L'arca olearia
Il costo della produzione dell'olio di oliva da olivicoltura tradizionale in Spagna sfiora i 5 euro al chilo
L'ultimo studio dell'Associazione Spagnola dei Comuni dell'Olivo (AEMO), aggiornato al luglio 2026, fotografa una realtà complessa per il settore olivicolo. L’impennata dei costi di produzione degli ultimi sei anni (+57%) e l’introduzione nel computo della rendita fondiaria e degli ammortamenti rivelano il dato allarmante
22 luglio 2026 | 15:00 | R. T.
Il settore olivicolo mondiale, e in particolare quello spagnolo (primo produttore al mondo), si trova ad affrontare un bivio storico. Se fino a pochi anni fa si discuteva di rese e qualità, oggi il dibattito è monopolizzato da un tema ben più pressante: i costi di produzione. Il recente studio "Aproximación a los Costes del Cultivo del Olivo" (V6), pubblicato dall'Asociación Española de Municipios del Olivo (AEMO) e aggiornato a luglio 2026, fornisce una radiografia accurata e preoccupante della situazione.
L'analisi, coordinata da José María Penco, non si limita a elencare le voci di spesa, ma introduce due elementi cardine spesso trascurati nel calcolo della redditività: la rendita della terra e l'ammortamento degli impianti. Il risultato è un quadro dei costi totali che si avvicina pericolosamente, e in alcuni casi supera, i prezzi medi di mercato degli ultimi anni.
Secondo i dati raccolti, la crescita dei costi unitari è stata inarrestabile. L'incremento registrato tra il 2020 e il 2023 è stato di circa il 40%; a questo si aggiunge un ulteriore rincaro del 12% tra il 2023 e il 2026. In soli sei anni, i costi medi di produzione sono aumentati di quasi il 57%. Un'impennata che ha eroso ogni margine di guadagno, rendendo molte aziende agricole vulnerabili alle fluttuazioni del mercato.
"A percepción del agricultor, lo que en 2010 era un buen precio del aceite, como eran 3 euros por kilogramo, ahora en 2026, con el incremento de costes, este precio de mercado debería situarse en torno a los 5 euros", si legge nelle conclusioni dello studio. (Trad: "Per la percezione dell'agricoltore, ciò che nel 2010 era un buon prezzo dell'olio, come 3 euro al chilo, ora nel 2026, con l'aumento dei costi, dovrebbe attestarsi intorno ai 5 euro").
Un'Analisi per Sistemi: Dai Monti al Superintensivo, Quanto Costa Produrre?
Lo studio dell'AEMO suddivide il panorama olivicolo spagnolo in quattro macro-categorie (che rappresentano oltre 2,5 milioni di ettari coltivati) per analizzarne i costi specifici. I risultati sono eterogenei e dipendono fortemente dal livello di meccanizzazione e dalla densità degli impianti.
Oliveto Tradizionale Non Meccanizzabile (OTNM): La Crisi della Montagna
Si tratta degli oliveti storici, spesso in pendenza, con bassa densità di piante e raccolta manuale. Questo sistema rappresenta ancora circa il 17,7% della superficie spagnola. I costi di esercizio sono i più alti e, aggiungendo il fattore della non meccanizzazione, la situazione è drammatica.
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Costo di esercizio per ettaro: 1.938,28 €
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Rendimento medio: 1.750 kg di olive/ha
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Costo totale al kg di olio (inclusi i costi di produzione): 5,31 €/kg
Questo dato colloca il prodotto di montagna fuori mercato. Come sottolinea lo studio, l'unica via di salvezza è la differenziazione: puntare su produzioni biologiche, certificazioni di qualità o oleoturismo, valorizzando le caratteristiche uniche di questi oli.
Oliveto Tradizionale Meccanizzabile (OTM): L'Equilibrio Instabile
Gli oliveti tradizionali ma in pianura o collina, dove è possibile utilizzare macchinari, rappresentano la fetta maggiore del mercato (36,2% della superficie). Qui la meccanizzazione, seppur parziale, abbassa i costi.
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Costo totale al kg di olio (Secano): 4,67 €/kg
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Costo totale al kg di olio (Irriguo): 4,18 €/kg
Nonostante l'irrigazione aumenti i costi di esercizio (3.601 €/ha contro 2.556 €/ha del secano), la resa nettamente superiore (6.000 kg/ha contro 3.500 kg/ha) rende il costo al chilo più basso. La partita più gravosa rimane la raccolta (circa il 30-40% dei costi totali).
Oliveto Intensivo (OI) e Superintensivo (OS): I Nuovi Standard
Questi sono i sistemi su cui il settore sta puntando per il futuro. Caratterizzati da alta densità di piante e raccolta completamente meccanizzata (vibradores e scavallatrici), riducono drasticamente l'incidenza della manodopera. Rappresentano già il 46,1% del totale.
Oliveto Intensivo:
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Costo totale al kg di olio (Secano): 3,52 €/kg
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Costo totale al kg di olio (Irriguo): 3,20 €/kg
Oliveto Superintensivo (Seto):
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Costo totale al kg di olio (Secano): 3,17 €/kg
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Costo totale al kg di olio (Irriguo): 3,08 €/kg (il più basso in assoluto)
Questi sistemi, sebbene richiedano ingenti investimenti iniziali (fino a 11.986 €/ha per un seto in irriguo), mostrano la migliore efficienza produttiva grazie a rese altissime (fino a 10.800 kg/ha per il superintensivo).
I Costi Nascosti: Rendita e Ammortamento
La grande novità di questo studio è l'inclusione della rendita fondiaria e dell'ammortamento. Nel calcolo tradizionale, molti agricoltori non considerano il "costo opportunità" della terra né il deprezzamento del capitale investito.
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Rendita della Terra: Lo studio applica un costo di 500 €/ha per il secano e 1.050 €/ha per l'irriguo. Questo costo è stato escluso solo per l'oliveto di montagna (OTNM), ritenendo il suo valore di affitto residuale.
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Ammortamento: Considerando una vita utile standard di 25 anni per gli ammortamenti, si scopre che l'incidenza di questa voce è significativa. Per un oliveto superintensivo in irriguo, l'ammortamento incide per quasi 480 €/ha all'anno, mentre per un intensivo in secano si ferma a 132 €/ha.
Questo approccio fornisce una visione più realistica e imprenditoriale del settore, sfatando il mito secondo cui la proprietà terriera sia un costo "zero".
Le Sfide Future: Meccanizzazione, Prezzi e Sostenibilità
Lo studio dell'AEMO delinea una strada obbligata per la sopravvivenza del settore, composta da tre pilastri fondamentali:
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La Meccanizzazione come Imperativo Categorico: La raccolta è la voce di costo più pesante, rappresentando quasi il 40% del totale negli oliveti tradizionali. La conversione a sistemi meccanizzabili (Intensivo e Superintensivo) non è più un'opzione, ma una necessità, laddove la morfologia del terreno lo consenta.
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L'Irrigazione come Leva Produttiva: Sebbene l'irrigazione incida sui costi (circa il 20% del totale), la differenza di resa (fino a 10.800 kg/ha per il seto irriguo vs 6.000 kg/ha in secano) la rende un investimento indispensabile per abbattere il costo unitario del prodotto.
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La Gestione Oculata dei Costi Variabili:
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Fertilizzazione: Lo studio evidenzia che spesso si spende molto più del necessario. Seguire le indicazioni delle analisi fogliari può portare a un risparmio notevole. Nel modello ottimale, la fertilizzazione incide solo per il 15% dei costi totali, ma nella realtà spagnola questa percentuale è spesso più alta.
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Mantenimento del Suolo: Una delle voci tecnicamente più complesse, il cui costo può essere ottimizzato attraverso la consulenza professionale.
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Tabella Riassuntiva dei Costi Totali di Produzione (2026)

Un Futuro a Due Velocità
La conclusione dello studio è chiara: il settore olivicolo si sta dividendo in due mondi. Da un lato, l'olivicoltura tradizionale, legata a paesaggi e territori, che senza un sostegno pubblico mirato e una forte valorizzazione commerciale rischia di scomparire. Dall'altro, l'agricoltura intensiva e superintensiva, che rappresenta il futuro produttivo del comparto, capace di produrre olio a un costo intorno ai 3 €/kg.
Il messaggio per il produttore è inequivocabile: per rimanere sul mercato, il prezzo dell'olio d'oliva in origine deve necessariamente allinearsi a questi nuovi parametri di costo. La sfida per gli anni a venire sarà quella di trovare un equilibrio tra la redditività aziendale e la sostenibilità di un settore che è pilastro dell'economia e della cultura del Mediterraneo.
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