L'arca olearia

Analizzare l'olio di oliva prima dell'estrazione, ecco il un nuovo approccio analitico

Analizzare l'olio di oliva prima dell'estrazione, ecco il un nuovo approccio analitico

Il metodo sviluppato dall'Università di Cordoba anticipa il profilo degli acidi grassi, dei fenoli e dei composti volatili dell'olio extravergine in modo rapido, semplice e preciso utilizzando direttamente l'oliva

16 aprile 2026 | 09:00 | R. T.

L’olio extravergine di oliva, pilastro della dieta mediterranea, è da sempre apprezzato per le sue proprietà salutistiche e per le sue qualità organolettiche. Alla base di queste caratteristiche ci sono tre grandi famiglie di composti chimici: gli acidi grassi, i fenoli e i composti volatili, responsabili rispettivamente del valore nutrizionale, dell’aroma e della stabilità nel tempo del prodotto.

Tradizionalmente, per analizzare questi elementi è necessario estrarre l’olio dalle olive e sottoporlo a complesse analisi di laboratorio. Ma un gruppo di ricercatori del Dipartimento di Chimica Analitica dell’Università di Córdoba ha sviluppato un metodo innovativo che potrebbe cambiare radicalmente questo approccio: prevedere la composizione chimica dell’olio direttamente dal frutto, senza bisogno di estrazione.

L’idea alla base della ricerca è semplice quanto rivoluzionaria: anticipare ciò che si troverà nell’olio analizzando una singola oliva. Il procedimento consiste nel rimuovere il nocciolo e inserire una fibra di microestrazione in fase solida (SPME), capace di assorbire i composti volatili responsabili del profilo aromatico. Parallelamente, il materiale raccolto consente di determinare anche la presenza di fenoli e acidi grassi.

I risultati sono sorprendenti. Il metodo ha permesso di identificare 79 metaboliti, tra cui 13 acidi grassi, 21 fenoli e 45 composti volatili, coprendo la maggior parte delle sostanze rilevanti per la qualità dell’olio. Ancora più significativo è il dato sulla precisione: i modelli predittivi sviluppati dai ricercatori hanno raggiunto un’accuratezza del 100% nella classificazione degli oli.

La validità del sistema è stata ulteriormente confermata confrontando i dati ottenuti dalle olive con quelli ricavati dall’olio estratto, mostrando una forte correlazione tra i due.

Oltre al valore scientifico, le applicazioni pratiche sono notevoli. Il metodo consente ai produttori di monitorare l’evoluzione chimica delle olive durante la maturazione e di scegliere con precisione il momento ideale per la raccolta, in funzione delle caratteristiche desiderate: maggiore contenuto di antiossidanti, profilo aromatico specifico o requisiti per etichette salutistiche.

In un mercato sempre più orientato alla qualità e alla differenziazione, questa tecnica rappresenta uno strumento strategico per aumentare il valore del prodotto e rispondere alle esigenze dei consumatori.

Le prospettive future sono altrettanto promettenti: dall’applicazione diretta in campo, con analisi rapide e non invasive, fino all’estensione del metodo ad altri frutti. Una innovazione che potrebbe ridefinire gli standard di controllo qualità nell’agroalimentare.

Potrebbero interessarti

L'arca olearia

Xylella e olivo: la svolta green dei biopesticidi. Quale strategia conviene davvero?

Per anni, le armi principali sono state i pesticidi chimici di sintesi, come il rame, gli insetticidi piretroidi e i neonicotinoidi. Oggi si parla di biopesticidi. Un confronto tra efficacia ed impatto ambientale, come guida per gli olivicoltori che voglio contrastare Xylella fastidiosa

26 agosto 2026 | 15:00

L'arca olearia

Melograno e carruba contro la verticilliosi dell’olivo: gli estratti attivano le difese naturali della pianta

Estratti di melograno e carruba mostrano un potenziale effetto bioprotettivo contro Verticillium dahliae, il fungo responsabile della verticilliosi dell’olivo. Attivati di diversi geni coinvolti nelle risposte di difesa della pianta e una riduzione o stabilizzazione della biomassa fungina nelle piante trattate

25 agosto 2026 | 13:00

L'arca olearia

Aculus olearius: un nuovo nemico per l'olivicoltura

L'acaro parassita è già noto in Italia, Grecia, Spagna e Turchia. Causa danni significativi alle olive, tra cui imbrunimento dei germogli, disseccamento dei fiori, accartocciamento delle foglie e deformazioni dei giovani frutti. Ecco indicazioni pratiche per gli olivicoltori su come riconoscere i sintomi, monitorare le popolazioni e gestire il problema

24 agosto 2026 | 16:00

L'arca olearia

Olio extravergine d'oliva denocciolato: un tesoro di antiossidanti per la salute e la bellezza

La rimozione del nocciolo prima dell'estrazione dell'olio dalle olive Cerasuola aumenta significativamente la concentrazione di composti fenolici e flavonoidi, potenziando le proprietà antiossidanti dell'olio extravergine e aprendo nuove prospettive per l'industria cosmetica e alimentare

24 agosto 2026 | 15:00

L'arca olearia

Ftalati nell’olio extravergine d'oliva, arriva un nuovo metodo rapido per individuarli

Un sistema basato sulla fluorescenza riesce a distinguere sette diversi ftalati presenti nell’olio extravergine di oliva con un’accuratezza fino al 97,2%. La tecnica potrebbe diventare uno strumento di screening per controllare più rapidamente la sicurezza degli oli alimentari

24 agosto 2026 | 13:00

L'arca olearia

Limonene e cannella per proteggere l'olivo: nuovi biopesticidi naturali promettono un’olivicoltura più sostenibile

Uno studio dell’Università di Almeria analizza il comportamento ambientale di limonene e trans-cinnamaldeide, due composti naturali utilizzabili come biofitoprotettori. La ricerca evidenzia una rapida degradazione nell’ambiente acquatico e un basso rischio di accumulo, aprendo nuove prospettive per ridurre l’impiego di pesticidi sintetici anche negli oliveti

22 agosto 2026 | 09:00