per infiorescenza era inferiore nella quota bassa rispetto a quella alta. La percentuale di fiori perfetti non è risultata significativamente diversa tra le quote entro ciascun sistema. In SHD, le infiorescenze della quota bassa mostravano una percentuale di fiori aperti superiore a quella della quota media e simile alle altre posizioni studiate.
Fruttificazione e produzione
La produzione per pianta è risultata maggiore nella quota media delle siepi HD rispetto alle quote alta e bassa dello stesso sistema e a tutte le quote di SHD; in SHD non si sono osservate differenze significative tra le quote. La densità di frutti è stata in media di 243 frutti per metro cubo di chioma in HD contro 132 in SHD. Il peso fresco individuale dei frutti delle quote alta e media di HD era superiore a quello delle quote media e bassa di SHD; il peso secco individuale dei frutti della quota alta di HD era maggiore di quello delle quote media e bassa di SHD. L’umidità dei frutti nelle quote bassa e media di HD era superiore a quella di tutte le quote di SHD; in SHD l’umidità era più alta nella quota bassa rispetto a quella alta. La forza di ritenzione dei frutti era maggiore nella quota alta rispetto alla bassa in entrambi i sistemi.
A livello di siepe, la produzione per ettaro in HD è stata di 14,3 t/ha nel 2020 contro 4,4 t/ha nel 2019, mentre in SHD è rimasta simile nei due anni (10,4 e 8,4 t/ha). Il numero di frutti per metro lineare di fila è stato maggiore nel 2020 rispetto al 2019 in HD e simile tra gli anni in SHD. In entrambi i sistemi il peso fresco individuale dei frutti è stato maggiore nel 2019 rispetto al 2020, con il valore più basso osservato in SHD nel 2020. Il peso secco individuale dei frutti in HD è stato maggiore nel 2019 rispetto al 2020 e superiore a quello di SHD in entrambe le stagioni. La forza di ritenzione dei frutti è stata maggiore nel 2019 rispetto al 2020 in entrambi i sistemi, senza differenze tra HD e SHD nelle due stagioni. Il rapporto tra forza di ritenzione e peso fresco dei frutti è stato di 1,1 e 0,6 in HD e di 1,0 e 0,8 in SHD rispettivamente nel 2019 e nel 2020.
Considerazioni tecniche
I risultati confermano che la densità d’impianto modifica profondamente l’ambiente luminoso della siepe. La maggiore vicinanza tra le piante in SHD riduce il rapporto R/FR riflesso e la PAR incidente alle quote basse, con conseguenze su germogli, foglie, fioritura e fruttificazione. Le siepi HD, più illuminate, mostrano maggiore massa fogliare specifica, maggiore densità di area fogliare e angoli di inserzione dei rami più aperti, tutti fattori che favoriscono la trasmissione delle vibrazioni e l’efficienza della raccolta meccanica. Le siepi SHD, pur producendo meno per pianta nelle posizioni basse, mantengono una produzione per ettaro confrontabile grazie all’elevata densità d’impianto.
La cultivar Genovesa, già apprezzata in HD per la maturazione precoce e l’elevato contenuto e qualità dell’olio, mostra quindi una buona adattabilità anche in SHD, purché la gestione della siepe — potatura, altezza, rapporto tra chioma e corridoio libero — sia calibrata per garantire una distribuzione ottimale della luce. Il rapporto tra altezza della chioma e larghezza del corridoio libero si conferma un parametro chiave: valori troppo elevati, come in SHD, riducono la luce alle quote basse e possono limitare la produttività. La scelta del sistema d’impianto va dunque valutata considerando non solo la densità, ma anche la forma della siepe, il clima, il costo d’impianto, il tipo di macchina raccoglitrice e la cultivar.
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